[inserire qui cinque stelline su cinque] Exit, di Fausto Paravidino

Prendi un uomo, toglilo dalla sua poltrona, dal suo giornale militante e dalle sue certezze politiche in pantofole, fallo inciampare nella vita, fagli incontrare la parola responsabilità, fallo allontanare dalla moglie e regalagli un’amante molto giovane con una cattiva notizia. Prendi una donna, osservala mentre è confusa, seguila mentre è convinta di sapere cosa non vuole e procede a tentoni su cosa vuole, guardala sbagliare, rendersi ridicola e diventare più umana, uscire dal suo matrimonio con sogni di navigazione in mare aperto e trovarsi a nuotare dentro una piscina, anzi una pozzanghera. Prendi una ragazza con la kefiah e osserva bene la solitudine pesante dei suoi anfibi, prendi un ragazzone esperto di gelato e chiediti con lui se vale la pena essere gentili in un mondo cui non importa accorgersene.
Non ci sono gli occhi lucidi del Diario di Maria Pia, si ride e c’è un magone diverso che sta fra Closer e Woody Allen, dunque Fausto Paravidino mi ha fregato di nuovo, direi anche di più. Sul palco di Exit ho visto quattro persone da cui mi è scocciato parecchio separarmi, anche se la commedia finisce dove doveva finire e so di averli salutati al momento giusto – eppure settimane dopo sono ancora qui, loro e le loro battute, le loro librerie e gelaterie, la loro voglia di ballare e quella di fermarsi ancora un po’ a bere qualcosa, il loro sentirsi fuori posto e cercarne uno nelle pagine di un manuale di vita da autogrill, nelle bacchette di un ristorante cinese, nelle buste della spesa da portar su a casa un giorno come un altro (ma non è mai un giorno come un altro nella vita, figuriamoci a teatro).

Non so se uscirete dalla sala con tutti questi dettagli addosso come me, se vi attaccherete così anche voi a quei quattro oppure no. Però sono sicura che se andrete a vedere Exit nella vostra città poi tornerete a ringraziarmi, e nella migliore delle ipotesi lo direte una volta con me: hanno ammazzato il teatro, il teatro è vivo.

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One thought on “[inserire qui cinque stelline su cinque] Exit, di Fausto Paravidino

  1. Bello! Condivido tutto, sia la critica sulla pièce teatrale che i sentimenti della spettatrice. Per me é stata una sorpresa, un regalo inatteso di una serata in cui con fatica ho deciso di ri uscire di casa la sera sotto la pioggia alla fine di una settimana infernale. Sono felice di aver scoperto questo autore interpretato da 4 professionisti d’arte! La vita è sempre difficile ma raramente è grave; questo sembra dire e per questo ringrazio!

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