“o forse perché è notte e vivo strani fantasmi e sogni vani che danno quell’ipocondria ben nota”

Uno: sul blog dei Piccoli maestri racconto la lettura di Tutti i giovani tristi di Fitzgerald  al liceo Cavour, uno dei migliori incontri mai fatti da quando sono piccola maestra.

Due: sul blog di Valentina Aversano si inaugura la rubrica hornbyana “Cinque libri”. Comincio io con i cinque libri che mi hanno fatto venire l’insonnia. Fossimo sul tuitter direi: #FF, seguitela, lei e la rubrica.

Tre: si parla d’insonnia e una canzone di notte ci sta sempre bene.

leggere Fitzgerald al Colosseo

Più libri più liberi «è la fiera più sgarrupata dell’editoria italiana, e anche quella a cui sono più affezionata» (autocit.). Quest’anno ci sto in veste di piccola maestra, a leggere Fitzgerald al liceo Cavour e ovviamente all’incontro di venerdì in fiera.

[di seguito, estratto dal post dei piccoli maestri:]

Venerdì 6 dicembre ore 16.00 Sala Turchese
Vengo a raccontarti una storia
I Piccoli Maestri nelle scuole d’Italia
intervengono Emiliano Sbaraglia e Elena Stancanelli
(qui è possibile prendere visione del programma completo della fiera)

I libri che proponiamo in questo mini ciclo di appuntamenti appartengono al catalogo degli editori presenti in fiera. Ringraziamo di cuore minimum fax e Del Vecchio Editore per averci fatto dono di alcune copie dei libri scelti per questi incontri; sarà un piacere regalarli agli studenti che incontreremo lungo la strada.

A seguire il calendario degli appuntamenti dei Piccoli Maestri nelle scuole, all’interno del programma più ampio di Più libri più luoghi (27 novembre/4 dicembre).

Federico Platania e Roberto Carvelli – giovedì 28 novembre –
Istituto Statale Gelasio Caetani in Viale Mazzini, 36
Cattedrale, Raymond Carver (minimum fax)

Chiara Mezzalama – giovedì 28 novembre –
Liceo scientifico Archimede Pacinotti in Via Montaione, 15
Una metamorfosi iraniana, Mana Neyestani (Coconino Press)

Monica Bartolini – venerdì 29 novembre –
I.T.S.G.C. Federico Caffè in V.le di Villa Pamphili, 86
L’impronta della volpe, Moussà Konaté (Del Vecchio Editore)

Elena Stancanelli – martedì 3 dicembre –
Liceo classico G.B. Morgagni in Via Fonteiana, 125
La piazza del diamante, Mercè Rodoreda (La nuova frontiera)

Nadia Terranova – mercoledì 4 dicembre –
Liceo Scientifico Cavour in Via delle carine, 1
Tutti i giovani tristi, Francis Scott Fitzgerald (Mattioli)

Igiaba Scego – mercoledì 4 dicembre –
I.T.I.S. Galilei in Via Conte Verde, 51
La pelle che ci separa, Kym Ragusa (Nutrimenti)

cop Tuena

i festival i diari, l’armi gli amori (e le ossessioni)

* Sul sito di Minimondi è on line il breve diario aquilano in cui racconto l’esperienza dell’incontro con i ragazzi della scuola media Dante Alighieri e dell’Itis nell’ambito del festival L’Aquila Fenice: qui.

* Circa Il cavedio, ieri sera ero a parlarne a Roma alla Slowfesta d’autunno e intanto Francesca e Mascia facevano lo stesso a Imola per Un libro di domenica (essere ovunque e contemporaneamente, ovvero ciò che viene richiesto agli scrittori: materia in cui è avvantaggiato chi scrive un libro a più mani). Sempre Mascia e Francesca il 15 ottobre hanno registrato una bella intervista su Radio Tre per la trasmissione Libri a Nord Ovest: il podcast è ora on line qui.

* La settimana scorsa ho visto Scialla! di Francesco Bruni. M’è piaciuto e l’ho rubrichizzato qui.

* «Voglio sposare Scott perché i mariti spesso sono troppo mariti e io ho bisogno di sposare un amante», Zelda Sayre in Fitzgerald. Se non vi basta questa, come quarta di copertina, ve lo dico io: Superzelda è una delle letture più sfiziose degli ultimi tempi. Sarà che sono *lievemente* fissata e il graphic novel si va ad aggiungere a questo montarozzo:

parola di Francis, che se ne intendeva

“Noi scrittori siamo costretti a ripeterci: questa è la verità. Abbiamo due o tre esperienze intense e toccanti nella vita; esperienze così intense e toccanti che non sembra possibile, in quel momento, che qualcun altro sia stato mai così coinvolto, colpito, abbagliato, sbalordito, battuto, spezzato, riscattato, illuminato, ricompensato, avvilito.
Poi impariamo il mestiere, più o meno bene, e raccontiamo le nostre due o tre storie – ogni volta in forma diversa – forse dieci, forse cento volte, finché la gente le sta ad ascoltare”.

Francis Scott Fitzgerald, Crepuscolo di uno scrittore