Jane Austen a Trastevere

[nell’ambito della manifestazione: “Trastevere OPEN – La cultura nuoce gravemente al… degrado” organizzata dal Municipio Roma Centro Storico e in collaborazione con la JASIT Jane Austen Society of Italy]

Dal sito nostro, cioè dei libri in testa:

Jane Austen non si è mai mossa dall’Inghilterra, e sicuramente non è mai stata a Roma e non ha mai gironzolato per i vicoli di Trastevere.
Visto che è troppo tardi per portarcela di persona, abbiamo pensato di portarci le sue parole, che potranno così intrufolarsi in quei vicoli, rinfrescare un po’ l’afa estiva con un tocco di campagna albionica e mescolare l’humour inglese e la sua tipica ironia con l’accaldato disincanto romano.
Speriamo solo che la nostra non esageri, portando con sé la suggestiva ma scomoda pioggia dei suoi lidi natii.

Traduzione in terranovese:

Venerdì 20 giugno alle 21, animeremo piazza della Scala parlando di Jane Austen. Ci sarà Giuseppe Ierolli (esimio austenologo), ci sarà qualcuno in costume, ci saranno molte altre sorprese.
Sì, lo sappiamo, ci sono i mondiali: si scrive ore 21 ma si legge ore 21.30, così potete finire di vedervi Italia-Costarica.

Qui l’evento Facebook.

loc200614

Reds! Canzoni di Stefano Rosso, il disco bellissimo di Andrea Tarquini

Il 17 settembre 2008 me lo ricordo perché sono andata al funerale di Stefano Rosso a Santa Maria in Trastevere. E dove altro, se non a due passi da Via della Scala, nelle strade che cantava e conosceva e viveva come nessun altro? Dentro, in chiesa, ho pensato che al quartiere da quel giorno in poi sarebbe mancato qualcuno.
Ero lì, negli ultimi banchi, a rubare ricordi che non mi appartenevano (il figlio raccontava che negli ultimi giorni il papà malato scherzava su un abbonamento televisivo da fare “a babbomorto”) per innaffiare i miei, quelli di una bambina in macchina nei primi anni Ottanta che sentiva cantare da un altro papà Una storia disonesta e Bologna ’77.
Sono pochi i dischi che mi porterò dietro da questo 2013, il più importante è Reds! di Andrea Tarquini, che ancora accidenti non sono riuscita a sentire dal vivo anche se suona spesso qui a Roma, e se dico “un disco di cover” immediatamente voi storcete il muso, e in effetti lo storcerei anche io che con le cover bisticcio spesso, però invece non c’è nessun muso da storcere perché Tarquini canta Stefano Rosso con la grazia e il rispetto di chi lo ha incontrato davvero, senza fargli il verso ma senza neanche devastarlo in libertà. Ecco, se ci fosse un corso su come si fanno le cover (e ce ne sarebbe davvero bisogno, di un corso del genere), metterei Reds! tra i dischi di testo obbligatori.
Due cose soltanto: in E intanto il sole si nasconde c’è l’inaspettata seconda voce di Luigi “Grechi” De Gregori. E poi la foto stampata sul cd è di quelle che ti restano nel cuore.
Occhei, terza cosa. A metà disco la mia canzone preferita, da repeat all’infinito: Ancora una canzone. A metà canzone la strofa che chiude il cerchio con Trastevere. O con quella bambina degli anni Ottanta, che differenza c’è.

E ho fatto un viaggio ch’è durato mezza vita
ho conosciuto donne, amici, anche papà
che se n’è andato che non era già finita
io ci ho perduto un padre, lui un bel po’ d’età.

REDS-Canzoni-di-Stefano-Rosso

Bonus track di questo post:
Alcuni video di Tarquini su Reds!;
Ancora una canzone in originale cantata da S.R.;
Un documentario di Simone Avincola su Stefano Rosso, l’ultimo romano.