“e Villa Borghese è ancora un giardino”

Quest’anno insieme ad altri piccoli maestri ho collaborato alla Tribù dei lettori con un incontro in classe sui libri letti dagli ottenni/decenni. Per il premio i bambini hanno votato Rico, Oscar e il mago Ombra (molto carino), ma il mio cuor tifava per Melisenda di Edith Nesbit, cui avevo già accennato.

Siccome so perdere bene, domani pomeriggio [venerdì 31 maggio] alle 17.30 leggerò alcune delle folli storie di Melisenda alla Casina Raffaello, a Villa Borghese, dove quest’anno si svolge la rassegna (qui il programma completo).
Subito prima però, alle 16.30, alla Casa del cinema sempre a Villa Borghese, leggerò anche un paio delle mie Mille e una notte. Le più brevi e divertenti, prometto.

Il tutto finirà quando resterò completamente senza voce. Sarebbe bello se veniste a darmi una mano, ché magari a una certa mi date il cambio.

tribù

P.S.
A proposito delle Mille: qui una chiacchierata su libri miei e altrui con una lettrice e una bimba che mi hanno fatto tante domande difficili; qui una recensione su Internazionale.

P.S. 2
Non facciamo chiudere il Grande Cocomero, che oltre a essere uno dei miei film preferiti è anche un’associazione più che importante. Visti gli esiti di certe petizioni precedenti mi son presa di fiducia: firmate e fate girare, per favore. E fate tutto ciò che è in vostro potere per impedirlo.

cose corte (per il dolore è abbastanza un minuto)

Ancora qualche niùs.

* Ero tornata giovedì scorso, anzi quell’altro, e mi ero scordata di dirvelo. Su Torno giovedì è uscito un mio racconto che si intitola La prima volta che sono morto. So che se aggiungessi “è corto” i click aumenterebbero vertiginosamente, così dicono gli esperti dell’internet, tuttavia ciò andrebbe contro la mia vecchia battaglia contro le concezioni fallometriche della letteratura (“non lo pubblichiamo perché è troppo corto” “non lo pubblichiamo perché è troppo lungo” “costa troppo per essere così corto” “costa poco per essere così lungo” e altre diffuse idiozie). È corto, comunque.

* La non convinzione di Calpurnia. Alla Tribù dei lettori, più o meno un mese fa, avevo fatto due incontri, uno sul mio libro e un altro sull’Evoluzione di Calpurnia. Quest’ultimo mi hanno chiesto di raccontarlo e dunque ecco. È corto pure questo.

* Identità femminili e altri pretesti per parlare di libri. Giovedì 28 giugno, dopodomani, sarò alla Casa delle letterature (piazza dell’Orologio, 3) per il terzo degli Incontri di civiltà a dialogare con Cristina Ali Farah, moderate da Igiaba Scego. Lo so, gioca l’Italia, ma la sera, mentre l’incontro è alle diciotto. Saremo corte. Cortissime. Venite.

* Per il dolore è abbastanza un minuto. Ieri c’è stato il Concerto per l’Emilia. Purtroppo non sono riuscita ad andare a Bologna come avrei voluto, però me lo son goduto lo stesso tutto quanto. Era lungo ma a me è sembrato fin troppo corto, come le cose che non vorresti finissero mai. E questo duetto, chevvelodicoaffà.

appuntamenti romani di questi giorni

Stasera (mercoledì 25 maggio) alle 19, al Muzak di Testaccio la seconda Jam Session Teatrale sul tema “Vulcani”. Stavolta andrà in scena anche un testo mio. Ingresso libero. Tutti i dettagli qui.

Domani (giovedì 26 maggio) io e Patrizia Rinaldi incontreremo il popolo della Tribù dei lettori per parlare di Caro diario ti scrivo: la mattina alle 11 nel tendone di Piazza Re di Roma con la libreria Ponte Ponente (dettagli qui) e il pomeriggio alle 17,30 in quello di Parco Nemorense con la libreria il Brucalibro (dettagli qui).