a me i reading li portano direttamente sotto casa

Sono sempre contenta quando posso fare qualcosa nel mio quartiere. E allora ci si vede martedì sera alle 21.30 insieme a bella gente; io leggerò passi di Bruno.

MELTING POT PIGNETO: letture e musica migranti

In collaborazione con l’Associazione Incontri di Civiltà

PIGNETO AREA PEDONALE

TUBA-L’INFERNOTTO-HOBO ART CLUB-CHICCEN

MARTEDÌ 24 LUGLIO

ore 21.30

Gli scrittori Igiaba Scego, Francesca Bellino, Andrea Giorgio, Rossano Astremo, Nadia Terranova, Sarah Zuhra Lukanic, Antonella Lattanzi, Carola Susani leggeranno loro testi con accompagnamento musicale.

Tuba, via del Pigneto 19

L’Infernotto, via del Pigneto 3

Hobo Art Club, via Ascoli Piceno 3

Chiccen, via del Pigneto 91

BOTTIGLIERIA PIGNETO

ROMA

cose corte (per il dolore è abbastanza un minuto)

Ancora qualche niùs.

* Ero tornata giovedì scorso, anzi quell’altro, e mi ero scordata di dirvelo. Su Torno giovedì è uscito un mio racconto che si intitola La prima volta che sono morto. So che se aggiungessi “è corto” i click aumenterebbero vertiginosamente, così dicono gli esperti dell’internet, tuttavia ciò andrebbe contro la mia vecchia battaglia contro le concezioni fallometriche della letteratura (“non lo pubblichiamo perché è troppo corto” “non lo pubblichiamo perché è troppo lungo” “costa troppo per essere così corto” “costa poco per essere così lungo” e altre diffuse idiozie). È corto, comunque.

* La non convinzione di Calpurnia. Alla Tribù dei lettori, più o meno un mese fa, avevo fatto due incontri, uno sul mio libro e un altro sull’Evoluzione di Calpurnia. Quest’ultimo mi hanno chiesto di raccontarlo e dunque ecco. È corto pure questo.

* Identità femminili e altri pretesti per parlare di libri. Giovedì 28 giugno, dopodomani, sarò alla Casa delle letterature (piazza dell’Orologio, 3) per il terzo degli Incontri di civiltà a dialogare con Cristina Ali Farah, moderate da Igiaba Scego. Lo so, gioca l’Italia, ma la sera, mentre l’incontro è alle diciotto. Saremo corte. Cortissime. Venite.

* Per il dolore è abbastanza un minuto. Ieri c’è stato il Concerto per l’Emilia. Purtroppo non sono riuscita ad andare a Bologna come avrei voluto, però me lo son goduto lo stesso tutto quanto. Era lungo ma a me è sembrato fin troppo corto, come le cose che non vorresti finissero mai. E questo duetto, chevvelodicoaffà.