#maggiodeilibri – I’m coming

Da Milano a Napoli passando per Genova, Parma, Roma, L’Aquila, Firenze, Bari, Palermo. Comincia il maggio dei libri e, insieme, *la valigia dei libri*, ovvero la sezione dedicata all’incontro fra i ragazzi e la lettura. (Qui il programma completo).

Per un mese, dal 26 aprile al 22 maggio, a spasso per l’Italia (in mezzo, tra l’altro, ci sono il Salone del Libro, altre presentazioni di Bruno un po’ ovunque nonché l’uscita del prossimo tomo), parlerò ai ragazzi delle scuole medie di nove città d’Italia di: leggere, viaggiare, fantasticare, scrivere, di nuovo viaggiare, di nuovo leggere, di nuovo fantasticare e, perché no, di nuovo scrivere.

Per questa iniziativa avrò un blog, come anche gli altri (Gianluca Morozzi, Mario Desiati e Igiaba Scego per le scuole superiori; gli illustratori Brunella Baldi e Francesco Chiacchio per le elementari: eccoci tutti qua).
Questo è l’indirizzo e ci scriverò dopo ogni incontro e non solo.

Biglietti, appunti, voucher, libri di riferimento e quant’altro sparsi sul mio pavimento in attesa di essere stipati in valigia. Tutto un po’ piramidalmente incasinato, come i giorni da incastrare, la vita attorno da far ruotare, le scritture da portare avanti (scrivanie improvvisate in vagoni Trenitalia, in bar e caffè, in tavolini d’albergo: I’m coming), eppure non ci posso fare niente: a me le partenze mettono di buon umore.

Bruno sull’isola, sotto al vulcano, insieme a me e al peggio degli antenati [ostrogoti degenerati, soprattutto]

“…siciliani, mulatti essi stessi non per errore di una madre baldracca ma per storia di generazioni, nati da incroci di levantini malfidi, arabi sudaticci e ostrogoti degenerati, che hanno preso il peggio da ciascuno dei loro antenati, dei saraceni l’indolenza, degli svevi la ferocia, dei greci l’inconcludenza e il gusto di perdersi in chiacchiere sino a spaccare un capello in quattro”.

(Il cimitero di Praga, Eco, p. 17)

(Tanto perché l’incipit sia di nuovo ve l’avevo detto): la prossima settimana l’inconcludenza e il gusto di perdersi in chiacchiere mi riportano in luoghi oriundi insieme a Bruno il bambino che imparò a volare.

* Giovedì 19 aprile 2012 ore 18 al Palacultura di Messina, attorniata dalle tavole originali di Ofra Amit, parlerò del libro con Giovanni Lauritano. A seguire verrà proiettato il film su Bruno Schulz dei fratelli Quay. Organizza l’incontro la libreria Mondadori.

* Venerdì 20 aprile 2012 ore 16 alla Biblioteca Comunale di Zafferana Etnea racconto il mio libro insieme a Margherita Verdirame e Giusi Germenia, in occasione della (ottima) Festa del Libro organizzata dal Circolo Didattico.

Lo so, le immagini degli inviti sono piccine. Cliccateci su e pufff come per magia diverranno leggibili.
See you, traducibile in figghioli, vidèmunni.

lunedì mare, martedì (senza) cinema, mercoledì poi si vede

Oggi è martedì, ieri sono stata al mare. Era il lunedì di Pasqua, forse uno dei pochi giorni di (semi)vacanza degli ultimi mesi. Tornando avevo la sabbia sulle scarpe, perché ovviamente non ci eravamo trattenuti dal compiere «quel rito inevitabile e abusato, corremmo coraggiosi e scalzi lungo la battigia ()».
Mentre mi lasciavo sbaragliare le narici dall’odore di alghe che svetta fra le mie droghe preferite, mi sono accorta che non andavo al mare da ottobre e di tutte le mie cose assurde questa di dimenticarmi di andare al mare in inverno mi è sembrata la più assurda. Un inverno tra i più faticosi della mia vita, tra i più soddisfacenti anche, un inverno con la neve sul Colosseo (così esotico, per una terrona!), l’inverno che ho avuto in dono il Kindle e la chitarra e non so con cosa me la cavo peggio (con la chitarra ovviamente), l’inverno in mezzo al quale è uscito Bruno e alla fine del quale uscirà Agata (ciao, ve lo presento: maggio 2012, fra un mese esatto – per ora basta così, credete che non meriti quantomeno un post a parte?).

Oggi è martedì, ieri sono stata al mare, domenica andrò in Sicilia, dove non tornerò mai ad abitare ma dove devo tornare ogni tanto a ricordarmi da dove vengo, da dove scappo. Qualche settimana fa mentre sentivo Grossman parlare del fatto che gli ebrei non possono non scrivere, pensavo la stessa cosa degli isolani. Non solo Sciascia («per vivere in Sicilia ci vuole molta immaginazione»), ma anche un Bufalino che ti porti dietro sempre: «il luttuoso lusso d’esser siciliani». Ci insegnano con l’aria da maestrini che i lutti si devono elaborare ma nessuno dice che non s’è mai visto un lutto elaborato, io per esempio non so com’è fatto – tutto quello che so è che, dell’elaborare lutti, mi piace l’*intanto* del fare (libri, film, quadri, invenzioni scientifiche, l’uncinetto, il pane caldo, quello che preferite). Il resto mi pare perder tempo: non s’è mai visto uno che s’è risolto i problemi, tutto sta nel trascinarseli elegantemente.

Ieri sono stata al mare. Oggi è martedì, il primo in cui su SettePerUno non trovate le mie ciarle (l’ultima: A spasso con Daisy): la Rubrichista Sentimentale stacca fino a settembre, per non soccombere all’agenda. Per esempio, dalla fine del mese di aprile fino alla fine del mese di maggio sarò in giro per l’Italia per il maggio dei libri. E poi altre cose. Perché? Per il puro gusto di combattere l’inutile, come dice Zadie Smith nel primo di questi due brevi saggi, come piace dire a me, come – as usual – ha già detto da dio un certo Francesco Guccini.

di debiti, bambini e visioni – di malinconie e sorprese e teste grosse, qualcuna mal pettinata

Ve ne avevo parlato ed eccolo on line: il documentario di Matthias Frickel su Bruno Schulz e i folli che si sono messi sulle sue tracce. Parlano Jonathan Safran Foer, il regista Benjamin Geissler, la drammaturga Claudia Philipp, la rock band polacca Bruno Schulz Band, fotografi, registi, artisti, e ci siamo anche io e Ofra Amit con il nostro libro di Orecchio Acerbo, riprese prima al bar Necci, poi a San Giovanni e poi alla galleria Tricromia [era il 27 gennaio 2012, un giorno veramente pazzoide, di quei giorni in cui succedono tante di quelle cose che pare un anno intero].

Vabbè, riguardandolo mi sono emozionata, chevvelodicoaffà, pure io ho un cuore. La prima cosa che ho pensato: com’ero stanca in quel periodo, si vede talmente tanto che vanitosa come sono m’ero invece dimenticata di pettinarmi. La seconda: complimenti, Frickel ha fatto un gran lavoro. La stessa sorpresa che ho provato conoscendo Ofra, dopo che il nostro libro era stato pubblicato, ovvero: come due persone possono avere tanta affinità pur non essendosi mai viste ma incontrate nel territorio apparentemente neutro di un libro che hanno amato – ecco, questa stessa sensazione ho pensato che sarebbe stata possibile con molte delle (forse tutte le) persone che sono state intervistate e che hanno raccontato come Schulz ha ispirato una o tutte le cose che avevano scritto, fatto, cantato, disegnato.
E ho pensato al mio debito con questo bambino dalla testa grossa. Un debito decennale che il libro con Orecchio Acerbo ha in parte saldato aprendo nuovi capitoli, nuovi voli, nuovi stupiti chissà.

Per vedere il documentario in inglese: qui.

Per vederlo in tedesco: qui.

racconti per Nisida, isola d’Europa

Dal blog di Maria Franco:

“Il libro – che racchiude gli scritti di sei autrici, Emilia Bersabea Cirillo, Daniela de Crescenzo, Antonella del Giudice, Antonella Ossorio, Patrizia Rinaldi, Nadia Terranova, introdotti da un racconto di Maurizio de Giovanni e da uno splendido sonetto di Yves Bonnefoy, tradotto da Valeria Cacace; copertina di Cecila Latella – è stato amichevolmente edito, fuori commercio, da Mario Guida.

Con i Racconti per Nisida, isola d’Europa, si conclude la trilogia narrativa del progetto Nisida come Parco letterario, cui stiamo ancora lavorando.
Il libro sarà ufficialmente presentato a Nisida il 3 maggio”.

Il mio racconto si intitola Marinai e guerriere ed è stato ispirato dalla storia di Porzia e Bruto. Con Maria Franco e i ragazzi dell’Istituto Penale Minorile, e poi da sola, nell’autunno scorso ho lavorato su tre parole: amore, morte, solitudine. Le tre parole attorno cui credo valga la pena scrivere.
Partecipare a questa esperienza è stato uno di quei momenti di frontiera che a volte capitano nella scrittura. Di questo, del lavoro che fa ogni giorno e di altre cose che non sono brava a dire, ringrazio Maria. Qualche tempo fa, qualcuno un pochino più importante di me l’ha ringraziata così.

alla ricerca dell’infanzia perduta, con Bruno Schulz e chi lo ama

In questi giorni sta andando in onda un po’ in tutto il mondo un documentario di Matthias Frickel, giornalista della Deutsche Welle, su come oggi artisti di ogni genere leggono, ricordano e raccontano Bruno Schulz. Ha intervistato musicisti (la Bruno Schulz Band), scrittori (Jonathan Safran Foer e, ehm, me), registi (Benjamin Geissler), illustratori (Ofra Amit) e tanta altra bella gente di cui vi direi se avessi visto il documentario.

Per pubblicizzarlo ha usato poi un’immagine di Ofra tratta dal nostro libro, cosa che ci rende sempre molto orgogliose.

[Eh, non sono ancora riuscita. Però chi l’ha visto mi ha detto che è davvero bello. Dura quarantacinque minuti.]

Documentaries
In Search of a Lost Childhood – The Cruel Fate of Bruno Schulz

It is said of Bruno Schulz (1892 – 1942) that he “was born as an Austrian, lived as a Pole and died as a Jew.”

Bruno Schulz – the author on the steps of his house

Often compared to Kafka, the writer and artist was almost forgotten despite a small but powerful body of work, which has now been published in more than 30 languages. Artists from all over the world are gathering in his birthplace Drohobycz, now in Ukraine, to perform some of the writer’s works on stage. And a German documentary filmmaker goes on tour with a meter-high tableau of some of Schulz’s last paintings. Inspired to exhume a new story from an existing text, Jonathan Safran Foer has taken his favourite book, Schulzs The Street of Crocodiles cutting into and out of the pages, to arrive at an original new story. What is it about the imagination of Bruno Schulz that continues to captivate more and more people to this day, a man whose creativity was driven by a perpetual search for lost childhood? The documentary The Cruel Fate of Bruno Schulz explores this question and introduces the life and work of this eclectic artist.

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