Gli anni al contrario, conversazioni in Sicilia

Gli anni al contrario sono nati sullo Stretto e tornano in Sicilia per sette incontri sull’isola, iniziando e chiudendo con due appuntamenti messinesi. Curioso ma ovvio: in questi anni, gli unici giorni in cui non scrivevo una riga del romanzo erano quelli in cui tornavo giù.

TERRANOVA Messina

Giovedì 5 febbraio ore 18 alla Feltrinelli Point di Messina, via Ghibellina 32, con Caterina Pastura e Giovanni Raffaele.
La mattina del 5 febbraio alle 10 incontrerò gli studenti del liceo classico La Farina (il mio!) e la mattina del 6 febbraio quelli del liceo Ainis.

Venerdì 6 febbraio ore 18.30 aperitivo con l’autore alla libreria I libri di Ernesta, via Calamaro 1, Villafranca Tirrena (Me).

Sabato 7 febbraio ore 18 presentazione a Palazzo D’Amico, Marina Garibaldi, Milazzo (Me), nell’ambito della rassegna D’Amico in formazione.

Domenica 8 febbraio ore 11 colazione letteraria alla libreria Gabò di Siracusa, corso Matteotti 38, introduce Fabio Granata.

Giovedì 12 febbraio ore 18 presentazione alla libreria Modus Vivendi di Palermo, via Quintino Sella 79, con Stefania Auci e Beatrice Monroy.

Venerdì 13 febbraio ore 18 presentazione alla Feltrinelli di Catania, via Etnea 285, con Paolo Lisi e Angelo Scandurra.

Sabato 14 febbraio dalle ore 15.30: Nadia Terranova, “La scrittura creativa per ragazzi” e dialogo sull’esperienza della scrittura del romanzo Gli anni al contrario. Lo stage si terrà presso la libreria Doralice di Messina dalle ore 15:30 alle ore 18:30.  Ingresso libero per chi ha fatto l’iscrizione per l’intero pacchetto di scrittura co-creativa e per chi segue il corso settimanale di scrittura creativa organizzato dall’associazione Terremoti di Carta; costo di 10 euro per chi partecipa al singolo stage. A seguire presentazione del libro, ingresso libero.

Charlie Hebdo

Fréderic Boisseau – portiere;
Jean Cabut (Cabu) – disegnatore;
Georges Wolinski – disegnatore;
Stéphane Charbonnier (Charb) – disegnatore, direttore;
Franck Brinsolaro – poliziotto;
Bernard Verlhac (Tignous) – disegnatore;
Michel Renaud – fondatore del festival Rendez-vous du carnet de voyage;
Ahmed Merabet – poliziotto;
Philippe Honoré – disegnatore;
Mustapha Ourrad – correttore di bozze;
Elsa Cayat – psicologa e giornalista;
Bernard Maris – economista.

Yoav Hattab;
Yohan Cohen;
Françoise Michel Saada;
Philippe Braham.*

*Aggiornamento (grazie a Chiara Degli Esposti per avermelo fatto notare): Clarissa Jean-Philippe, agente municipale in prova, emigrata a Parigi dalla Martinica dove lascia madre e fratello.

In Mattino bruno, brevissimo racconto pubblicato in Italia nei sassi Nottetempo (correva l’anno 2003), Franck Pavloff racconta una favola. Il protagonista e il suo amico Charlie (a volte, le coincidenze) parlano della nuova bislacca legge che impone di aggiungere l’aggettivo “bruno” a ogni sostantivo, e discutono preoccupati: il mio gatto sarà abbastanza bruno? E il mio cane? In fondo, cosa vuoi che sia, è solo una parola. Via, non sottilizziamo, dici “bruno”, non farli arrabbiare, non scherzare col fuoco. E così fanno, i due. («Va tutto in fretta, c’è il lavoro, ci sono le preoccupazioni di tutti i giorni. Anche gli altri lasciano perdere per stare un po’ tranquilli, no?»). Inutile provocare, compriamo un bell’animale domestico bruno.
Non basta, naturalmente. (Non basta mai). Inutile che vi dica come va a finire.

Come me avrete trovato e troverete, altrove, opinioni interessanti e bene articolate, oppure poco interessanti e rozze, commenti offensivi o commoventi, inutili e disperati. Avrete già fatto la vostra scelta fra gli inviti al silenzio e la lotta a chi è più Charlie fra tutti quelli che sono Charlie, avrete detto la vostra sui limiti della satira e le regole del buon gusto (con i maglioncini bridgetjoneschi che mi ritrovo, se il punto della discussione diventa quello sono spacciata). Tra i vostri contatti qualcuno avrà la ricetta giusta per combattere il terrorismo che per qualcun altro sarà la più sbagliata; avrete come me partecipato a una discussione, su una bacheca o davanti a un bicchiere di vino, sul fallimento dei servizi segreti, sulla retorica della marcia parigina, sull’esistenza o meno dell’Europa unita e dell’Islam moderato, su chi sia titolato o meno a parlare in televisione, sull’inadeguatezza dei nostri fumettisti e della nostra sinistra; avrete domandato al vostro interlocutore e vi sarete sentiti domandare “e tu le avresti pubblicate, quelle vignette?”; sarete entrati in crisi qualche volta oppure mai, vi sarete vergognati di un’opinione che vi aveva sfiorato oppure l’avrete affermata con orgoglio tramite trenta commenti e
ottantaquattro like.

Non ho niente da aggiungere. Volevo solo che qui ci fosse traccia dei nomi che mi interessano, delle storie che sono andata a leggere e delle facce che torno a guardare. Quei nomi, e un consiglio di lettura.

thank you