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Tre ottime iniziative che, nonostante attentino alla loro serietà vedendomi coinvolta, meritano lo stesso, e parecchio.

1) È nata ufficialmente l’associazione Piccoli maestri, ideata da Elena Stancanelli e attiva già dall’anno scorso. Qui trovate il consiglio direttivo, qui chi siamo, qui come contattarci e cosa veniamo a fare se ci chiamate (sostanzialmente: raccontarvi un libro che ci è piaciuto molto, aggràtis e su vostra richiesta).

2) È nata anche Interazione Scenica. Trattasi di un progetto di formazione teatrale ed educazione laboratoriale voluto e diretto da Andrea Ciommiento. Fanno queste cose qua, stanno progettando residenze, e potete contattarli così. (Qui la campagna nuovi acquisti, tra cui la sottoscritta).

3) Anche nel 2012 è tornato Minimondi – L’Aquila Fenice (qui il programma completo, con tutti gli appuntamenti nelle scuole), la costola aquilana del festival parmense. Siccome sono andata l’anno scorso ed è stato bellissimo (ne avevo parlato qui), ci torno pure stavolta, e per la precisione mercoledì 7 novembre, che poi sarebbe dopodomani.

posto corridoio, classe economica – [Onegin, Grossman, Regina, libri, Lester e buffi esseri umani]

Ieri è uscito il nuovo singolo di Regina Spektor, bello e innamorabile come i precedenti. L’album che uscirà il 29 maggio si intitola What we saw from the Cheap Seats e, come tutti, l’ho subito trovato uno dei possibili titoli per una mia autobiografia.

E poi cosa. Domani sera sarò a Sermoneta per una serata speciale su Bruno e dunque non potrò essere con il gruppo dei Librintesta a parlare dell’Evgenij Onegin di Puškin. In momenti come questo mi dispiace particolarmente non avere il dono dell’ubiquità perché l’Onegin è un libro che ho amato, non solo per i motivi d’ordinanza (punto di snodo della letteratura russa; romanzo in versi – sentite come suona bene? romanzo in versi, sospiro, romanticismo, sospiro; novenario giambico – ok, traslato in endecasillabo nella traduzione di Lo Gatto). Diciamo che i pur importantissimi motivi d’ordinanza mi interessano sempre relativamente quindi vi dirò che l’Onegin (o Oneghin, come nella mia edizione Quodlibet) è banalmente una delle più meravigliose storie d’amore che esistono sulla faccia della letteratura terrestre, per esempio per la perfezione dell’equilibrio e del disequilibrio illusione/disillusione fra Tatiana e Eugenio. E per un miliardo di altri motivi che vi invito a scoprire andando domani sera alla libreria Altroquando.

Intanto su SettePerUno continuo a scrivere dei fatti miei travestendoli da recensioni. Abbiate pazienza, Lester Bangs mi ha detto che si può fare. Prima che venga a bussare Lester giustamente arrabbiato per il travisamento e offeso per il paragone, mi affretto a segnalarvi Posti in piedi in paradiso, An Education e Fiore di cactus.

E poi ancora. Della settimana di booktour toscano-emiliano mi porto dietro molte cose: i disegni, i temi, le riflessioni e le domande di bambini e ragazzi che come sempre mi danno modo di guardare le cose che scrivo, e questa buffa me stessa nel suo buffo insieme, da angolazioni nuove. E a Bologna, in fiera, l’incontro con Ofra: come sempre, in pochi sguardi e pochi minuti so che ci siamo dette molto.

E infine. L’altro ieri sono stata a L’Aquila per ascoltare David Grossman intervistato da Marino Sinibaldi, in uno splendido e denso incontro organizzato da Minimondi-L’Aquila Fenice [qui qualcun altro ne ha fatto un ottimo resoconto]. Ho avuto la fortuna di poter scambiare con Grossman qualche parola prima dell’incontro e non scorderò mai il sorriso che mi ha rivolto mentre indicavamo il suo nome nel libro mio e di Ofra, dove lui è citato nell’ultima pagina, in uno snodo fondamentale per capire Schulz.
E poi, durante l’incontro, le sue riflessioni sul narrare il dolore che non si dice, le sue esortazioni a non vittimizzarsi mai perché ci si paralizza e basta (e io che non so se parlava proprio soltanto agli aquilani o se non dicesse, in quella frase semplice e diretta, che veniva subito dopo un momento di grande empatia, qualcosa al cuore di tutti). La sua spiegazione del senso degli ebrei per il racconto, abituati fin da piccoli a decrittare il mondo attraverso un libro di storie come la Torah (e Sinibaldi che giustamente notava: ecco perché scrivete tanto per l’infanzia, per offrire ai poveri bambini generose alternative, e di nuovo il sorriso di Grossman che fa sorridere interi campi di girasole). E sempre Grossman, sui molti perché della lettura, con stupita semplicità: “perché i libri hanno questo potere, di farmi sentire un essere umano”.
Ed è proprio così, penso oggi, rannicchiata sul sedile e sempre sommersa da chili di carta, ripassando parole grandi dal mio piccolo posto corridoio.

i festival i diari, l’armi gli amori (e le ossessioni)

* Sul sito di Minimondi è on line il breve diario aquilano in cui racconto l’esperienza dell’incontro con i ragazzi della scuola media Dante Alighieri e dell’Itis nell’ambito del festival L’Aquila Fenice: qui.

* Circa Il cavedio, ieri sera ero a parlarne a Roma alla Slowfesta d’autunno e intanto Francesca e Mascia facevano lo stesso a Imola per Un libro di domenica (essere ovunque e contemporaneamente, ovvero ciò che viene richiesto agli scrittori: materia in cui è avvantaggiato chi scrive un libro a più mani). Sempre Mascia e Francesca il 15 ottobre hanno registrato una bella intervista su Radio Tre per la trasmissione Libri a Nord Ovest: il podcast è ora on line qui.

* La settimana scorsa ho visto Scialla! di Francesco Bruni. M’è piaciuto e l’ho rubrichizzato qui.

* «Voglio sposare Scott perché i mariti spesso sono troppo mariti e io ho bisogno di sposare un amante», Zelda Sayre in Fitzgerald. Se non vi basta questa, come quarta di copertina, ve lo dico io: Superzelda è una delle letture più sfiziose degli ultimi tempi. Sarà che sono *lievemente* fissata e il graphic novel si va ad aggiungere a questo montarozzo:

autumn after London

Sono appena tornata da Londra, è la città più bella del mondo. Qual è la novità? Non c’è, solo che l’ho saputo con assoluta certezza. I colori di novembre mi hanno inebriata, ho visto una miliardata di cose bellissime, ho incontrato un’amica, saccheggiato negozi, esplorato librerie, ispezionato gallerie, ho passeggiato sul Tamigi, salutato la casa di Amy W, ho visto arte, moda, parchi, palazzi, strade che ogni cinque minuti mi facevano venir voglia di mettere le tende lì davanti. E tanto per sfatare un po’ di luoghi comuni: per cinque giorni non ha piovuto, ho mangiato da dio e bevuto cappuccini perfetti. E insomma: tornerò presto.

Una delle ragioni che mi hanno reso il rientro più sopportabile, a parte il cambio di governo e lo spettacolo di Fiorello, è che domani rifaccio la valigia e vado a L’Aquila a incontrare i ragazzi di scuole medie e superiori nell’ambito del festival Minimondi – L’Aquila Fenice (ma questo l’ho già detto), per parlare di libri, lettura e scrittura.

E poi:
* è uscito il numero 24 della webzine Fili d’aquilone, dedicato alla crisi in tutte le sue forme e c’è anche un mio racconto breve, che si può leggere qui;
*  1994-2011: e tu cosa hai fatto nell’epoca Berlusconi? si è giocato a raccontarsi su Twitter e se n’è parlato anche qui;
*  il due dicembre all’Hula Hop Club, Pigneto, ci sarà Mnemomatic, un evento sulla memoria organizzato da SettePerUno, Tropico del libro e Circolo dei lettori Fortebraccio; uno dei tre scrittori di cui verrà letto un racconto sono io, quindi siateci;
* la recensione di martedì scorso: One Day di Lone Scherfig, qui;
* questo post ha una colonna sonora, nel senso che mentre scrivevo ascoltavo questa canzone, che ha anche un video molto carino. Egnènte, buonadomenicaattuttitutti.

Una strada per L’Aquila e il festival L’Aquila Fenice – Minimondi

Domani sera, 21 novembre, alle 20.45 al Teatro Eliseo di Roma ci sarà la serata “Una strada per L’Aquila”. L’ingresso è libero e siete tutti invitati a venire portando come biglietto d’ingresso un pezzo di coccio, piastrella, brocca… Da questi *coriandoli di cose* nasceranno nuove pavimentazioni della città.
Nel corso della serata verrà presentato il festival di letteratura e illustrazione L’Aquila Fenice – Minimondi, che comincerà il giorno successivo e al quale parteciperò incontrando i ragazzi di scuole medie e superiori nella doppia veste di autrice (con Caro diario ti scrivo) e membro del progetto Piccoli maestri (con Le botteghe color cannella di Bruno Schulz). Il programma completo del (bellissimo) festival è qui.