I morticini e la notte di zucchero a Palermo

Nella notte fra il primo e il due novembre, quando ero piccola, a casa mia venivano i morticini; mangiavano il pane e bevevano il latte che avevo lasciato per loro e mi lasciavano in cambio un regalo, un po’ di soldi, la frutta marturana e i dolci con il loro nome, i “morticini” a forma di ossa di morto e icone di santi. Sgranocchiavo i mandorlosi morticini, duri fino a rompere i denti, spacchettavo i regali, intascavo la grana ed ero quasi contenta perché zii e nonni dall’aldilà mi avevano pensato e per un attimo eravamo di nuovo vicini, loro tornavano sulla terra, utili come sono utili i vivi e amichevoli come solo i morti. Di questo parlerà il mio testo che andrà in scena al Teatro Biondo di Palermo il due novembre, in occasione della Notte di zucchero, per volontà e invito di Giusi Cataldo, interpretato da Sebastiana Eriu, insieme a tanti altri testi e performance. Io non potrò essere in Sicilia in quei giorni, dunque chiunque passi di lì e abbia voglia di fotografare e raccontarmi sarà benvenuto.

Notte di zucchero programma artistico

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