Emma di Jane Austen e I libri in testa

Giovedì 21 maggio, consolidando la tradizione per cui nelle ultime stagioni non può mancare una serata dedicata a Jane Austen, con I libri in testa parleremo di Emma al solito orario (19.15) al solito posto (la libreria Altroquando di Roma, in via del Governo Vecchio 82/83).
Quando ho letto questo romanzo la prima volta ero piccola e reduce da scuffie per le più note eroine romantiche e non l’ho apprezzato come quando l’ho ripreso in mano per tradurne la versione a fumetti Marvel (questa, di cui sono molto orgogliosa) – da allora, Emma è la mia odiosetta preferita dell’universo austeniano.
Tenere in piedi tutta una trama con un personaggio detestabile: mica facile, e invece alla fine non solo le vuoi bene, ma ti mancano tutti quegli errori, la loro precisione nel mancare i bersagli.

Qui c’è la locandina della serata, di cui riporto il testo di presentazione del nostro austenologo Giuseppe Ierolli.

Un’eroina piuttosto antipatica, una storia chiusa all’interno di un piccolo paese, una zitella logorroica, un dongiovanni un po’ misterioso, un amico un po’ noioso, un ecclesiastico borioso, un’amica un po’ svampita, per non parlare di un padre ipocondriaco ed egoista. Aggiungete un finale che sembra una parafrasi del classico “e vissero felici e contenti”, ovvero: “i desideri, le speranze, le certezze, le previsioni del piccolo gruppo di veri amici che partecipò alla cerimonia, ebbero pieno compimento nella perfetta felicità di quella unione.”
Ora mettete tutto insieme: ne uscirà quello che è considerato da molta critica, e da molti lettori, il capolavoro di Jane Austen, e, di conseguenza, uno dei capolavori della letteratura mondiale.

Giuseppe Ierolli

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Falsi d’autore da Altroquando

Igiaba Scego, Elena Stancanelli e Nadia Terranova presentano il libro di Daniele Petruccioli

Falsi d’autore
Guida pratica per orientarsi
nel mondo dei libri tradotti
Quodlibet

sarà presente l’autore
venerdì 19 dicembre
ore 19.00
Libreria Altroquando
Via del Governo Vecchio 80
Roma

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“Chi pubblica un testo in traduzione spesso fa di tutto per tenercelo nascosto. Perché? Cosa c’è sotto? Come mai sul libro quasi non c’è scritto che è una traduzione? Come mai è così difficile capire chi l’ha fatta? E soprattutto per quale motivo molto spesso non c’è niente, ma assolutamente niente, ma proprio niente nel modo più inverecondo e totale, sull’idea che a quella traduzione soggiace e sulle tecniche impiegate per portarla a termine?Perché? È il traduttore che non vuole? Non glielo fanno dire? Tutt’e due le cose insieme? Mi sembrano domande importanti per chi legge libri tradotti.”

Daniele Petruccioli è nato a Roma, dove vive. Per anni si è occupato principalmente di teatro. Dal 2005 collabora come traduttore, scout e editor con diverse case editrici. Tiene regolarmente laboratori di traduzione e insegna traduzione dal portoghese all’università di Roma Tor Vergata. È la voce italiana di Dulce Maria Cardoso e Philippe Djian. Fra i suoi autori: Will Self, Luandino Vieira, Anouar Benmalek. Nel 2010 ha vinto il premio “Luciano Bianciardi” per la traduzione del romanzo Lettere di Mark Dunn (Voland 2008).

Qui il podcast dell’autore a Fahrenheit.

I libri in testa e Joyce

Giovedì 13 novembre alle 19.15 alla Libreria Altroquando di via del Governo Vecchio 82/83 insieme ai Libri in testa parleremo di Dedalus (Ritratto dell’artista da giovane), e di James Joyce per il secondo appuntamento della nostra stagione.
Venite e presentatevi con una rosa verde (se avete studiato la sapete; se non avete studiato la saprete).
Qui la locandina con le parole di Elvio Cipollone che ha proposto il libro.

Trilogia della citta di K.

Scriveremo: «Noi mangiamo molte noci» e non: «Amiamo le noci» perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività. «Amare le noci» e «Amare nostra Madre» non può voler dire la stessa cosa. La prima formula designa un gusto gradevole in bocca, e la seconda un sentimento.
Le parole che definiscono i sentimenti sono molto vaghe: è meglio evitare il loro impiego e attenersi alla descrizione degli oggetti, degli esseri umani e di se stessi, vale a dire della descrizione fedele dei fatti.

Stasera, discutendo di Agota Kristof da Altroquando con i Librintesta, il mio contributo partirà da questa pagina. Venite.

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