I libri degli altri

– Pietro Citati: «Qualcosa di Calvino non mi piace. Non mi piacciono molto Le cosmicomiche. Anche se poi ho visto, e l’avevo completamente dimenticato, che l’avevo presentato allo Strega. Be’, era pur sempre Calvino»;

– Paolo Di Paolo: «A Calvino sarebbe piaciuto il presente?»
Citati: «Mah, il presente non piace a nessuno»;

– Citati: «Per Calvino la letteratura era un fatto mentale»
Di Paolo: «Perché, può essere altro?»
Citati: «Be’ sì, per Gadda era un anche un fatto di furori»;

– Citati: «Calvino era completamente incerto e perplesso rispetto alle donne. Le ha sbagliate tutte, infatti era fedele agli amici»;

– Citati: «Non aveva sentimenti. Era più complesso e matematico di un sentimento»;

– Citati: «Le Fiabe italiane sono il miglior testo scolastico in circolazione. Pasolini non capiva perché Calvino le avesse tradotte dal dialetto, non capiva che la loro forza è proprio l’italiano».

[Appunti scarabocchiati a penna sul numero di Orlando esplorazioni¹ dedicato a Calvino ieri durante la conversazione tra Pietro Citati e Paolo Di Paolo alla Biblioteca Nazionale]

La mostra, I libri degli altri, fino a gennaio 2014, è piccina ma sufficiente a riempire di senso una carrettata di parole altrimenti retoriche quando si parla del lavoro editoriale di Calvino: generosità, passione, ostinazione, selezione, cura. E poi ancora: eleganza, fiducia, mestiere.
C’è tutto questo, a ben guardare, nascosto in certi commoventi risvolti anonimi².

calvino

¹ Per sapere qualcosa sulla rivista, la presentazione di Paolo Di Paolo su Rai Letteratura. In questo numero dedicato a Calvino si scopre, tra l’altro, che Michele Mari nel 1973 illustrò Il visconte dimezzato.

² Qui si nasconde una preghiera a Santo Italo Calvino, protettore di noi che in gioventù abbiamo fatto la scuola delle quarte (non intese come elementari) e dei copertinari. Noi, che quando per la prima volta abbiamo messo una firma sotto qualcosa che avevamo scritto ci siamo stropicciati gli occhi perché nun ce se credeva.