#maggiodeilibri #valigiadeilibri e altre cose divertenti che non farò mai più [ma solo fino alla prossima volta]

La mattina, con il loro trolley rosso, giravano le scuole d’Italia (dunque, vediamo, in meno di un mese furono: Milano_Genova_Parma_Roma_LAquila_Firenze_Bari_Palermo_Napoli), incontrando ragazzi, parlando di libri e storie e narrazioni incoraggiati dal ministero, seguiti da Repubblica.it (cose così; oppure questo qui, per dire, m’ha fatto venir lacrimuccia), supportati da chi li riprendeva (video così, ecco) e da un ufficio stampa tuttofare barra angelo custode.
Il risultato furono: migliaia di regazzini incontrati, classi intere ad ascoltare e prendere appunti e sempre fare domande e alzare mani e voler fare lo scrittore o il disegnatore e chiedere quanto si guadagna e come si fa e perché.
E questo risultato lo raccontiamo nei diari e il mio lo sapete qual è (upgrading, eh, ché a girar tanto ma tanto non riuscivo a scrivere sempre in bilico fra rotaie e spostamenti).
E poi ci fu tutt’un backstage, (del principio ne dissi qui), che certi giorni sembrava di stare in gita scolastica, con quelle battute tormentoni che se le racconti non fanno ridere ma mentre le vivi ti sembra non ci sia altro orizzonte e sai che te le porterai dietro anche quando arriverà quel giorno, che non lo sai che sarà così malinconico, cioè lo sai ma non ci vuoi pensare. Quel giorno tipo questo che sei tornata a casa tua ed è bello e gemütlich e finalmente dormirai tre notti consecutive nello stesso letto e nella stessa città, però che nostalgia. Quella di riguardare certe foto, e sorridere, e pensare che anche se sei cotta e distrutta, nessuno ti toglie dalla testa che ne è valsa la pena.

Palermo. “Troppo presto per l’aperitivo”.

L’Aquila. Ripartire dai colori.

I regali che ti fanno gli illustratori, nessuno mai.

Palermo. Matrimoni misti?

E cià, e alla prossima.

Starring:

muà
Kiakkio
Igi
Brunella
Dani
Linda
Gabrio

quella volta che sono stata a Pavanarma

(milanogenovaparma, maggio dei libri, valigia dei libri, prime tre tappe, in the mood –  qui c’è il mio diario ufficiale, di seguito invece un po’ di backstage)

Che questo mese sarebbe andata così lo sapevo, che a me stare in giro piace lo sapevo pure, che mi sarei svegliata la mattina pensando: tutto bene, devo solo ricordarmi dove ho dormito e localizzare dove sono, poi prendo il caffè e vado a incontrare una scuola, e pure questo lo sapevo bene.
Va così, un giorno dopo l’altro, e ogni tanto ci scappa un giro all’acquario di Genova o uno sbraco sui prati della Pilotta a Parma.

In tutto ciò, c’era qualcosa che volevo appuntarmi e prima che mi dimentico me lo segno qua. Tipo che mentre parlavo con Francesco Chiacchio e Brunella Baldi m’è venuto fuori quello che penso degli illustratori: “siete come dei prestigiatori”; per me che son negata, vedere come in due minuti ti abbozzano una situazione è una specie di stupor mundi.
(Per me che sto scrivendo il Romanzo da un centinaio di anni, anche – ma questa è un’altra storia, questa è una cosa che non c’entra, e poi ora sto finendo, ma ora sul serio, tsk tsk).

Ed ecco, mentre parlavo di Guccini (io? ma dai, l’avreste mai detto?), cos’ha tirato fuori Francesco:

Di cui è previsto un seguito calcistico, di cui vi anticipo il sibillino fototrailer:

Insomma, volevo dire che è una bella sfacchinata, ‘sto viaggio dei libri, una di quelle cose che sarebbe bello fare a vent’anni in stile Almost Famous con un furgoncino Westfalia, dormendo all’addiaccio e mangiando in chioschi aperti anche la notte. Invece di anni ne abbiamo un po’ di più e ci dobbiamo accontentare di Trenitalia, alberghi di fortuna e ristoranti tipici. Ma noi scrittori siamo gente semplice, ci divertiamo anche così.