non pagano il mutuo, ma votano alle europee

La settimana scorsa sono usciti due pezzi miei, una cosa su un io di finzione che va a votare alle elezioni europee e un racconto di finzione su un altro io di finzione che ha vissuto un’infanzia di finzione (pare che Flaubert abbia dichiarato una volta: “Madame Bovary non sono certo io, è sempre Nadia Terranova”).

L’ho scritto qui per due motivi, uno è ringraziare Poetarum Silva (soprattutto nella persona di Gianni Montieri) e Vicolo Cannery (soprattutto nella persona di Tommaso Giagni) che li hanno ospitati e sono due siti che vale la pena bazzicare.
Il secondo è che mi stavo disaffezionando all’abitudine di postare sul blog ed è sempre pessimo segno; mi serviva una scusa per tornare.

Illustrazione di Peony Yip scelta da Martina Giorgi per illustrare il racconto su Vicolo Cannery
Illustrazione di Peony Yip scelta da Martina Giorgi per illustrare il racconto su Vicolo Cannery

maggio, su coraggio: cosa faccio a Torino, cosa avrei fatto a Roma

Maggio è il mese del Salone del libro di Torino, mi trovate in giro da venerdì a domenica, come al solito. Il sabato tradizionalmente piove, sarò quella con la piega increspata.
Se proprio volete sentirmi cianciare: venerdì 9 alle 18 in Sala Professionali, per il ciclo I mestieri del libro, a raccontare la scrittura per bambini, sarò quella che comincerà con “Diciamo subito che la scrittura per bambini non esiste…”. Ne parlerò insieme a Marta Corsi, editor della casa editrice La Nuova Frontiera, e a un altro autore, Davide Morosinotto.
Qui i dettagli dell’evento.

Sarete al Salone e volete sapere se ci sono anche una o più autrici di Abbiamo le prove? Ecco un calendario su misura per voi: siamo tutte qui.

In quello stesso weekend restate (o vi recate) a Roma? Fate quello che avrei fatto io se non fossi stata a Torino: andate alla festa per il centocinquantesimo titolo di Orecchio Acerbo, l’Orecchio Acerbo Day. Laboratori, letture, spettacoli, proiezioni di Booktrailer e una riffa per aggiudicarvi libri bellissimi.

Buon maggio a tutti.

Da "Nel paese dei libri" di Quint Buchholz, Beisler
Da “Nel paese dei libri” di Quint Buchholz, traduzione di Bice Rinaldi, Beisler

D’ignoti marinai e libri noti

«Mandralisca, il suo Museo, la sua Biblioteca furono il felice approdo del mio viaggio, la guida del viaggio dentro Cefalù» (Vincenzo Consolo–Giuseppe Leone, Cefalù, Bruno Leopardi editore, 1999)

Oggi di due anni fa moriva Vincenzo Consolo. Era, finché è stato fra noi, il mio scrittore italiano vivente preferito e periodicamente attaccavo la mia litania sul Nobel, persino con più ostinazione e accanimento del partito di Philip Roth.
Qualche giorno fa sono stata a Cefalù alla Fondazione Mandralisca per visitare il lascito del barone Enrico Piraino, esponente di quell’appassionata colta e bislacca nobiltà di cui la mia regione è stata prodiga (da leggere il testamento completo).

«Il salone del barone Mandralisca aveva quasi ormai l’aspetto di un museo. I monetari d’ebano e avorio, i comò Luigi sedici, i canapè e le poltrone di velluto controtagliato, i tondi intarsiati, i medaglioni del Màlvica…» (V. Consolo, Il sorriso dell’ignoto marinaio)

Il barone e il ritratto di Antonello hanno ispirato Il sorriso dell’ignoto marinaio, che forse oggi è il mio libro di Consolo preferito (per anni è stato Retablo, mai invece il pur bellissimo Nottetempo casa per casa con cui vinse lo Strega nel 1992). L’avevo già visto quel quadro, a Roma, alla mostra di Antonello alle Scuderie del Quirinale, ma decisamente incontrarlo a casa sua è un’altra cosa.

«Il personaggio fissava tutti negli occhi, in qualsiasi parte essi si trovavano, con i suoi occhi piccoli e puntuti, sorrideva a ognuno di loro, ironicamente, e ognuno si sentì come a disagio» (V. Consolo, ibidem)

ignoto marinaio antonello

Ovviamente la Fondazione finanziariamente agonizza, anche se visitandola, notando le perfette condizioni in cui è tenuta, avendo modo di parlare con chi la cura, non si direbbe: raramente a luoghi così belli corrisponde altrettanta generosità. Per il momento la chiusura è revocata, ma i punti interrogativi restano. Sì, c’è una petizione on line e, nel dubbio se serva o no, si può sempre firmare, ma continuo a pensare che il miglior modo per sostenere qualcosa sia andarci, parlarne, rendere pubblica e figa un’abitudine. Passeggiare per il borgo, visitare il duomo voluto da re Ruggero II, sostare al lavatoio medievale, mangiare (benissimo!) al ristorante Ti Vitti, che fra l’altro ha un’ottima cantina e pure una birra artigianale, ovviamente locale, fatta a Vittoria, e magari leggersi o rileggersi Il sorriso dell’ignoto marinaio: mi piace pensare che qualcuno, passando di qua e leggendo le mie sperticate (e mi sto contenendo!) considerazioni, decida di programmare due giorni in omaggio al maestro Consolo. Un silenzioso, personale, modesto e inadeguato, postumo ma forse non del tutto inutile surrogato di quell’altro premio che danno a Stoccolma.

novembre, il più (sicuramente qualcosa) dei mesi

(Uno): traduzione dei #fumettiausteniani, dopo Orgoglio e pregiudizio è uscito Ragione e sentimento e a fine mese arriva Emma;
(Due): alla Feltrinelli di viale Libia, qualche domenica fa, Giorgia Meschini ha fatto alcune foto (e un video che invece non vi linko perché non lo trovo più, e anche un po’ perché vi risparmierei la mia lattàra à vacàla anificàta). È brava e le foto sono belle. (Anche il video lo è, a parte me). Consiglio di fermarsi sulle sue illustrazioni, sempre sul sito di Giorgia, e poi scoprire quest’altro suo progetto;
(Tre): ho scritto un altro racconto per abbiamoleprove e sta qui, nel frattempo sono diventata una parte del colophon (ma sono rimasta una ragazza semplice e voglio sempre la pace nel mondo);
(Quattro): Questa è una cosa importante. Mercoledì pomeriggio, dopo il premio, sarò ancora a Firenze alla libreria Cuccumeo, alle 17, con reading e musica. L’invito lo carico qui, ci sono i recapiti della libreria perché serve la prenotazione. Circa la libreria Cuccumeo, leggendone di qua e di là me l’ero sempre un po’ sognata.
(Cinque): il punto numero cinque è quello cui ho raccomandato di venirmi in mente appena dopo aver cliccato Pubblica.