in questo giorno che comincia a settembre

Alia è un paese in provincia di Palermo. Per arrivarci dall’aeroporto Falcone Borsellino bisogna prendere la strada per Termini Imerese e svoltare a un certo punto verso l’interno, attraversare Caccamo e a un tale bivio seguire una macchina blu guidata da un vigile urbano che quando non è occupato a dirimere controversie stradali si dedica con fervore all’associazione culturale La fucina. Ci saranno di certo altri modi per arrivarci, ma questo è stato il mio e non lo cambierei con nessun altro (compresi pane e panelle sulla strada e cannoli offerti come snack col caffè all’arrivo). Sabato 5 settembre Gli anni al contrario è stato il libro più votato dai cento lettori della giuria popolare e ha vinto la quarta edizione del Premio Grotte della Gurfa, qui potete leggere il racconto della lunga e bella serata. Mancano solo i salti mortali dei grilli notturni e l’azzardo di volpi che attraversano la strada in barba al codice: la fauna aliena, pardon aliese, è anarchica e spericolata. Per questo mi è stata subito simpatica.
Così è cominciato settembre. Per quel che riguarda libri e incontri, continuerà in questo modo, per la prima metà:

Mercoledì 9 settembre, Festa dell’Unità di Modena, Ponte Alto, ore 21.00, spazio Buk Shop presentazione di Gli anni al contrario con Luca Falciola.

Sabato 12 e domenica 13 settembre al festival Lector in fabula, a Conversano (BA), che quest’anno ha come tema “Il futuro della politica”:

Sabato 12 settembre

parole allo specchio – ore 19.00 piazzetta Sturzo
ALESSANDRO LEOGRANDE, ERIC JOZSEF, REAN MAZZONE,
NADIA TERRANOVA
REALTÀ E FINZIONE
presenta OSCAR BUONAMANO
Cosa resterà di questo ventennio berlusconiano al potere? Dalla ascesa alla sua caduta, la presenza di Berlusconi sulla scena politica italiana è stata dettata dalla “tele-comunicazione”, dal sapiente uso del mezzo televisivo per costruire ad arte una realtà finta. Dal partito azienda al popolo delle libertà, da “L’Italia che vorrei” al «che fai, mi cacci?», dalle barzellette raccontate a Bruxelles alle “cene eleganti” di Arcore. E poi i sodali, gli avvocati parlamentari, le leggi ad personam, il disfacimento della sinistra, le vecchie volpi e le avvenenti onorevoli, la nipote di Mubarak e il bunga-bunga. Chi si ricorderà di qualche legge buona o di qualche azione di governo innovativa? Eppure, si dice che B. sia stato lo specchio fedele della maggioranza (pur sempre relativa) degli italiani. Sembrerebbe tutto così finto, se non fosse che è stato tutto vero!

Domenica 13 settembre
il giardino dei limoni- ore 12.00 piazza Castello
LE NUVOLE PER TERRA
con NADIA TERRANOVA
presenta MARIASERENA MELILLO
Che succede se gli adulti non sono più un modello? Se non sanno neanche spiegarti cos’è l’amore, perché non lo sanno neanche loro? Certo, la formazione sentimentale di un adolescente non è propriamente una questione politica ma, forse, dovremmo interrogarci tutti sulle questioni generazionali, sui conflitti e sui ricambi, sui rapporti tra età diverse. Altrimenti si rischia di lasciare le giovani generazioni tra la voglia di crescere e quella di restare nell’età di mezzo, tra il desiderio di credere alle nuvole e lo sgomento nel trovarsele davanti cadute e stropicciate come fango.

Lector in fabula

Nuvole al contrario e anni per terra

– Giovedì 9 luglio, 18.30, Casetta Rossa (Garbatella), parco Cavallo Pazzo, via Magnaghi:
Presentazione del libro Gli anni al contrario, a cura del gruppo di lettura “Cavallo Pazzo legge'” Intervengono: Nadia Terranova e Gioacchino De Chirico.
Il programma completo della Festa dell’altra estate alla Casetta Rossa è qui.

Martedì 14 luglio, 21.30, 100 libri in Giardino, via Filippo Re (metro Porta Furba – Quadraro):
Mara Cerri vs Nadia Terranova: presentazione di La pantera sotto il letto (Orecchio Acerbo) e Le nuvole per terra (Einaudi Ragazzi). Modera Gioacchino De Chirico.
Il programma completo del festival Il Quadraro legge, presidio culturale estivo della libreria Giufà e dell’officina culturale Via Libera è qui.

Le nuvole per terra

Ho scritto Le nuvole per terra tra la fine dell’estate e l’autunno scorso, in un periodo in cui non avrei mai avuto il tempo di scriverlo perciò l’ho scritto lo stesso, di nascosto, che mi pare sempre il modo migliore per far venir fuori una storia. È uscito ieri, e ieri sono andata a raccontarlo a Fahrenheit, è strano dire le prime cose perché solo molto tempo dopo scopri di cosa parla veramente un libro, all’inizio, di fronte alle domande, sei da solo con quel buco nero che ti fa sospettare che se avessi saputo di cosa parlava probabilmente non l’avresti scritto.
O, per dirla con Bruno Schulz:
“Alla domanda se saprei fornire un’interpretazione filosofica delle Botteghe color cannella preferirei non rispondere. Ritengo che razionalizzare la visione del mondo contenuta in un’opera d’arte equivalga a smascherare gli attori di un dramma: fa finire il divertimento e impoverisce la tematica dell’opera. E non perché l’arte sia un rebus con una chiave nascosta, e la filosofia sia invece il medesimo rebus risolto. La differenza è molto più profonda. Nell’opera d’arte il cordone ombelicale che la collega alla totalità della nostra problematica non è ancora stato tagliato, in essa circola ancora il sangue del mistero, vene e arterie si addentrano nella notte circostante e ne ritornano cariche di un fluido tenebroso. Nell’interpretazione filosofica, invece, abbiamo solo un preparato anatomico scollegato dall’insieme della problematica. Ciononostante confesso che sarei curioso di leggere, trasporto in forma discorsiva, il credo filosofico de Le botteghe color cannella. Probabilmente si tratterebbe del tentativo di descrivere la realtà dell’opera, piuttosto che di motivarla” (intervista a Bruno Schulz di Ignacy Witkiewicz).
Tornando a volar basso sulle nuvole, in radio abbiamo fatto una lunga discussione e mi sembra che il fluido tenebroso sia rimasto al sicuro.
Allora ho scoperto che: Le nuvole per terra parla di adolescenti che non sanno a chi chiedere come si fa a sapere se si è innamorati oppure no, di adulti immaturi, di coppie eterosessuali e omosessuali che si sfilacciano, di nuvole che cadono, di qualcuno che da grande vuole fare il rabbino e di qualcun’altra che invece da bambina ha sofferto un lutto tremendo, di cosa succede ai tredicenni mentre i genitori sono impegnati a chattare con lo smartphone, ma anche di cosa succede agli adulti mentre gli adolescenti sono impegnati a guardare video pop sullo smartphone.
I protagonisti e la storia sono nati a Trieste un anno fa, mentre ero insieme a due amiche: una declamava sognante le Elegie duinesi  e l’altra mi chiedeva quando avrei scritto il prossimo libro per ragazzi, perché sua figlia lo aspettava con impazienza. Quindi è un po’ tutta colpa di Rainer Maria Rilke, sia nella vita che nel romanzo, e chi lo legge scoprirà perché.

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