Roma riappropriata

Roma negata. Percorsi postcoloniali nella città è un libro di Igiaba Scego (testo) e Rino Bianchi (foto) edito da Ediesse che sarà in libreria domani, 7 maggio 2014.
Ho amato molto l’idea da cui è nato questo progetto, questo bel libro ibrido in cui immagini e testo giocano a riprendersi Roma e i suoi luoghi cruciali espropriati dal fascismo e dal colonialismo e oggi abbandonati o non ancora restituiti a una destinazione funzionale o memoriale. Per ciò, quando Igiaba mi ha chiesto di fare la prefazione ho accettato volentieri. La postfazione, invece, l’ha scritta Andrea Branchi.

Roma negata è stato presentato in anteprima il 25 aprile al Rialto, mentre il 4 maggio c’è stata una passeggiata tematica nei luoghi del libro.
Giovedì 8 maggio invece ne parleremo, insieme agli autori, io e Lorenzo Pavolini alla biblioteca Nelson Mandela (ex Appia) alle 18. Sarà esposta anche la mostra fotografica di Rino Bianchi, visitabile fino al 22 maggio. L’evento rientra nell’ambito delle iniziative delle biblioteche di Roma per il maggio dei libri.

Biblioteca  Nelson Mandela (ex Appia)
via La Spezia 21
00182
Roma

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#maggiodeilibri #valigiadeilibri e altre cose divertenti che non farò mai più [ma solo fino alla prossima volta]

La mattina, con il loro trolley rosso, giravano le scuole d’Italia (dunque, vediamo, in meno di un mese furono: Milano_Genova_Parma_Roma_LAquila_Firenze_Bari_Palermo_Napoli), incontrando ragazzi, parlando di libri e storie e narrazioni incoraggiati dal ministero, seguiti da Repubblica.it (cose così; oppure questo qui, per dire, m’ha fatto venir lacrimuccia), supportati da chi li riprendeva (video così, ecco) e da un ufficio stampa tuttofare barra angelo custode.
Il risultato furono: migliaia di regazzini incontrati, classi intere ad ascoltare e prendere appunti e sempre fare domande e alzare mani e voler fare lo scrittore o il disegnatore e chiedere quanto si guadagna e come si fa e perché.
E questo risultato lo raccontiamo nei diari e il mio lo sapete qual è (upgrading, eh, ché a girar tanto ma tanto non riuscivo a scrivere sempre in bilico fra rotaie e spostamenti).
E poi ci fu tutt’un backstage, (del principio ne dissi qui), che certi giorni sembrava di stare in gita scolastica, con quelle battute tormentoni che se le racconti non fanno ridere ma mentre le vivi ti sembra non ci sia altro orizzonte e sai che te le porterai dietro anche quando arriverà quel giorno, che non lo sai che sarà così malinconico, cioè lo sai ma non ci vuoi pensare. Quel giorno tipo questo che sei tornata a casa tua ed è bello e gemütlich e finalmente dormirai tre notti consecutive nello stesso letto e nella stessa città, però che nostalgia. Quella di riguardare certe foto, e sorridere, e pensare che anche se sei cotta e distrutta, nessuno ti toglie dalla testa che ne è valsa la pena.

Palermo. “Troppo presto per l’aperitivo”.

L’Aquila. Ripartire dai colori.

I regali che ti fanno gli illustratori, nessuno mai.

Palermo. Matrimoni misti?

E cià, e alla prossima.

Starring:

muà
Kiakkio
Igi
Brunella
Dani
Linda
Gabrio

quella volta che sono stata a Pavanarma

(milanogenovaparma, maggio dei libri, valigia dei libri, prime tre tappe, in the mood –  qui c’è il mio diario ufficiale, di seguito invece un po’ di backstage)

Che questo mese sarebbe andata così lo sapevo, che a me stare in giro piace lo sapevo pure, che mi sarei svegliata la mattina pensando: tutto bene, devo solo ricordarmi dove ho dormito e localizzare dove sono, poi prendo il caffè e vado a incontrare una scuola, e pure questo lo sapevo bene.
Va così, un giorno dopo l’altro, e ogni tanto ci scappa un giro all’acquario di Genova o uno sbraco sui prati della Pilotta a Parma.

In tutto ciò, c’era qualcosa che volevo appuntarmi e prima che mi dimentico me lo segno qua. Tipo che mentre parlavo con Francesco Chiacchio e Brunella Baldi m’è venuto fuori quello che penso degli illustratori: “siete come dei prestigiatori”; per me che son negata, vedere come in due minuti ti abbozzano una situazione è una specie di stupor mundi.
(Per me che sto scrivendo il Romanzo da un centinaio di anni, anche – ma questa è un’altra storia, questa è una cosa che non c’entra, e poi ora sto finendo, ma ora sul serio, tsk tsk).

Ed ecco, mentre parlavo di Guccini (io? ma dai, l’avreste mai detto?), cos’ha tirato fuori Francesco:

Di cui è previsto un seguito calcistico, di cui vi anticipo il sibillino fototrailer:

Insomma, volevo dire che è una bella sfacchinata, ‘sto viaggio dei libri, una di quelle cose che sarebbe bello fare a vent’anni in stile Almost Famous con un furgoncino Westfalia, dormendo all’addiaccio e mangiando in chioschi aperti anche la notte. Invece di anni ne abbiamo un po’ di più e ci dobbiamo accontentare di Trenitalia, alberghi di fortuna e ristoranti tipici. Ma noi scrittori siamo gente semplice, ci divertiamo anche così.

#maggiodeilibri – I’m coming

Da Milano a Napoli passando per Genova, Parma, Roma, L’Aquila, Firenze, Bari, Palermo. Comincia il maggio dei libri e, insieme, *la valigia dei libri*, ovvero la sezione dedicata all’incontro fra i ragazzi e la lettura. (Qui il programma completo).

Per un mese, dal 26 aprile al 22 maggio, a spasso per l’Italia (in mezzo, tra l’altro, ci sono il Salone del Libro, altre presentazioni di Bruno un po’ ovunque nonché l’uscita del prossimo tomo), parlerò ai ragazzi delle scuole medie di nove città d’Italia di: leggere, viaggiare, fantasticare, scrivere, di nuovo viaggiare, di nuovo leggere, di nuovo fantasticare e, perché no, di nuovo scrivere.

Per questa iniziativa avrò un blog, come anche gli altri (Gianluca Morozzi, Mario Desiati e Igiaba Scego per le scuole superiori; gli illustratori Brunella Baldi e Francesco Chiacchio per le elementari: eccoci tutti qua).
Questo è l’indirizzo e ci scriverò dopo ogni incontro e non solo.

Biglietti, appunti, voucher, libri di riferimento e quant’altro sparsi sul mio pavimento in attesa di essere stipati in valigia. Tutto un po’ piramidalmente incasinato, come i giorni da incastrare, la vita attorno da far ruotare, le scritture da portare avanti (scrivanie improvvisate in vagoni Trenitalia, in bar e caffè, in tavolini d’albergo: I’m coming), eppure non ci posso fare niente: a me le partenze mettono di buon umore.

lunedì mare, martedì (senza) cinema, mercoledì poi si vede

Oggi è martedì, ieri sono stata al mare. Era il lunedì di Pasqua, forse uno dei pochi giorni di (semi)vacanza degli ultimi mesi. Tornando avevo la sabbia sulle scarpe, perché ovviamente non ci eravamo trattenuti dal compiere «quel rito inevitabile e abusato, corremmo coraggiosi e scalzi lungo la battigia ()».
Mentre mi lasciavo sbaragliare le narici dall’odore di alghe che svetta fra le mie droghe preferite, mi sono accorta che non andavo al mare da ottobre e di tutte le mie cose assurde questa di dimenticarmi di andare al mare in inverno mi è sembrata la più assurda. Un inverno tra i più faticosi della mia vita, tra i più soddisfacenti anche, un inverno con la neve sul Colosseo (così esotico, per una terrona!), l’inverno che ho avuto in dono il Kindle e la chitarra e non so con cosa me la cavo peggio (con la chitarra ovviamente), l’inverno in mezzo al quale è uscito Bruno e alla fine del quale uscirà Agata (ciao, ve lo presento: maggio 2012, fra un mese esatto – per ora basta così, credete che non meriti quantomeno un post a parte?).

Oggi è martedì, ieri sono stata al mare, domenica andrò in Sicilia, dove non tornerò mai ad abitare ma dove devo tornare ogni tanto a ricordarmi da dove vengo, da dove scappo. Qualche settimana fa mentre sentivo Grossman parlare del fatto che gli ebrei non possono non scrivere, pensavo la stessa cosa degli isolani. Non solo Sciascia («per vivere in Sicilia ci vuole molta immaginazione»), ma anche un Bufalino che ti porti dietro sempre: «il luttuoso lusso d’esser siciliani». Ci insegnano con l’aria da maestrini che i lutti si devono elaborare ma nessuno dice che non s’è mai visto un lutto elaborato, io per esempio non so com’è fatto – tutto quello che so è che, dell’elaborare lutti, mi piace l’*intanto* del fare (libri, film, quadri, invenzioni scientifiche, l’uncinetto, il pane caldo, quello che preferite). Il resto mi pare perder tempo: non s’è mai visto uno che s’è risolto i problemi, tutto sta nel trascinarseli elegantemente.

Ieri sono stata al mare. Oggi è martedì, il primo in cui su SettePerUno non trovate le mie ciarle (l’ultima: A spasso con Daisy): la Rubrichista Sentimentale stacca fino a settembre, per non soccombere all’agenda. Per esempio, dalla fine del mese di aprile fino alla fine del mese di maggio sarò in giro per l’Italia per il maggio dei libri. E poi altre cose. Perché? Per il puro gusto di combattere l’inutile, come dice Zadie Smith nel primo di questi due brevi saggi, come piace dire a me, come – as usual – ha già detto da dio un certo Francesco Guccini.