storia di un fallimento

Non avrei mai pensato di leggere un romanzo sul calcio e invece sono qui, settimane dopo averlo finito, a pensarci ancora su. Quando mi è stato regalato La linea di fondo, romanzo d’esordio di Claudio Grattacaso, Nutrimenti, insieme allo sguardo di chi sapeva già perché mi avrebbe colpito, ho ignorato entrambe le cose e l’ho messo sullo scaffale dei libri da leggere senza dargli nessuna precedenza. Che presunzione. Dopo aver rimandato finché potevo, l’ho cominciato e ho capito: non è un romanzo sul calcio ma sul fallimento. Il protagonista è un ex calciatore con una moglie depressa, una figlia che non vuole saperne di lui, una madre comunista e un padre greve. Grattacaso ci porta dolentemente a zigzag fra i suoi anni: un lutto, una malattia incomprensibile, un giro di calcioscommesse, l’ospedale. Non è solo il passato di Freccia, nome sul campo di José Pagliara, a essere quello di una promessa mancata, ma l’intero suo presente. Nella vita Freccia non ha il riscatto del secondo tempo, il suo sviluppo si è bloccato in barba a tutte le regole della narrazione sullo sviluppo del personaggio. La linea di fondo racconta questo ristagnare nel presente senza dover necessariamente “andare da A a B” (come ti insegnano nelle scuole di scrittura). Non semplice, ma molto simile alla vita.

Claudio Grattacaso

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