Quello che hai amato e Gli anni al contrario, a Pescara

Letizia Di Girolamo, Violetta Bellocchio, Giusi Marchetta e io occuperemo la sezione Scrittrici del Festival delle letterature di Pescara (qui il programma completo) con tre incontri in cui parleremo di quello che abbiamo amato e forse anche odiato. Venerdì 6 novembre, tra le altre cose, faccio un po’ di conti con i legami tra il racconto per l’antologia Quello che hai amato (nonfiction) e Gli anni al contrario (fiction), e su quello che c’è dietro queste etichette.

[da qui]
Il suo primo romanzo Gli anni al contrario, il racconto – ME 619753 – che apre la raccolta Quello che hai amato e ciò che fa di lei una scrittrice: Nadia Terranova incontra Violetta Bellocchio (curatrice dell’opera) e Letizia Di Girolamo.
venerdì 6 novembre
ore 19:00
Circolo Aternino – Sala Azzurra
Evento Gratuito
Sezione: Scrittrici (vedi tutti gli incontri della sezione Scrittrici)

logo

Quello che hai amato

L’antologia Quello che hai amato esce oggi in cartaceo e ebook per Utet, è curata da Violetta Bellocchio e tutto quello che c’è da sapere su com’è nata e che cos’è lo spiega lei nell’introduzione, on line qui.
Ci sono undici storie vere scritte da undici scrittrici italiane a cui è stata rivolta la domanda “Cosa hai amato?”.
La mia risposta parla di una Panda bianca, di mia madre, di Messina e degli anni Novanta.

Quello che hai amato

avevo nove anni, non sono morta e ci sono le prove

Da oggi è on line una nuova rivista che non assomiglia a nessun’altra. Non potrebbe, perché la sua ideatrice e direttrice, Violetta Bellocchio, non assomiglia a nessun’altra persona al mondo. (Non la conoscete? Buhhh. E il suo primo libro non l’avete letto? Buhhh. Rimediate, è questo, rimediate in fretta ché presto ne esce un altro).

Siccome Violetta Bellocchio è “fiction author, non-fiction enthusiast”, questa è una rivista entusiasta di non-fiction che si intitola “Abbiamo le prove” e si sottotitola “Solo storie vere, una donna alla volta”, e se poi volete capire bene-bene di che si tratta vi consiglio di leggere il suo editoriale, che si intitola “Se sei abbastanza grande da prendere botte sei abbastanza grande per fondare una rivista on line”. E poi questa rivista potete seguirla (c’è anche sul tuitter!) e abbonarvi (è gratis!). Che altro? Ah, oggi si comincia. Con una storia vera, appunto. La mia.