Non ditelo ai grandi – Bologna Childrens Bookfair

Qui il programma completo di Non ditelo ai grandi, la manifestazione con cui la fiera del libro per ragazzi, tradizionalmente riservata agli operatori del settore, per la prima volta apre un padiglione al pubblico.
Domenica sarà la giornata dedicata alla cultura ebraica. Ada Treves racconterà i disegni dei bambini di Terezin, ci saranno laboratori sulla tradizione ebraica e yiddish e tanto altro. Ci saremo anche io e Bruno. Buon divertimento.

Domenica 23 marzo 2014
Ore 11:45 – TEEN TRACK – SPAZIO ADOLESCENTI

La cultura ebraica per i ragazzi.
Bruno. Il bambino che imparò a volare, Orecchio Acerbo

Incontro con Nadia Terranova. Età: 8- 11 anni.

Non è necessaria la prenotazione.

logo Non ditelo ai grandi

l’abbazia di Northanger

Il sei marzo è uscito l’ultimo dei romanzi di Jane Austen a fumetti per la Marvel, quattro romanzi adattati da Nancy Butler di volta in volta con un illustratore diverso e tradotti in italiano da me.
Northanger Abbey è forse il mio preferito, per via delle illustrazioni di Janet Lee. (Oddio, spero di non aver già detto questa cosa di uno dei primi tre – possibilissimo, conoscendomi, ma credetemi: NA è *davvero* il mio preferito).
Per quanto riguarda i due romanzi mancanti, Persuasione e Mansfield Park, per il momento non esistono neanche nella versione americana, però mai dire mai.
Che altro?
Ecco, importante: grazie agli amici di Jasit che come al solito hanno annunciato l’uscita in anteprima.

NorthangerAbbey_i

le Facce nel Meleto

Chi frequenta questo blog conosce Andrea Storti, lettore e commentatore assiduo, e chi ha avuto voglia di approfondire avrà già curiosato nel suo blog, Le mele del silenzio.
Io e Andrea ci siamo conosciuti due anni fa, su un altro suo blog, quando la sua creatura Morbillo Coccodrillo mi intervistò per Bruno, allora appena uscito. Poco dopo scoprii Le mele del silenzio, e a poco a poco Andrea, i suoi gusti di lettore, le sue segnalazioni, i suoi progetti.
Il 15 marzo Le mele del silenzio ha fatto il compleanno e quando Andrea mi ha chiesto un racconto per la settimana di festeggiamenti che aveva in mente ho pensato subito a Facce, che avevo scritto un’estate di qualche anno fa senza nessuna commissione e se n’era sempre rimasto sonnacchioso nel computer. E con questa scusa si è aggiudicato una bella copertina di Vincenzo Sanapo, che conoscevo come illustratore di Fiabe per leoni veneziani, un libro curato da Andrea.
Il mio racconto sta qui, dunque, a inaugurare la festa nel Meleto. Buona lettura a chi vorrà.

cover di Vincenzo Sanapo
cover di Vincenzo Sanapo

le quote rosa di Neil Gaiman

Il giorno in cui l’Italia discuteva delle quote rosa io leggevo L’oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman (Mondadori, 2013, traduzione di Carlo Prosperi). L’io narrante è un bambino di sette anni, anzi un uomo di mezza età che una volta è stato un bambino di sette anni e sicuramente lo è ancora («Adesso ti dico una cosa importante. Nemmeno gli adulti, dentro, hanno l’aspetto da adulti. Fuori sono grandi e grossi, sventati e sicuri di sé. Dentro, invece, hanno l’aspetto di sempre, quello che avevano alla tua età. La verità è che gli adulti non esistono. Non ce n’è nemmeno uno in tutto il mondo»).
L’unico altro essere maschile che compare nel libro è il padre, che, nelle due occorrenze in cui è protagonista, non fa una gran figura: una volta viene sorpreso ad amoreggiare con la baby sitter (un mostro che sotto il fittizio nome umano di Ursula Monkton riesce a prendere in giro giusto quella lenza di papà) e un’altra volta per poco non annega suo figlio nella vasca da bagno.
Anche il figlio non è esattamente un bambino coraggiosissimo, almeno non all’inizio, però ama i libri più degli esseri umani e si fa voler bene per questo, poi ha la solita famiglia distratta e sciocca, ed ecco un altro motivo per volergli bene, infine si fida ciecamente di quel personaggio straordinario che è Lettie Hampstock, una bambina che ha «undici anni da un sacco di tempo», e siccome adoriamo da subito Lettie vogliamo definitivamente bene anche a lui. Fin dall’inizio sappiamo che è diventato un adulto grigiastro, separato dalla moglie, con figli di cui non parla, che torna a casa per un funerale. E all’improvviso ricorda curiosi fatti del suo passato e l’incontro con la famiglia Hampstock.
La famiglia Hampstock è composta da tre donne. Mrs Hampstock Vecchia, la nonna, l’unico essere dalle sembianze umane veramente autorevole, l’unica che forse è adulta. Ginnie Hampstock, la mamma, della cui sensualità il protagonista si accorge solo una volta cresciuto, dopo averle pianto addosso da bambino. E Lettie, la coraggiosa e saggissima protagonista di cui vi innamorerete, che salva quell’ingenuotto amico settenne dai pasticci (molto grossi: un dito del suo piede è diventato una porta per il Male – vi ricordo che siamo in un libro di Neil Gaiman, niente è impossibile). E i papà Hampstock? «Tesoro, non ci siamo mai interessate a quella roba là. I maschi servono soltanto se vuoi allevare altri maschi».

Poi, sfogliando i giornali, sono atterrata su un pianeta alieno in cui un genere ha bisogno di essere protetto e salvaguardato. Meno male che esiste la letteratura, che ci racconta un po’ di verità.

oceano neil gaiman

Piccoli maestri a Libri come

Domani (lunedì 10 marzo) alle 10.00, all’Auditorium di Roma, io e Igiaba Scego duetteremo con un gruppo di studenti su Ragione e sentimento di Jane Austen e Mare di papaveri di Amitav Ghosh. Si tratta del primo dei quattro incontri dei Piccoli maestri con le scuole all’interno del festival Libri come.
Sabato 15 marzo alle 19, invece, Elena Stancanelli e Lorenzo Pavolini racconteranno il progetto.
Qui il calendario dei nostri incontri; qui il programma completo del festival.

LogoFestaLibro

“Non copiare nessuno, ridi se ti copiano”

Ieri, nel settore dell’usato di una delle mie librerie preferite, ho comprato un libro dell’editore Angelo Fortunato Formiggini. Si tratta di una monografia di Silvio Spaventa Filippi che si intitola Carlo Dickens. La collana di Formiggini, Profili, vanta titoli come Lorenzo Sterne e Carlo Darwin. Guardando a ritroso è chiara la progressiva fascistizzazione dei nomi – precedentemente Formiggini, editore colto, libero, sarcastico (la sua seconda laurea fu con una tesi sulla Filosofia del ridere, la sua collana più famosa i Classici del ridere) svicolò a quella che dovette sembrargli, appunto, una ridicolaggine titolando con la sola iniziale, C. Baudelaire, o togliendola per eliminare il problema: Carlyle. Finché dovette soccombere.
Chi era Formiggini?
Ebreo modenese (nato a Collegara) spostatosi a lavorare a Roma – in un’ala di palazzo Venezia – si laureò due volte, studiò con Antonio Labriola, ebbe una grande fortuna editoriale tanto è vero che ancora oggi i suoi libri, pur avendo ormai quasi cent’anni, si trovano con relativa facilità e il loro valore di mercato non è altissimo, tante sono le copie ancora in circolazione. Pubblicò il Satyricon, il Decameron, La secchia rapita. Fondò un periodico di informazione libraria e un istituto di cultura, entrambi ebbero talmente tanto successo che cominciò a dar fastidio al regime.
Invece, a Formiggini Mussolini stava simpatico. Credette in lui, almeno inizialmente, ritenendo che sarebbe stato l’uomo giusto per guidare il paese, nonostante una base un po’ turbolenta e rozza. Ovviamente la simpatia non era ricambiata. A Formiggini fu sottratta la direzione dell’istituto, fu messo nelle condizioni di non lavorare e sottoposto alle oscene leggi razziali. Il 29 novembre 1938, dopo essere tornato a Modena con una scusa (alla moglie disse che partiva per motivi di lavoro), Angelo Fortunato Formiggini si gettò dalla torre Ghirlandina. Per volontà del regime sul suo suicidio scese il silenzio; nessun giornale pubblicò neanche un necrologio dell’uomo che aveva fatto ridere tutta Italia.
Ieri me lo sono immaginato sconfitto e disilluso, con il sorriso a metà, mentre manda in stampa “Carlo” Dickens.

"Non copiare nessuno, ridi se ti copiano" motto di A.F. Formiggini
“Non copiare nessuno, ridi se ti copiano” motto di A.F. Formiggini

Un po’ di bibliografia (molto incompleta, giusto un punto di partenza):
Un ottimo articolo su Formiggini, da cui sono tratte molte delle informazioni del mio post.
Libri di Formiggini: Parole in libertà, Dizionaretto rompitascabile degli editori italiani compilato da uno dei suddetti.
Un libro su Formiggini.

e quindi è diventato scrittore

E quindi è diventato scrittore… Bravo! Ogni tanto tornerà per le vacanze, magari per vedere i suoi, ci criticherà ferocemente perché lui vive nella “civiltà”… Ma una cosa non sa ancora, che questa terra come la Ionia di Eraclito e Anassagora è magica e richiama sempre coloro che le appartengono come se esercitasse un diritto, la legge dell’appartenenza.
E anche per lui un giorno inevitabile il ritorno.
Sarà il clima, la luce, l’aria…
Comunque. Una granita di mandorla!

Manlio Sgalambro (Lentini, 9 dicembre 1924 – Catania, 6 marzo 2014).

viaggio nell’Italia che vende i libri

librerie indipendenti ragazzi bruno orecchio acerbo

Insomma è finita, anche se sono malinconica e tardo ad ammetterlo. Tredici librerie, tredici città, circa venti incontri anche in scuole e biblioteche, attraversando l’Italia da giù a su, dal castello di Conversano in Puglia all’ombra delle montagne della Slovenia, zigzagando per la piazza di Carpi e la periferia di Milano. In tredici luoghi Bruno è stato accolto, preparato, raccontato – e grazie a lui, imbucandosi di soppiatto, anche la sua autrice.
Non si tratta solo di ringraziare, anche se è il primo verbo che mi viene in mente, e non solo le libraie e i librai, ma gli insegnanti, i bibliotecari, tutti quelli che hanno raccontato, letto e musicato la storia di Bruno e Jakob e che sono venuti a sentire, fare domande, interpretare. I ragazzi, loro sono a parte – loro ogni volta lo riscrivono, e dico davvero. Dicevo, non si tratta solo di ringraziare. Ora vorrei farvi conoscere questi tredici posti uno a uno, pur se in poche righe – almeno per ora, perché la materia straborda e sì, è finita, ma mica finisce qua. La forza di queste librerie indipendenti per ragazzi è essersi unite restando diverse e identitarie, ciascuna nel suo angolo di paese o di città, con il suo angolo di popolo con cui ha saputo costruire un dialogo. Venite, rifacciamo questo viaggio.

Alla libreria L’Agorà, a Ruvo di Puglia, perdetevi nella parete dei fumetti e trovate una scusa per attaccare bottone con Nicola. Quei fumetti sono colpa sua: di quel mondo lui conosce tutto. Poi, senza farvi accorgere, spiate la dolcezza timida di Rosangela mentre vi accompagna alla biblioteca comunale dove incontrerete un esercito di bambini con i pennarelli colorati.
A Conversano c’è un posto che si chiama Le storie nuove ed è antico e rivoluzionario insieme. Una bottega di libri profonda e arcuata come tutti i negozi storici pugliesi. Attraversate un catalogo di proposte strepitose, pescate libri a destra e a a manca e fiondatevi su uno dei due eleganti divani in fondo mentre aspettate la presentazione del pomeriggio. Prima però sostate fuori, davanti alla vetrina di Mariaserena succedono strani fattacci.
Da Equilibri, a Santeramo in Colle, il pubblico di Angela (mia sorella di frangetta, ma questa è un’altra storia) vi travolgerà: i ragazzi di Santeramo sono quelli che mi hanno scritto più email e messaggi nella storia delle mie presentazioni e non vedo l’ora di tornare a trovarli.
Quando canterete Ambarabacicicocò fra le civette dell’incantevole Giada sappiate che lì, nel cuore di Corato, si è compiuto uno di quegli eventi che cambiano la storia di un libro: tre prime elementari, per volontà di una maestra cocciuta (evviva la cocciutaggine) hanno imparato parole nuove con Bruno e l’hanno spiegato ai grandi come una favola (perché, che altro è?).
Acchiappare La luna al guinzaglio si può, ma solo in un luogo magico a un passo dalla folla della via del centro, con un rapido zigzag per le stradine di Termoli. La mappa ce l’ha Selena, la saggia libraia. Attenzione: sedersi a leggere sugli sgabelli della sua libreria vi porterà ovunque. Tanto il Molise non esiste, no?
A Udine avrete problemi, perché non vi accontenterete della Pecora nera con il suo logo strepitoso e un catalogo dove sono banditi i prodotti scemi (confermo!). Una volta conosciuti Michele e Marina non vorrete più mollarli e li costringerete a portarvi in giro per tutte le librerie di via Gemona e dintorni (sono cinque, una diversa dall’altra, in tutte vorrete comprare qualcosa).
A Vimodrone è successo un fatto piccolo ma gigante: dopo la presentazione a scuola la mattina, un ragazzino si è presentato alle tre e mezza da Librambini, la libreria di Karin, dove non era mai stato, perché voleva subito il libro di cui si era parlato. Ehi tu, mi leggi? So che mi leggi. Hai fatto i tuoi cento passi. Sei diventato molto più grande di me.
Alla Giannino Stoppani di Bologna… be’, cosa potrei aggiungere sulla Giannino Stoppani, uno dei templi sacri per chi fa questo mestiere. In questa tappa a metà percorso Bruno si è ricongiunto con Agata, la bacchetta magica, il motore immobile di questo viaggio.
Sì, quella che state vedendo non è una libreria normale. E sì, quella non è una vetrina ma un’opera d’arte. E sì, quelli che leggono storie ai clienti dai loro libri preferiti sono Alessia e Dario. Cosa è Radice Labirinto di Carpi lo dice già il nome, almeno un po’. Qui Bruno ha davvero preso corpo e piume, animandosi nella voce di Graziella.
Osservando le stupende (proprio etimologicamente: 100% stupore) metope di Modena troverete, come le ho trovate io in una delle poche pause di questo fittissimo viaggio, curiose affinità con la bizzarra deformità di Bruno. Sara e Milena non si sono accontentate di accogliere Bruno nel loro Castello di carta di Vignola, hanno voluto portarlo fin dentro la biblioteca cittadina, sotto lo splendido tetto dedicato ad Antonio Delfini da Toccafondo.
Se io ho messo le ali a Bruno Schulz, sappiamo che Grossman in Vedi alla voce amore l’ha fatto diventare un salmone, che nasce in acqua dolce e si dirige verso l’acqua salata. Giurerei di averlo visto in un canale di Cesenatico, nei pressi di Cartamarea mentre io e Bruno eravamo al Museo della Marineria, oppure a mangiare una piada vera, oppure a ridere a crepapelle con Rossella, Lorenza e Francesca.
Pronti per Padova? A pochi metri da Pel di carota, al museo diocesano, c’è una mostra di illustrazione molto interessante che si chiama proprio Il viaggio. Una volta finito di raccontare in libreria, intervistata da Maurizio, scappo a trovare i quattro disegni originali di Ofra Amit. Coincidenza ha voluto che così anche lei fosse un po’ con noi.
Se da piccola mi avessero detto che da grande, alla mia veneranda età, avrei passato una domenica mattina di sole su La casa sull’albero, avrei pensato che ero proprio fortunata, mi aspettava una vita deliziosa. Dentro la libreria di Arezzo l’albero c’è veramente e mentre rispondo alle domande di Andrea, che ha dato voce e musica a Bruno, e a quelle degli astanti, mi sento un po’ come se fossi appollaiata lassù e invidio (benevolmente) Elena, Barbara e Anna che ci vivono tutti i giorni.

Devo dirvi un segreto, lo metto qui visto che tanto nell’internet non lo legge nessuno. Prima di partire mi ero fatta una cartellina rossa con tutte le date, le tappe e i biglietti dei treni che mi avevano mandato un mese fa, quando questo viaggio esisteva solo sotto forma di due settimane segnate rosse sull’agenda – non ho ancora capito se sono molto organizzata o molto pasticciona, ma questo è un dubbio mio, non c’entra col segreto. Il segreto è che io quella cartellina non la butterò mai.

nadia terranova corato

non giudicare gli scolari dal maestro, ma il maestro dagli scolari

Ieri è morto Mario Lodi. Qui lo si ricorda con un articolo di Roberto Denti, storico libraio della Libreria per ragazzi di Milano, di maggio 1973. L’articolo si intitola Mario Lodi e i suoi ragazzi e basterebbe l’incipit.

Gli scolari di Mario Lodi sono arrivati in treno e per prima cosa si sono divertiti a salire e scendere dalla scala mobile della stazione centrale di Milano. Altre cose li hanno meravigliati  della grande città, con lo stupore dei bambini di campagna. Ma questo non li differenzia.
Invece, quando in Libreria cominciano a prendere in mano i libri, si nota una loro capacità immediata di scelta, un loro gusto, un loro approccio al libro per quello che attrae la loro partecipazione. Stranamente non sentiamo dire: «Signor maestro, questo è un bel libro», ma sentiamo dire che le cose scritte o le illustrazioni sono interessanti, che ricordano loro qualche cosa che sanno, o che suscitano una curiosità per quello che ancora non sanno.

(da Roberto Denti, I bambini leggono, edizioni il castoro)

Mario Lodi e i suoi ragazzi
Mario Lodi e i suoi ragazzi