Flannery O’Connor al Teatro dell’Orologio

Ho già avuto modo di dire che Sola a presidiare la fortezza è il mio libro preferito di Flannery O’Connor. Se poi volete sentirlo anche dalla mia voce, ribadirò il concetto stasera alle 19.

Dalla pagina minimumfax:

VENERDÌ 7 NOVEMBRE

Reading e aperitivi letterari al Teatro dell’Orologio

Reading e aperitivi letterari dai libri minimum fax per la rassegna Her’s al Teatro dell’Orologio di Roma.

Nadia Terranova racconta Sola a presidiare la fortezza di Flannery O’Connor.

Letture di Tamara Bartolini.

a seguire aperitivo.
oconnor

i cinque libri che nessuno mi ha chiesto

La faccio brevissima: cinque libri che potreste leggere se ancora non li avete letti e vi conviene andarli a comprare in una libreria con l’aria condizionata perché amazon ormai ve li recapita dopo ferragosto (non ho controllato, ma fidatevi e sostenete qualche libraio simpatico).

Il nero e l’argento di Paolo Giordano (Einaudi) perché se non ne potete più di trentenni (in carne e ossa e personaggi) che vivono come adolescenti sgarrupati ma con un effetto molto più triste qui avete una coppia giovane ma vivaddio che ha problemi da adulta.
Mali minori di Simone Lenzi (Laterza) perché invece vi fa tornare bambini con una serie di ricordi che anche se non siete di Livorno in certe pagine ve lo scordate, e ve lo dice una di Messina.
Storie di uomini e di libri. L’editoria letteraria italiana attraverso le sue collane di Gian Carlo Ferretti e Giulia Iannuzzi (minimum fax) perché dicono tutti che le collane stanno morendo ma noi a qualcuna siamo affezionati e delle profezie ce ne freghiamo.
La spiaggia di Cesare Pavese (Einaudi) perché è un capolavoro: mica vorrete andare a mare sul serio, godetevelo da qua.
Capire Israele in 60 giorni (e anche meno) di Sarah Glidden (Rizzoli Lizard, traduzione di Elena Loewenthal) perché a volte un fumetto è meglio di un compendio di storia, analizza senza intento pedagogico e vale più di mille hashtag.

Ora immaginate le mie zampe da cotechino sulla sdraio con lo sfondo dell’orizzonte, alternate questi cinque libri poggiati sulle ginocchia e avrete composto la mia cartolina da fesbù.

#nonsololibrario

Quando ho aperto il Librario dell’Avvento un po’ lo prevedevo: 24 giorni sono assai, ma pur sempre un numero finito.
Per cui, mentre all’undicesimo giorno parlo del Librario a Rai Letteratura con la magliettina fitzgeraldiana fresca di fiera e le vocali che sapete, mi son scappati altri due consigli di strenne.
Si trovano su due siti belli belli in modo assurdo e sono: una fiaba da piangere su Lenciclopop e un Saramago in versi sempre da piangere su Sad Books.

Invece per la serie #isacchidibabboNataledeglialtri, libri imperdibili e imperdibilmente consigliati in un post di Andrea Storti e in un altro post di un certo Chagall – defunto ma per fortuna non troppo.

Infine, direttamente da Più libri più liberi 2013, un album di minimum fax pieno di consigli subliminali. Tipo questo.

nadia terranova minimum fax