viaggio nell’Italia che vende i libri

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Insomma è finita, anche se sono malinconica e tardo ad ammetterlo. Tredici librerie, tredici città, circa venti incontri anche in scuole e biblioteche, attraversando l’Italia da giù a su, dal castello di Conversano in Puglia all’ombra delle montagne della Slovenia, zigzagando per la piazza di Carpi e la periferia di Milano. In tredici luoghi Bruno è stato accolto, preparato, raccontato – e grazie a lui, imbucandosi di soppiatto, anche la sua autrice.
Non si tratta solo di ringraziare, anche se è il primo verbo che mi viene in mente, e non solo le libraie e i librai, ma gli insegnanti, i bibliotecari, tutti quelli che hanno raccontato, letto e musicato la storia di Bruno e Jakob e che sono venuti a sentire, fare domande, interpretare. I ragazzi, loro sono a parte – loro ogni volta lo riscrivono, e dico davvero. Dicevo, non si tratta solo di ringraziare. Ora vorrei farvi conoscere questi tredici posti uno a uno, pur se in poche righe – almeno per ora, perché la materia straborda e sì, è finita, ma mica finisce qua. La forza di queste librerie indipendenti per ragazzi è essersi unite restando diverse e identitarie, ciascuna nel suo angolo di paese o di città, con il suo angolo di popolo con cui ha saputo costruire un dialogo. Venite, rifacciamo questo viaggio.

Alla libreria L’Agorà, a Ruvo di Puglia, perdetevi nella parete dei fumetti e trovate una scusa per attaccare bottone con Nicola. Quei fumetti sono colpa sua: di quel mondo lui conosce tutto. Poi, senza farvi accorgere, spiate la dolcezza timida di Rosangela mentre vi accompagna alla biblioteca comunale dove incontrerete un esercito di bambini con i pennarelli colorati.
A Conversano c’è un posto che si chiama Le storie nuove ed è antico e rivoluzionario insieme. Una bottega di libri profonda e arcuata come tutti i negozi storici pugliesi. Attraversate un catalogo di proposte strepitose, pescate libri a destra e a a manca e fiondatevi su uno dei due eleganti divani in fondo mentre aspettate la presentazione del pomeriggio. Prima però sostate fuori, davanti alla vetrina di Mariaserena succedono strani fattacci.
Da Equilibri, a Santeramo in Colle, il pubblico di Angela (mia sorella di frangetta, ma questa è un’altra storia) vi travolgerà: i ragazzi di Santeramo sono quelli che mi hanno scritto più email e messaggi nella storia delle mie presentazioni e non vedo l’ora di tornare a trovarli.
Quando canterete Ambarabacicicocò fra le civette dell’incantevole Giada sappiate che lì, nel cuore di Corato, si è compiuto uno di quegli eventi che cambiano la storia di un libro: tre prime elementari, per volontà di una maestra cocciuta (evviva la cocciutaggine) hanno imparato parole nuove con Bruno e l’hanno spiegato ai grandi come una favola (perché, che altro è?).
Acchiappare La luna al guinzaglio si può, ma solo in un luogo magico a un passo dalla folla della via del centro, con un rapido zigzag per le stradine di Termoli. La mappa ce l’ha Selena, la saggia libraia. Attenzione: sedersi a leggere sugli sgabelli della sua libreria vi porterà ovunque. Tanto il Molise non esiste, no?
A Udine avrete problemi, perché non vi accontenterete della Pecora nera con il suo logo strepitoso e un catalogo dove sono banditi i prodotti scemi (confermo!). Una volta conosciuti Michele e Marina non vorrete più mollarli e li costringerete a portarvi in giro per tutte le librerie di via Gemona e dintorni (sono cinque, una diversa dall’altra, in tutte vorrete comprare qualcosa).
A Vimodrone è successo un fatto piccolo ma gigante: dopo la presentazione a scuola la mattina, un ragazzino si è presentato alle tre e mezza da Librambini, la libreria di Karin, dove non era mai stato, perché voleva subito il libro di cui si era parlato. Ehi tu, mi leggi? So che mi leggi. Hai fatto i tuoi cento passi. Sei diventato molto più grande di me.
Alla Giannino Stoppani di Bologna… be’, cosa potrei aggiungere sulla Giannino Stoppani, uno dei templi sacri per chi fa questo mestiere. In questa tappa a metà percorso Bruno si è ricongiunto con Agata, la bacchetta magica, il motore immobile di questo viaggio.
Sì, quella che state vedendo non è una libreria normale. E sì, quella non è una vetrina ma un’opera d’arte. E sì, quelli che leggono storie ai clienti dai loro libri preferiti sono Alessia e Dario. Cosa è Radice Labirinto di Carpi lo dice già il nome, almeno un po’. Qui Bruno ha davvero preso corpo e piume, animandosi nella voce di Graziella.
Osservando le stupende (proprio etimologicamente: 100% stupore) metope di Modena troverete, come le ho trovate io in una delle poche pause di questo fittissimo viaggio, curiose affinità con la bizzarra deformità di Bruno. Sara e Milena non si sono accontentate di accogliere Bruno nel loro Castello di carta di Vignola, hanno voluto portarlo fin dentro la biblioteca cittadina, sotto lo splendido tetto dedicato ad Antonio Delfini da Toccafondo.
Se io ho messo le ali a Bruno Schulz, sappiamo che Grossman in Vedi alla voce amore l’ha fatto diventare un salmone, che nasce in acqua dolce e si dirige verso l’acqua salata. Giurerei di averlo visto in un canale di Cesenatico, nei pressi di Cartamarea mentre io e Bruno eravamo al Museo della Marineria, oppure a mangiare una piada vera, oppure a ridere a crepapelle con Rossella, Lorenza e Francesca.
Pronti per Padova? A pochi metri da Pel di carota, al museo diocesano, c’è una mostra di illustrazione molto interessante che si chiama proprio Il viaggio. Una volta finito di raccontare in libreria, intervistata da Maurizio, scappo a trovare i quattro disegni originali di Ofra Amit. Coincidenza ha voluto che così anche lei fosse un po’ con noi.
Se da piccola mi avessero detto che da grande, alla mia veneranda età, avrei passato una domenica mattina di sole su La casa sull’albero, avrei pensato che ero proprio fortunata, mi aspettava una vita deliziosa. Dentro la libreria di Arezzo l’albero c’è veramente e mentre rispondo alle domande di Andrea, che ha dato voce e musica a Bruno, e a quelle degli astanti, mi sento un po’ come se fossi appollaiata lassù e invidio (benevolmente) Elena, Barbara e Anna che ci vivono tutti i giorni.

Devo dirvi un segreto, lo metto qui visto che tanto nell’internet non lo legge nessuno. Prima di partire mi ero fatta una cartellina rossa con tutte le date, le tappe e i biglietti dei treni che mi avevano mandato un mese fa, quando questo viaggio esisteva solo sotto forma di due settimane segnate rosse sull’agenda – non ho ancora capito se sono molto organizzata o molto pasticciona, ma questo è un dubbio mio, non c’entra col segreto. Il segreto è che io quella cartellina non la butterò mai.

nadia terranova corato

7 thoughts on “viaggio nell’Italia che vende i libri

  1. Mamma mia che viaggio, ad organizzarlo da soli non ci basterebbe una vita.
    Cose belle divulgate ancora meglio.
    Sì, il Molise l’ho scoperto anch’io che non esiste, c’è solo quando lo attraversi, poi scompare e diventa un sogno. Un po’ come Jakob per Bruno.

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