bimba col pugno chiuso

Qualche mese fa il solito noto aveva preso una delle sue decisioni soft, di quelle in cui c’è sempre molto spazio per il dibattito: «Vestiti, andiamo immediatamente al cinema». Tanto per cambiare ero lenta, chiedevo qualche minuto, anzi mezzora, anzi non possiamo andare al prossimo spettacolo? Non potevamo. Lo davano solo a quell’ora lì e bisognava andare a quell’ora lì.
Al Nuovo Aquila davano Bimba col pugno chiuso, non avevo idea di cosa fosse e pensai a qualcosa tipo bambini comunisti traumatizzati da genitori comunisti nell’Italia meridionale degli anni di piombo, che essendo un po’ la storia della mia vita tendo a proiettare ovunque. Nulla di tutto ciò, ovviamente.

Trattavasi di documentario su una donna incredibile, Giovanna Marturano. Quasi centenaria, se ne andava in giro per le scuole di Roma a raccontare la sua Resistenza. Era una donna piccina e canuta che terminava ogni frase con: «Ca-pi-to?» chiesto con un tono imperativo, ancora capace di far soggezione (uscendo dal cinema io e il solito noto ripetevamo Ca-pi-to?, Ca-pi-to? cercando invano di imitarne l’appeal, e poi come le cose che scivolano di nascosto nel frasario di due che passano insieme tutti i giorni, in quel frasario c’è rimasto, Ca-pi-to?). Era bellissimo vedere le facce rapite dei ragazzi mentre Giovanna Marturano parlava, noncuranti, lei e loro, delle tre generazioni che li separavano. Ed era bella la scelta di disegnare Giovanna bambina, e di lasciarla interagire con la Giovanna intervistata.

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Dopo il (breve) film, seguì (breve) dibattito con il regista. Sperai che apparisse anche lei, Giovanna, ma purtroppo no: non abitava più al Prenestino, si era spostata in un altro quartiere, le era difficile muoversi.
Prima di uscire non potemmo fare a meno di fermarci al banchetto e comprare il dvd del documentario nonché tutti i gadget: spilletta e locandina. Per essere una bambina comunista, sono cresciuta abbastanza consumista.

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Giovanna Marturano è morta ieri. Quando avevo visto il film avevo pensato che non sarebbe morta mai. Poco fa mi sono avvicinata al solito noto, che sta dormendo. «Oh, comunque grazie», gli ho detto, stando bene attenta che non mi sentisse, sennò avrei dovuto spiegargli quanto sarei più povera senza certi bruschi «Muoviti, andiamo». E se gli dessi questa soddisfazione, la domenica avremmo ben poco su cui litigare.

2 thoughts on “bimba col pugno chiuso

  1. L’avevo incontrata in più di una occasione perché veniva alle commemorazioni della mia sezione ANPI. Dolce, determinata, indimenticabile.

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