piccoli maestri, grandi libri, piccoli e grandi uditori

Mercoledì 6 febbraio, ore 17
Scuola Iqbal Masih – Via Ferraironi n.38, Roma
Nadia Terranova legge Le botteghe color cannella di Bruno Schulz
L’incontro è aperto ad alunni e genitori.

Qui tutti i prossimi appuntamenti dei Piccoli Maestri. A proposito del progetto dico due parole qui, intervistata dal blog di Graphe Edizioni.
[Mentre qui c’è altra rassegna stampa recente].

Lizzy e Darcy, i disfunzionali prediletti del mondo

Tra una settimana Orgoglio e pregiudizio compie duecento anni, però sembra proprio un ragazzino.

«Devo confessare che ritengo Elizabeth la creatura più deliziosa mai stampata e non so proprio come farò a sopportare quelli a cui non piacerà» scrive Jane Austen alla sorella il giorno dopo la pubblicazione. Come per ogni capolavoro che si rispetti il travaglio era stato faticoso: dalle trattative con l’editore l’autrice era uscita con un certo malcontento («Egerton paga 110 sterline. Ne avrei volute 150, ma non potevamo essere entrambi soddisfatti») e prima ancora c’era stata la solita storia di rifiuti e riscritture (la prima versione era tornata al mittente senza neanche essere stata degnata di una lettura). Un mese dopo, in un’altra lettera, Austen rincara la dose:  «La sua predilezione per Darcy ed Elizabeth mi basta», taglia corto parlando della nipote, «Se vuole può anche detestare gli altri personaggi». Vedeva giusto. Tra film, fiction, musical, fumetti e adattamenti di ogni tipo, la coppia di Orgoglio e pregiudizio non è più solo la prediletta dell’autrice e dei suoi parenti, è diventata la prediletta del mondo intero. La signorina Bennet e il signor Darcy sono usciti dal salotto della famiglia Austen per invadere il nostro: basti pensare all’Inghilterra quando andò in onda lo sceneggiato della BBC con Colin Firth, le strade si svuotavano e le famiglie si riunivano davanti al televisore come da noi forse solo ai tempi di Rischiatutto. Se poi c’è qualcuno che pensa ancora che quello austeniano sia un culto di genere, farebbe bene a leggere questo libro di William Deresiewicz in cui l’autore – sì, un uomo – racconta come Orgoglio e pregiudizio l’abbia aiutato a mettere a fuoco dove stava sbagliando con la ragazza con cui usciva.

Partiamo da Elizabeth, detta Lizzy. È prima di tutto una secondogenita, come Jo di Piccole Donne, come lei non è particolarmente bella né elegante, ama leggere, adora un’angelica sorella maggiore. Ma le creature di Austen invecchiano meglio di quelle di Louisa May Alcott. Se papà e mamma March erano impastati di giudiziosa melassa dickensiana, i Bennet sono tutt’altro che rassicuranti: lei intrisa di volgare invadenza e ossessionata dall’accasare le sue ragazze prima e meglio delle figlie delle amiche, lui ironico e acuto quando è al sicuro nella sua biblioteca ma inetto e succube della moglie nel quotidiano.

La poveretta, dunque, vive un nucleo familiare disfunzionale e contemporaneo: genitori imbarazzanti, nevrotici dentro casa e ossequiosi in società, e in più sorelle minori capricciose e frivole. Eppure è una di loro, Lydia, a dare il guizzo risolutivo alla storia, scappando a Londra con un ufficiale mascalzone. Con quel gesto viola tutti i codici di un ingessato universo da salotto: prima fugge infangando l’onore della famiglia, poi, con il matrimonio riparatore, rimarca definitivamente la zitellaggine delle maggiori. In visita alle sorelle, si offre di aiutarle a trovare marito ostentando una bontà che suona come la beffa dopo il danno. Nella forza con cui Elizabeth la detesta, tutte le Elizabeth del mondo ritrovano l’invidia per chi riesce a campare splendidamente sul proprio egoismo; tanto lei quanto Lydia sono piene di difetti che la loro creatrice si diverte a portare alle estreme conseguenze. Quando si alza il sipario su di loro i personaggi austeniani sono sempre piccoli, e non solo sotto il profilo anagrafico: semplicemente non sono ancora inciampati nella loro prima occasione di crescita e, trovandoli impreparati e presuntuosi, quell’occasione finisce per travolgerli. Per Lizzy e Darcy l’uragano è l’improvvisa fuga della sorellina di lei con l’ufficiale detestato da lui, e tutto ciò proprio mentre loro, i prediletti, stanno mettendo a dura prova la propria attrazione con equivoci e figuracce. La più sbagliata proposta di matrimonio della storia della letteratura, cioè la prima dichiarazione di Darcy a Lizzy, suona antipatica non perché Darcy fa notare all’amata tutti i suoi difetti a partire dalla sgradevole famiglia in cui è nata (ha ragione), ma perché è evidente che quello è un facile colpo basso, per uno che ha un padre ricordato da tutti come “tanto una brava persona” e una madre scialba e anch’essa defunta. Son bravi a sentenziare sui genitori degli altri, quelli che tengono i propri in una cornice ovale spolverata dalla governante.

Austen, intitolando Prime impressioni la primissima e giovanile versione del manoscritto, sceglieva un titolo forse meno efficace ma altrettanto azzeccato di Orgoglio e pregiudizio. Le prime impressioni di Lizzy e Darcy sono sbagliate non per un qualche inganno di apparenze ma perché prodotte da personaggi la cui acutezza è saccente e acerba, la cui capacità nel riconoscere l’amore in sé e nell’altro è quella di due ragazzini disadattati. E nel frattempo, con la sottile soddisfazione di una tiranna, cioè di una grande romanziera, Austen lascia intendere che ne sa ben più dei suoi protagonisti su come va il mondo e funzionano i sentimenti. Mentre i personaggi sembrano brillare nei dialoghi scoppiettanti di cui l’autrice è maestra, lei li colpisce nel loro tallone d’Achille, dove l’orgoglio e il pregiudizio fanno più male, costringendoli a scendere a patti con l’antagonista che più disprezzano, a riconoscere la crepa più dolorosa in un’apparente inossidabilità. Uno dopo l’altro cadono tutti: Darcy ammette di essere cresciuto come un rampollo viziato, il signor Bennet di aver vissuto nell’indolenza, Elizabeth di non averne mai azzeccata una. Perfino Lydia fa marcia indietro sulla sua tracotanza e finisce per questuare Lizzy, finalmente signora Darcy, implorandola di non dimenticarsi di lei e dello stato di relativa povertà in cui si ritrova a vivere con l’effimero maritino. Ecco che come al solito i personaggi di Orgoglio e pregiudizio ci somigliano più di quanto vorremmo: sono fragili, sbagliano di continuo, conoscono la vergogna e l’umiliazione, cambiano idea. E si sentono soli. Darcy non ha familiari a cui chiedere consiglio e per Elizabeth sarebbe stato meglio non averne (Helen Fielding, per rispettare fino in fondo la sua ispirazione austeniana, avrebbe dovuto chiudere il primo Diario di Bridget Jones non con «fa’ come ti dice tua madre» ma con «fa’ esattamente il contrario»).

Nonostante il finalone più che lieto, non sono affatto sicura che la nostra coppia prediletta abbia poi resistito alla noia della vita di provincia o a un banale tradimento. So solo che a un certo punto Lizzy e Darcy scoprono di essersi sbagliati praticamente su tutto e non possono confessarlo a nessuno se non l’uno all’altra. Su una coppia che s’innamora in circostanze del genere, io continuo a scommettere.

frontespizio di pride and prejudice

metti una domenica a Messina

Trascorrerò questa fin di settimana nella cittadina avita, ragion per cui vorrei invitare tutti i missinisi che passano di qua a due imperdibili eventi cui prenderò parte domenica 20 gennaio 2013.

Alle 17 sarò al Teatro In Fiera Pinelli Occupato a parlare di Bruno il bambino che imparò a volare insieme a Tonino Cafeo. Mentre cercavo il link giusto ho notato che né sulla pagina Facebook né nel tumblr né in altri comunicati c’è il numero civico. Spesso neanche la via e assolutamente mai la città. Ho pensato che il luogo dove sei nato e cresciuto spesso è questa roba qui: il luogo in cui ogni angolo ti è familiare ma non sai come si chiamano le strade, tutto gira attorno due o tre nomi chiave e le indicazioni al massimo si danno con “vicino a”, “di fronte a”, “nella strada di sopra”. Tutti i messinesi sanno dov’è il Teatro In Fiera, tutti ci sono stati almeno una volta al saggio di pianoforte del nipote o alla recita amatoriale del prozio. I miei familiari, per esempio, lo riempirono a turni alternati una lunga settimana del 1991 per presiedere al mio sgraziatissimo saggio di danza moderna e già solo per questa cosa – che oggi mi appare come la tortura peggiore cui può un adulto sottoporsi senza essere costretto dai carabinieri – dovrei essere loro un po’ più grata. Se per caso comunque ci fosse a Messina qualche alieno, do notizia che il teatro si trova in viale della Libertà. Era in stato di abbandono da un po’ di tempo e dal 15 dicembre 2012 è stato riaperto da un’assemblea di cittadini.

Terminato l’evento volerò al Sabir, in via Catania 62 (è un posto relativamente nuovo, quindi l’indirizzo si dà – ed è anche un posto splendido, perché era un’antica tipografia e ospita oggi, oltre all’associazione culturale, anche una delle mie case editrici preferite nonché orgoglio cittadino: Mesogea). Dalle ore 18 ci sarà infatti una staffetta per ricordare Vincenzo Consolo, che è morto un anno fa (mi sembra ieri che scrivevo questa cosa). Copincollo il comunicato di Sabir, preparo le pagine di Consolo che metterò in valigia, e per ora passo e chiudo.

“Di qua dal faro, le voci dell’ignoto marinaio
Pomeriggio dedicato a Vincenzo ConsoloNel giorno del primo anniversario della scomparsa di Vincenzo Consolo,

Mesogea, Sabir e I cappellai matti rendono omaggio
al grande scrittore e all’amico con una staffetta di letture tratte dalle pagine dei suoi libri.
Invitiamo tutti a partecipare portando la pagina, il brano, il frammento che di lui vi è più caro.
O, semplicemente, stare ad ascoltare.
A intervallare le letture, una serie di immagini e suoni legati allo scrittore e ai suoi libri.
Per l’occasione i nostri ospiti troveranno dolci fatti in casa, l’immancabile tè e due chiacchiere in piazzetta.”

Bruno un anno dopo

In Italia Bruno usciva in libreria esattamente un anno fa e proprio in questi giorni Bruno el niño que aprendiò a volar esce in Spagna, per la casa editrice A buen paso. Qui potete sfogliare un assaggio dell’edizione spagnola.

BRUNO_spagna

Ed ecco dove troverete me e Bruno in occasione della settimana della Memoria:

– Lunedì 21 gennaio 2013 dalle ore 11
la Feltrinelli Libri e Musica, via Etnea 285, Catania

–  Mercoledì 23 Gennaio 2013 dalle ore 11:00
la Feltrinelli Libri e Musica, Galleria Alberto Sordi, piazza Colonna, 31/35 – Roma