Bruno nei giorni della memoria

[dalla pagina facebook di Orecchio Acerbo]

LA MEMORIA, IL RICORDO. CON BRUNO SCHULZ, E NADIA TERRANOVA.

26 gennaio. Napoli, libreria Bibi.

ore 11,30 con alunne e alunni della Foscolo-Oberdan.
ore 17 incontro aperto al pubblico insieme con Silvio Perella.

27 gennaio. Roma, biblioteca Valle Aurelia. ore 10, con le bambine e i bambini della scuola Manetti.

28 gennaio. Roma, biblioteca Moby Dick. ore 11,30, con Gioacchino De Chirico

30 gennaio. Roma, biblioteca Goffredo Mameli, con le ragazze e i ragazzi delle scuole medie.

Sono passati cinque anni da quando è uscita la prima edizione di Bruno il bambino che imparò a volare. “Vorrei raccontare Bruno Schulz ai bambini”, avevo esordito entrando in un’elegante stanza di Monteverde, brandendo la mia edizione delle Botteghe color cannella. Schulz voleva “maturare verso l’infanzia” ma era morto troppo presto, anzi: se n’era andato con un ultimo scherzetto, una beffarda sparizione, e ciao nazisti e addio a un tempo mostruoso. Fu così che un’editrice coraggiosa – senza avermi mai visto prima, senza avermi mai letto prima – disse: sì, lo facciamo. E trovò l’illustratrice perfetta, e combinò con arte le mie parole e le sue immagini.

Da allora i bambini italiani, e poi spagnoli, messicani, lituani, e infine polacchi (la lingua di Bruno!) leggono, ascoltano, commentano, interpretano il racconto di Bruno. Ho ricevuto lettere, poster, fumetti, hanno scoperto il significato di “zelante” e “metamorfosi”, li ho visti appassionarsi, spaventarsi, sperare e volare in una manciata di pagine, dentro la manciata di strade della cittadina di Drohobycz. Li ho sentiti spiegare metafore e simboli ad adulti (poverini) non ancora maturati verso l’infanzia. E non mi sono stancata, non credo mi stancherò mai di sentire con quanta intelligenza spiegano a me, ogni volta, la storia che ho scritto.

Nadia Terranova

maggio, su coraggio: cosa faccio a Torino, cosa avrei fatto a Roma

Maggio è il mese del Salone del libro di Torino, mi trovate in giro da venerdì a domenica, come al solito. Il sabato tradizionalmente piove, sarò quella con la piega increspata.
Se proprio volete sentirmi cianciare: venerdì 9 alle 18 in Sala Professionali, per il ciclo I mestieri del libro, a raccontare la scrittura per bambini, sarò quella che comincerà con “Diciamo subito che la scrittura per bambini non esiste…”. Ne parlerò insieme a Marta Corsi, editor della casa editrice La Nuova Frontiera, e a un altro autore, Davide Morosinotto.
Qui i dettagli dell’evento.

Sarete al Salone e volete sapere se ci sono anche una o più autrici di Abbiamo le prove? Ecco un calendario su misura per voi: siamo tutte qui.

In quello stesso weekend restate (o vi recate) a Roma? Fate quello che avrei fatto io se non fossi stata a Torino: andate alla festa per il centocinquantesimo titolo di Orecchio Acerbo, l’Orecchio Acerbo Day. Laboratori, letture, spettacoli, proiezioni di Booktrailer e una riffa per aggiudicarvi libri bellissimi.

Buon maggio a tutti.

Da "Nel paese dei libri" di Quint Buchholz, Beisler
Da “Nel paese dei libri” di Quint Buchholz, traduzione di Bice Rinaldi, Beisler

viaggio nell’Italia che vende i libri

librerie indipendenti ragazzi bruno orecchio acerbo

Insomma è finita, anche se sono malinconica e tardo ad ammetterlo. Tredici librerie, tredici città, circa venti incontri anche in scuole e biblioteche, attraversando l’Italia da giù a su, dal castello di Conversano in Puglia all’ombra delle montagne della Slovenia, zigzagando per la piazza di Carpi e la periferia di Milano. In tredici luoghi Bruno è stato accolto, preparato, raccontato – e grazie a lui, imbucandosi di soppiatto, anche la sua autrice.
Non si tratta solo di ringraziare, anche se è il primo verbo che mi viene in mente, e non solo le libraie e i librai, ma gli insegnanti, i bibliotecari, tutti quelli che hanno raccontato, letto e musicato la storia di Bruno e Jakob e che sono venuti a sentire, fare domande, interpretare. I ragazzi, loro sono a parte – loro ogni volta lo riscrivono, e dico davvero. Dicevo, non si tratta solo di ringraziare. Ora vorrei farvi conoscere questi tredici posti uno a uno, pur se in poche righe – almeno per ora, perché la materia straborda e sì, è finita, ma mica finisce qua. La forza di queste librerie indipendenti per ragazzi è essersi unite restando diverse e identitarie, ciascuna nel suo angolo di paese o di città, con il suo angolo di popolo con cui ha saputo costruire un dialogo. Venite, rifacciamo questo viaggio.

Alla libreria L’Agorà, a Ruvo di Puglia, perdetevi nella parete dei fumetti e trovate una scusa per attaccare bottone con Nicola. Quei fumetti sono colpa sua: di quel mondo lui conosce tutto. Poi, senza farvi accorgere, spiate la dolcezza timida di Rosangela mentre vi accompagna alla biblioteca comunale dove incontrerete un esercito di bambini con i pennarelli colorati.
A Conversano c’è un posto che si chiama Le storie nuove ed è antico e rivoluzionario insieme. Una bottega di libri profonda e arcuata come tutti i negozi storici pugliesi. Attraversate un catalogo di proposte strepitose, pescate libri a destra e a a manca e fiondatevi su uno dei due eleganti divani in fondo mentre aspettate la presentazione del pomeriggio. Prima però sostate fuori, davanti alla vetrina di Mariaserena succedono strani fattacci.
Da Equilibri, a Santeramo in Colle, il pubblico di Angela (mia sorella di frangetta, ma questa è un’altra storia) vi travolgerà: i ragazzi di Santeramo sono quelli che mi hanno scritto più email e messaggi nella storia delle mie presentazioni e non vedo l’ora di tornare a trovarli.
Quando canterete Ambarabacicicocò fra le civette dell’incantevole Giada sappiate che lì, nel cuore di Corato, si è compiuto uno di quegli eventi che cambiano la storia di un libro: tre prime elementari, per volontà di una maestra cocciuta (evviva la cocciutaggine) hanno imparato parole nuove con Bruno e l’hanno spiegato ai grandi come una favola (perché, che altro è?).
Acchiappare La luna al guinzaglio si può, ma solo in un luogo magico a un passo dalla folla della via del centro, con un rapido zigzag per le stradine di Termoli. La mappa ce l’ha Selena, la saggia libraia. Attenzione: sedersi a leggere sugli sgabelli della sua libreria vi porterà ovunque. Tanto il Molise non esiste, no?
A Udine avrete problemi, perché non vi accontenterete della Pecora nera con il suo logo strepitoso e un catalogo dove sono banditi i prodotti scemi (confermo!). Una volta conosciuti Michele e Marina non vorrete più mollarli e li costringerete a portarvi in giro per tutte le librerie di via Gemona e dintorni (sono cinque, una diversa dall’altra, in tutte vorrete comprare qualcosa).
A Vimodrone è successo un fatto piccolo ma gigante: dopo la presentazione a scuola la mattina, un ragazzino si è presentato alle tre e mezza da Librambini, la libreria di Karin, dove non era mai stato, perché voleva subito il libro di cui si era parlato. Ehi tu, mi leggi? So che mi leggi. Hai fatto i tuoi cento passi. Sei diventato molto più grande di me.
Alla Giannino Stoppani di Bologna… be’, cosa potrei aggiungere sulla Giannino Stoppani, uno dei templi sacri per chi fa questo mestiere. In questa tappa a metà percorso Bruno si è ricongiunto con Agata, la bacchetta magica, il motore immobile di questo viaggio.
Sì, quella che state vedendo non è una libreria normale. E sì, quella non è una vetrina ma un’opera d’arte. E sì, quelli che leggono storie ai clienti dai loro libri preferiti sono Alessia e Dario. Cosa è Radice Labirinto di Carpi lo dice già il nome, almeno un po’. Qui Bruno ha davvero preso corpo e piume, animandosi nella voce di Graziella.
Osservando le stupende (proprio etimologicamente: 100% stupore) metope di Modena troverete, come le ho trovate io in una delle poche pause di questo fittissimo viaggio, curiose affinità con la bizzarra deformità di Bruno. Sara e Milena non si sono accontentate di accogliere Bruno nel loro Castello di carta di Vignola, hanno voluto portarlo fin dentro la biblioteca cittadina, sotto lo splendido tetto dedicato ad Antonio Delfini da Toccafondo.
Se io ho messo le ali a Bruno Schulz, sappiamo che Grossman in Vedi alla voce amore l’ha fatto diventare un salmone, che nasce in acqua dolce e si dirige verso l’acqua salata. Giurerei di averlo visto in un canale di Cesenatico, nei pressi di Cartamarea mentre io e Bruno eravamo al Museo della Marineria, oppure a mangiare una piada vera, oppure a ridere a crepapelle con Rossella, Lorenza e Francesca.
Pronti per Padova? A pochi metri da Pel di carota, al museo diocesano, c’è una mostra di illustrazione molto interessante che si chiama proprio Il viaggio. Una volta finito di raccontare in libreria, intervistata da Maurizio, scappo a trovare i quattro disegni originali di Ofra Amit. Coincidenza ha voluto che così anche lei fosse un po’ con noi.
Se da piccola mi avessero detto che da grande, alla mia veneranda età, avrei passato una domenica mattina di sole su La casa sull’albero, avrei pensato che ero proprio fortunata, mi aspettava una vita deliziosa. Dentro la libreria di Arezzo l’albero c’è veramente e mentre rispondo alle domande di Andrea, che ha dato voce e musica a Bruno, e a quelle degli astanti, mi sento un po’ come se fossi appollaiata lassù e invidio (benevolmente) Elena, Barbara e Anna che ci vivono tutti i giorni.

Devo dirvi un segreto, lo metto qui visto che tanto nell’internet non lo legge nessuno. Prima di partire mi ero fatta una cartellina rossa con tutte le date, le tappe e i biglietti dei treni che mi avevano mandato un mese fa, quando questo viaggio esisteva solo sotto forma di due settimane segnate rosse sull’agenda – non ho ancora capito se sono molto organizzata o molto pasticciona, ma questo è un dubbio mio, non c’entra col segreto. Il segreto è che io quella cartellina non la butterò mai.

nadia terranova corato

cosa c’è in fondo a quest’oggi, di mezza festa

La redazione di Orecchio Acerbo è il paese delle meraviglie. La prima volta che ci sono stata ho fatto una foto al citofono prima di bussare; una emozionata e onoratissima versione di me stessa teneva in borsa una copia delle Botteghe color cannella per proporre a Fausta Orecchio l’idea di quel libro che poi sarebbe diventato Bruno. Potrei raccontare tutte le volte, una a una: quando ho preso le prime copie del libro, quando sono arrivata con Ofra e Matthias, quando ho visto in anteprima il Dono dei magi. E sempre: le lunghe chiacchierate con Paolo, i sorrisi di Valeria, i ricci di Simone, felini paciosi, un cane molto colto, il verde del giardino che gocciola di pioggia in autunno e diventa un’oasi nei pomeriggi di fine estate. Si sta bene a casa degli Orecchi, ad abbuffarsi gli occhi di libri eleganti e illustrazioni imperdibili – dunque ecco, dalla mailing list, l’invito per un open office che secondo me somiglia un po’ a una festa:

Venerdì 29 novembre la redazione è aperta al pubblico.
Dalle 10 alle 19 vi aspettiamo in viale Aurelio Saffi 54, Roma, con i nostri libri e qualche sorpresa. E poi, da venerdì 12 dicembre, la redazione sarà aperta tutti i venerdì. Un’occasione per sfogliare tutti i nostri libri e anche libri rari e da collezione. Ma non solo: ai muri della redazione alcune tavole originali dei più grandi illustratori del nostro tempo: da Lorenzo Mattotti a Fabian Negrin, da Maurizio Quarello a Mara Cerri, da Gipi a Spider e tantissimi altri.

Io ci sarò nel pomeriggio. Buon divertimento.

Orecchio Acerbo

Il dono dei magi

È in uscita per Orecchio Acerbo un libro meraviglioso, romantico e buffo. L’ha illustrato Ofra Amit, motivo per il quale mi piacerebbe dire che l’ho scritto io tornando insieme sul luogo del delitto (accadrà, accadrà, un po’ di pazienza e accadrà) e invece no, questa volta no, e meno male che l’autore è morto nel 1910 perché sennò sarei un po’ gelosa.

Il dono dei magi di O. Henry è una fiaba d’amore, di quell’amore che arriva Natale e bisogna farsi un regalo, e lei ha capelli così belli che lui vuole assolutamente regalarle una parure di pettini mentre lui ha un orologio da tasca così caro che lei non può proprio rinunciare a regalargli una catenella. E allora lei vende la sua treccia e lui il suo orologio, perché ciascuno deve fare all’altro il regalo più importante, però quando si trovano una davanti all’altro, lei con la catenella per lui e lui con i pettini per lei, lei senza più capelli e lui senza più orologio… Be’, qui mi fermerei e lascerei parlare i disegni di Ofra.

Vi invito a sfogliare, regalare, mettervi in casa questo gioiello. Per quanto mi riguarda c’è già un posto nello scaffale dei libri dicembrini, accanto alle storie dei fantasmi di Jerome K. Jerome, il Natale di Dylan Thomas, il presepio di Luzzati. Se si sopravvive a certi giorni catastrofici, è un po’ merito di certi libri salvifici. Tenetene conto per tempo.

163_Il dono dei magi

Bruno finalista al premio Napoli

Penso un po’ di cose mentre scorro i nomi dei finalisti.
Poi non so. Sono qui seduta davanti a quella cosa che non ne vuole sapere di finire, con la mia eternamente banale tazza di caffè a tormentarmi i ricci e mordicchiare il tappo della penna quando non so dove sbattere la testa, cioè praticamente ogni due ore. (Pessima abitudine quella della penna, lo so).
E allora poi arriva questa notizia ufficiale e son contenta per cinque minuti e sposto le lancette per farli durare un po’ di più quei cinque minuti. Certe volte si può.

dal Corriere del Mezzogiorno di oggi
NAPOLI – Traduzione, ibridi letterari, libri per bambini e ragazzi. Sono queste le tre nuove sezioni del Premio Napoli 2012. Il presidente della Fondazione Premio Napoli, Gabriele Frasca, ha annunciato stasera le novità della 58esima edizione e gli autori finalisti al Premio. Il Premio Napoli 2012 cambia formula: dodici libri finalisti divisi in sei sezioni: Narrativa, Saggistica, Poesia, Traduzione, Ibridi letterari, Libri per bambini e ragazzi. Una coppia di opere per sezione, selezionate da una giuria tecnica composta da tre membri.

I finalisti del Premio Napoli

Le opere saranno poi votate da una giuria popolare, rinnovata nei numeri e connessa alla rete delle biblioteche municipali. Per la Narrativa i finalisti sono: Vincenzo Latronico, La cospirazione delle colombe (Bompiani); Davide Orecchio, Città distrutte (Editore Gaffi). Le opere sono state selezionate da Filippo La Porta, Paolo Giovannetti e Gianni Maffei. Per la Poesia:Giovanna Bemporad, Esercizi vecchi e nuovi (Luca Sossella); Jolanda Insana, Turbativa di incanti (Garzanti). La giuria tecnica per questa sezione è composta da Giancarlo Alfano, Milo De Angelis, Maria Antonietta Grignani. Per la Saggistica: Miguel Gotor, Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano (Einaudi); Giorgio Lunghini, Conflitto crisi incertezza. La teoria economica dominante e le teorie alternative (Bollati Boringhieri). Gennaro Carillo, Alessandro Dal lago, Franco Farinelli i selezionatori. Per la nuova sezione Traduzione: Domenico Pinto, Walser, Ritratti di pittori (Adelphi); Enrico Terrinoni, Joyce James, Ulisse Edizione Integrale (New Compton). In giuria Silvia Bortoli, Camilla Miglio, Franco Buffoni. Per la sezione Libri per bambini e ragazzi: Alessandra Berardi e Alessandro Gottardo, C’era una voce (TopiPittori); Nadia Terranova, Ofra Amit – Bruno (Orecchio Acerbo). La selezione è stata affidata a Donatella Trotta, Nietta Caridei, Raffaele Cantone. Per l’ultima sezione Ibridi letterari: Flavio Massarutto, Assoli di china (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri); Lello Voce, Frank Nemola, Claudio Calia, Piccola cucina cannibale. Con CD Audio (Squilibri). In giuria Alberto Abruzzese, Pinotto Fava, Paolo Fabbri.

Sono stati resi noti, inoltre, i risultati dell’estrazione ufficiale dei 300 lettori che andranno a costituire i tre gruppi di lettura per le sezioni di Narrativa, Saggistica e Poesia. Chiunque voglia far parte della giuria del Premio Napoli potrà sempre rivolgersi al circuito delle biblioteche municipali, scegliere la sezione e ritirare la coppia di libri e votarla. Diverso il sistema di voto per le altre tre nuove sezioni, in cui i gruppi di lettura sono direttamente coordinati dall’Istituto Orientale (Traduzione), dall’Accademia di Belle Arti (Ibridi Letterari) e dalla Scuola media inferiore di Acerra «M. Ferrajolo» (Libri per bambini e ragazzi). Il primo appuntamento promosso dalla Fondazione si terrà il 10 luglio all’Albergo dei Poveri per il «Forum dei Bisogni» con un incontro con Marco Revelli. «La giuria tecnica – ha detto il Presidente Gabriele Frasca – ha lavorato molto bene e per ogni settore ha scelto opere molto significative, soprattutto alla luce della nuova formula del Premio che tende a mettere in risalto quanto la cultura italiana possa ancora dire qualcosa al e del mondo».