il mio momento preferito dell’estate è quando finisce

Faccio parte di quelli che non hanno mai veramente fatto i conti con la fine del liceo e hanno il capodanno mentale fermo al primo settembre, anche perché quell’altro è il mio compleanno e al compleanno si esprimono i desideri, mica i buoni propositi. E allora ecco le liste del 31 agosto 2012 che ci sta per lasciare – son liste sempre più piccine, si accorciano e si ridimensionano di anno in anno, un po’ come le aspettative.

prodotti in scadenza, in numero di due:

#prodottoinscadenza.01: visto che su agosto ci ho scritto un libro pe’ regazzini che non è solo pe’ regazzini, fate in tempo a comprarvelo con un clic prima di mezzanotte;

#prodottoinscadenza.02: i miei consigli di lettura per l’estate per Grazia.it stanno qui, prendete e trasportatene verso l’inverno;

cose di cantare, sempre in numero di due:

#lastocantando.01: mettiamo che si possa fare, di ferragosto, perché voglio mettermi avanti e prenotare un posto: ;
#lastocantando.02: agosto, le cinque di sera ed è già buio pesto, l’inverno d’agosto:  (di questa è bellino anche il video);

cose di agosto che non c’entrano direttamente con agosto, in numero di una:

#cerchiochiudismi.X: in questa intervista sul Corriere del Mezzogiorno parlo di questo blog.

(E insomma, la mia stagione s-preferita è finita anche quest’anno. Che sollievo. Ciao, SaporeDiSale).

la signorina Elsa fa cent’anni, e pur di non lavorare faticò

Una notte di luglio 1992, in una casa al mare, una me stessa ginnasiale faceva tardi per finire di leggere La storia, scoppiava in singhiozzi facendo accorrere madre&miglioreamica che ciarlavano nell’altra stanza, si scansava con “non è niente”, si struggeva di tristezza e intanto imparava una cosa: ch’Elsa era Elsa, ed era così che bisognava scrivere le storie. Così come? Così, in modo che l’unica cosa importante fosse leggerle fino alla fine senza mai staccare gli occhi, empatizzando da cani, non avvertendo in sé altro bisogno che seguire i fatti.

L’anno scorso, nel giro di pochi mesi, ho avuto almeno due sequel di quella notte: una menzione a un premio che porta il suo nome e l’onore di portare in scena un testo ch’era un adattamento di un libro suo.

Oggi Elsa avrebbe compiuto cento anni. Qui è stata magnificata subito, come ogni nume tutelare che si rispetti, però è nella scritta sopra queste righe, nel titolo stesso di questo blog dove – così come nella vita della sua proprietaria – pur di non lavorare si scrive, è qui che si annida a sorpresa colei che nell’isola di Arturo fece dire: «Il lavoro non è per gli uomini, è per i ciucciarielli. Anche una fatica, magari, può dar gusto qualche volta, ma non il lavoro».
Buon compleanno Elsa, da mare a mare.

corvi al Pigneto, e ricci al di sotto delle aspettative

Molti anni fa, quando ero una giovanotta confusa alla ricerca di una casa e di una qualche forma di me stessa, scrissi un racconto su quello che sarebbe diventato il mio quartiere. Qualcuno l’ha ripescato e l’ha messo on line, quindi se volete sapere di cosa parlo quando parlo del duemilacinque, ecco come fu la prima volta che misi piede al Pigneto. La casa l’ho trovata. Circa me stessa, ho poi scoperto che non sarebbe stata una ricerca interessante e ho avuto il buon gusto di dedicarmi ad altro.

Ah, e se ‘sto racconto non vi piace o non vi interessa, sappiate che della sproporzione delle aspettative non ho colpa. Ho appena scoperto che dovete prendervela con la genetica. O con la tricologia.