ricevo, partecipo, parzialmente correggo e diffondo

Leggo qui:

Giusi Nicolini è la sindaca di Lampedusa e ha lanciato un appello che vogliamo raccogliere:

“Lampedusa non ha né una biblioteca né un negozio dove poter acquistare libri.
Voi ci vivreste mai in una città dove non è possibile comprare dei libri? Io non credo!
Quindi se in giro per casa avete libri (di qualsiasi genere!) che non leggete/avete già letto e di cui volete sbarazzarvi, aderite all’iniziativa: è semplicissimo!
Recuperate i vostri libri e spediteli al seguente indirizzo:
GIUSI NICOLINI
SINDACO Donazione dei libri per la prossima apertura della Biblioteca Ibby di Lampedusa VIA CAMERONI, 92010 LAMPEDUSA (AG)

Partecipo e diffondo e vi invito a partecipare e diffondere, preciso solo: sì, ma mandate libri belli, libri che vi sono piaciuti, libri che secondo voi vale la pena. Mandate pure un libro vostro, ma non perché la mamma vi ha detto che è bello, mandate un libro vostro perché qualcosa vi dice che un pochettino merita davvero (lo so, è difficile, ma su che ce la fate). Oppure mandate libri che non volete perché magari non sono proprio il vostro genere, ma solo se immaginate siano il genere di qualcun altro, non libri che se piacessero a qualcuno voi quel qualcuno non vorreste conoscerlo. Quelli sono i libri brutti (per voi, certo, ma fidatevi di voi), farli circolare non è una forma di generosità, usateli per quella gamba del tavolino zoppo in attesa di trovare una stampella migliore (neanche quel povero tavolino merita una cosa brutta come un libro brutto, pensateci bene). Insomma, mandate libri a Lampedusa. Ma mandate libri belli, gli unici di cui ci sia bisogno.

lampedusa

5 thoughts on “ricevo, partecipo, parzialmente correggo e diffondo

  1. Bella iniziativa, solo che è davvero difficile liberarsi dei libri belli. Non si potrebbe coinvolgere pure le case editrici, coi loro magazzini e tutta la polvere che producono? così, per dire…
    vabbè comunque vale la pena diffondere l’idea.
    ciao Nadia!

    1. Credo che stia già accadendo, questa cosa di coinvolgere gli editori. Mi sa che oggi ne parlavano a Fahrenheit. E comunque: si può anche comprare un libro apposta, no? Così si aiuta tutta la filiera, ecco. (Un bacio a te!)

  2. Aderisco volentieri, i libri aiutano il cervello ad esprimersi con le parole giuste per ogni sentimento. Sono convinto che, soprattutto per un turista straniero o per un immigrato, avere la disponibilità di un buon libro, aiuta ad acquisire padronanza della lingua ed a comprendere meglio i luoghi e le diverse dimensioni culturali con cui si entra in contatto.
    Il cervello ha bisogno di materializzare le parole attraverso i libri, la poesia, il teatro. E’ una dimensione tattile dell’intelligenza, è qualcosa che non sfugge, non sovraccarica, non si disperde e può rimanere punto di riferimento magari per tutta la vita. In un mondo che non sà più quali tossicodipendenze inventare, pur di rubare i soldi, la libertà e la vita alle persone; in uno strisciante fascismo che si insinua nella debole mente di chi non ha imparato a leggere senza imparare a capire e non desidera più la ricerca della conoscenza perché tutto sta dentro la televisione, leggere o scrivere un libro può rappresentare un gesto che assume un peso rivoluzionario ed antiautoritario, che aiuta un popolo a difendersi da chi non lo sa governare. Restiamo umani anche in questo… Un grazie al sindaco di Lampedusa.
    piero idone – Villa San Giovanni (RC)

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