ricevo, partecipo, parzialmente correggo e diffondo

Leggo qui:

Giusi Nicolini è la sindaca di Lampedusa e ha lanciato un appello che vogliamo raccogliere:

“Lampedusa non ha né una biblioteca né un negozio dove poter acquistare libri.
Voi ci vivreste mai in una città dove non è possibile comprare dei libri? Io non credo!
Quindi se in giro per casa avete libri (di qualsiasi genere!) che non leggete/avete già letto e di cui volete sbarazzarvi, aderite all’iniziativa: è semplicissimo!
Recuperate i vostri libri e spediteli al seguente indirizzo:
GIUSI NICOLINI
SINDACO Donazione dei libri per la prossima apertura della Biblioteca Ibby di Lampedusa VIA CAMERONI, 92010 LAMPEDUSA (AG)

Partecipo e diffondo e vi invito a partecipare e diffondere, preciso solo: sì, ma mandate libri belli, libri che vi sono piaciuti, libri che secondo voi vale la pena. Mandate pure un libro vostro, ma non perché la mamma vi ha detto che è bello, mandate un libro vostro perché qualcosa vi dice che un pochettino merita davvero (lo so, è difficile, ma su che ce la fate). Oppure mandate libri che non volete perché magari non sono proprio il vostro genere, ma solo se immaginate siano il genere di qualcun altro, non libri che se piacessero a qualcuno voi quel qualcuno non vorreste conoscerlo. Quelli sono i libri brutti (per voi, certo, ma fidatevi di voi), farli circolare non è una forma di generosità, usateli per quella gamba del tavolino zoppo in attesa di trovare una stampella migliore (neanche quel povero tavolino merita una cosa brutta come un libro brutto, pensateci bene). Insomma, mandate libri a Lampedusa. Ma mandate libri belli, gli unici di cui ci sia bisogno.

lampedusa

(cose e) il meglio della rete secondo me #5

  • Un blog che mi piace. Perché chi lo scrive scrive bene. E arriva. Punto.
  • Indossare libri? Sepoffà.
  • Recensione di San Valentino dei fessi su Cooletto (ah ah ah).
  • Primo febbraio. Primo giorno dopo i (o ultimo dei, a seconda della versione) tre della Merla. Immagino che bisognerebbe fare un bilancio del primo mese del 2011 e come sempre di fronte ai bilanci io mi arrendo. So solo che ieri ho mangiato una crostata alla pasta di mandorle e arance che mi ha fatto resuscitare, innaffiata da chiacchiere belle e vino cileno. Qui.

dieci cose che ho pensato sulla scrittura ma che non posso pensare di aver pensato però le ho pensate*

(immagine by Inkspinster)

 

1) Non puoi barare. Se su carta non hai sviscerato budella, il lettore lo sente e si annoia. Ci sono giorni che sei allo stremo delle forze e proprio non ce la fai ad affrontare quell’incrocio fra session psicoanalitica e mattatoio che è tutte le volte. Come darti torto. Ma allora non scrivere. Esci, annaffia le piante, vai a comprarti un vestito. Ma non perdere tempo a scrivere. Altrimenti, se sei onesto, il giorno dopo cestinerai quell’innocuo prodotto. Innocuo è l’insulto peggiore che si possa fare a uno scritto.

2)  Scrivere a quattro mani può essere divertente e proficuo. Verifica che ci sia una sana dissonanza stilistica. Annusa comunanza di obiettivi. Lascia l’amicizia fuori dal lavoro: quello che ci metterete dentro sarà ancora più bello (e l’amicizia, fuori, resterà intatta).

3) Non esiste l’orario migliore. Esiste la cosa che devi scrivere in quel momento.

4) Non esiste il luogo adatto. Esiste l’urgenza.

5) Non si scrive meglio né con la penna né con il computer. Esiste il momento in cui per caso lì si trovano un mouse e una tastiera, una penna e un quaderno, un rossetto e uno specchio, la tastiera di un telefonino o un semplice taccuino bianco dentro al tuo cervello.

6) Se sei a corto di idee sfoglia Dante, Shakespeare o Omero. Quasi sempre ti suggeriranno una risposta.

7) Se è il giorno del “quasi” e non quello del “sempre”, vedi punto 1).

8 ) Le scadenze solleticano e servono. Se non sei capace di dartele, trovati un datore di lavoro schiavista.

9) Cerca di farti pagare per scrivere. Non importa se ci riuscirai: ponitelo come obiettivo. Se ti sembra venale, ricorda che Truman Capote diceva che non avrebbe potuto scrivere una sola riga non retribuita.

10) Dimentica uno per uno ciascuno di questi stupidi e soggettivissimi punti e fai a modo tuo. Tranne il punto 1).

* thanks to Moroz per la suggestione del titolo

più libri più liberi

Ecco, è cominciata la trincea: lunedì e martedì mi trovate barricata in fiera.
Martedì alle 16 allo spazio della Bibliolibreria presento “Vuoti a perdere” di Pervinca Paccini, Autodafé edizioni. Sarà presente l’autrice. Per il resto sarò in giro a zompettare un po’ ovunque fra gli stand e a comprare i soliti chili di carta stampata, confidando in sconti interessanti.
Passato il momentaccio, torno qui a cazzeggiare. Promesso.