il meglio della rete secondo me #8 (e un po’ di peggio)

  • Si può andare avanti verso il proprio passato? Io credo di sì. Da tempo ho fatto mia l’espressione che caratterizza Bruno Schulz, “maturare verso l’infanzia”. Guardate cosa ha creato Irina Werning, che sembra avere tradotto questa frase in fotografia;
  • il blog di Topipittori, casa editrice per l’infanzia, pullula sempre di segnalazioni creative, tipo questa serie di video;
  • Francesca Giannetto ieri ha scritto una bella recensione di Scrittori in cucina. Tenete d’occhio il suo Frailibri: le riflessioni che condivide sulle sue letture sono sempre meditate e articolate;
  • una segnalazione di disappunto: ieri ho cancellato la mia libreria su Anobii. Da tempo il sistema era lentissimo, abbandonato, desolato e io non ho tempo di passare ore a caricare un volume né di affrontare i disagi di un sito la cui cura software non interessa, per prima cosa, a chi lo gestisce. Tuttavia Anobii è servito a farmi scoprire più d’una perla, dunque ho tenuto l’account e la wish list così da poter navigare a volte nelle librerie amiche per prendere i miei bravi appunti;
  • vi lascio con Rolling in the deep di Adele: è uscita da un po’ ma da qualche giorno la sento ovunque e subisco volentieri la coincidenza. Anche il video non è male. Giornata felice a tutti.

ieri, oggi e quasi quasi anche domani

C’è la rubrica di libri dell’Asca che recensisce e consiglia il nostro raccontàrio (antologia+ricettario) Scrittori in cucina. C’è Maria Franco che ha partecipato a quel raccontàrio e regala la sua ricetta su Zoomsud.

C’è Francesca Giannetto che sul suo blog parla dell’antologia in uscita San Valentino dei fessi, dove c’è un mio racconto, e ha parole belle per la mia scrittura.

E ci sono cose così, come lasciarsi ghiacciare il naso sotto i portici di Bologna dopo imprecisati bicchieri di rosso lasciandosi pensare che, nebbia compresa, è raro, è proprio raro eh, ma è proprio bello quando non sai bene perché epperò è sicuro, lo sai per certo, sicurissimo giurin giurello, che sotto sotto ne vale la pena.