N-Capace al Nuovo Aquila

Domani, con quel genio di Eleonora Danco, saremo al Nuovo Cinema Aquila a parlare del suo film. (Ne avevo scritto qui)

mercoledì 8 febbraio h 20.30, presso il CINEMA AQUILA proiezione di:
N-Capace
(un film di Eleonora Danco con Eleonora Danco;
sceneggiatura: Eleonora Danco;
musiche: Markus Acher dei Notwist;
prodotto da Bibi Film in collaborazione con Rai Cinema e MIBACT.
Italia 2014, 80 minuti.
Il trailer: http://www.mymovies.it/film/2014/ncapace/ )

presentazione e discussione con la regista Eleonora Danco e la scrittrice Nadia Terranova

–INGRESSO GRATUITO–
L’evento è organizzato dal Municipio V di Roma Capitale e SCCA – Spazio Comune Cinema Aquila
——————————————————————————————

-> I RICONOSCIMENTI
N-Capace è stato Premiato con due menzioni speciali al 32* Film Festival di Torino. Vincitore del Festival di Bruxelles ITALIA IN DOC- Giuria presieduta da Jean Gili Novembre 2015. Candidato al David di Donatello 2015. Candidato ai Nastri d’Argento 2015. Vincitore del Ciak d’Oro 2015 come miglior film nella categoria: Bello e Invisibile 2015. Vincitore del premio Speciale della Giuria al Film Fest di Bobbio diretto da Marco Bellocchio 2015. E’ stato designato miglior Film 2015 dal Sindacato Critici Cinematografici Italiani, SNNCI. Che gli ha dedicato la copertina di Cine Critica.

-> LA TRAMA
Una donna: Anima in pena, si aggira tra Roma e Terracina, dove vive l’anziano padre. Vaga tra campagne, mare e città, con un letto e in pigiama. Spesso con un piccone in mano, vorrebbe distruggere la nuova architettura che ha tradito i suoi ricordi. Il rapporto con il tempo e la memoria è motivo di struggimento per lei, unico personaggio lucido del film, il più sofferente. Comunica solo con adolescenti e anziani, compreso suo padre, li interroga sull’infanzia la morte, il sesso, attraverso delle provocazioni, degli stimoli anche fisici. Il corpo e i luoghi diventano sogni, incubi, ricordi. Una intimità tanto personale quanto universale.

-> NOTE DI REGIA
Ho diretto i ragazzi e gli anziani del film facendoli diventare attori della loro vita senza che se ne accorgessero. Ho cercato di modulare a braccio la loro vita intima e inconscia. La fisicità. Cercavo di ricreare l’essenza. Dal rapporto con l’inquadratura allo spirito artificiale del film. Ho fatto tanti provini e incontri preliminari, ma non ho mai mandato un’assistente. Li ho cercati fisicamente io, Uno per uno. Andando ovunque. Dalle scuole alle bische. (Eleonora Danco)

 

bimba col pugno chiuso

Qualche mese fa il solito noto aveva preso una delle sue decisioni soft, di quelle in cui c’è sempre molto spazio per il dibattito: «Vestiti, andiamo immediatamente al cinema». Tanto per cambiare ero lenta, chiedevo qualche minuto, anzi mezzora, anzi non possiamo andare al prossimo spettacolo? Non potevamo. Lo davano solo a quell’ora lì e bisognava andare a quell’ora lì.
Al Nuovo Aquila davano Bimba col pugno chiuso, non avevo idea di cosa fosse e pensai a qualcosa tipo bambini comunisti traumatizzati da genitori comunisti nell’Italia meridionale degli anni di piombo, che essendo un po’ la storia della mia vita tendo a proiettare ovunque. Nulla di tutto ciò, ovviamente.

Trattavasi di documentario su una donna incredibile, Giovanna Marturano. Quasi centenaria, se ne andava in giro per le scuole di Roma a raccontare la sua Resistenza. Era una donna piccina e canuta che terminava ogni frase con: «Ca-pi-to?» chiesto con un tono imperativo, ancora capace di far soggezione (uscendo dal cinema io e il solito noto ripetevamo Ca-pi-to?, Ca-pi-to? cercando invano di imitarne l’appeal, e poi come le cose che scivolano di nascosto nel frasario di due che passano insieme tutti i giorni, in quel frasario c’è rimasto, Ca-pi-to?). Era bellissimo vedere le facce rapite dei ragazzi mentre Giovanna Marturano parlava, noncuranti, lei e loro, delle tre generazioni che li separavano. Ed era bella la scelta di disegnare Giovanna bambina, e di lasciarla interagire con la Giovanna intervistata.

gio-e-bimba-300x224

Dopo il (breve) film, seguì (breve) dibattito con il regista. Sperai che apparisse anche lei, Giovanna, ma purtroppo no: non abitava più al Prenestino, si era spostata in un altro quartiere, le era difficile muoversi.
Prima di uscire non potemmo fare a meno di fermarci al banchetto e comprare il dvd del documentario nonché tutti i gadget: spilletta e locandina. Per essere una bambina comunista, sono cresciuta abbastanza consumista.

Bimba-col-pugno-chiuso-480x330

Giovanna Marturano è morta ieri. Quando avevo visto il film avevo pensato che non sarebbe morta mai. Poco fa mi sono avvicinata al solito noto, che sta dormendo. «Oh, comunque grazie», gli ho detto, stando bene attenta che non mi sentisse, sennò avrei dovuto spiegargli quanto sarei più povera senza certi bruschi «Muoviti, andiamo». E se gli dessi questa soddisfazione, la domenica avremmo ben poco su cui litigare.