l’invidia dello scrittore (pàrt uàn)

Saltano fuori inaspettati quei pezzi che vorresti avere scritto tu. Ma li hanno già scritti prima e meglio e puoi solo sognare che qualcuno leggendoli pensi ma guarda, mi ricorda un po’ la T., a te no? ti dico di sì e bla bla bla.
(Nella fattispecie: piccolo amabile libro da bere per ribadire che oh quanto può essere astuta, elegante, veloce e profonda e molte altre cose tutte in una volta, la brevità).

“Non sono morto (del) tutto. Solo un po’. Non so ancora, purtroppo, quando, e se, morirò quel poco di morte che mi resta da morire. Forse qualcuno se ne accorgerà, certo. Perché magari gliela morirò addosso, quel poco di morte mia residua”.

Ion Stancu, Non omnis moriar (dal libro I racconti più brevi del mondo, edizioni Fahrenheit 451)