la settimana della memoria, #tuttominuscolo

Domani, per me, comincia la settimana della memoria. A dirla tutta sono fortunata perché, avendo scritto Bruno, quel vecchio hashtag #nonsoloungiornodellamemoria è valido davvero: incontro bambini, ragazzi e adulti tutto l’anno in biblioteche, scuole, librerie. E ogni volta m’invento nuove risposte alla stessa domanda: perché ricordare? hanno davvero un senso questa giornata, questa settimana? queste celebrazioni non rischiano di svuotarsi? Non sono mai stata brava con i grandi temi, non a caso ho studiato filosofia. Con la f minuscola, perché le cose con la maiuscola non sono affar mio: non saprei cosa dire se dovessi pensare alla Memoria, alla Storia. A me piacciono i ricordi e le storie. In questi giorni ne racconterò due, entrambe pubblicate da Orecchio Acerbo: la storia di Bruno (Schulz) e quella di Anne (Frank), la prima con il libro mio e di Ofra Amit e la seconda con L’albero di Anne di Irène Cohen-Janca illustrato da Maurizio Quarello e tradotto da Paolo Cesari, che mi accompagnerà in giro per il Lazio. Saremo a Montalto di Castro e a Pescia Romana (grazie all’associazione C.A.S.A.), a Castelforte, a Monte San Biagio (grazie al Sistema Bibliotecario Sudpontino).
Non so ancora quali risposte m’inventerò. Certo che quando mi chiederanno, come sempre, “Ma lei è ebrea?”, sorriderò e dirò di no, che sono anche bianca, però Rosa Parks aveva ragione lei.

Image
p.s.
L’albero di Anne è anche un monumento interattivo. Scopritelo e lasciate la vostra foglia.

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