come un Kindle in una libreria (buon 2012)

Quest’anno Babbo Natale mi ha portato il Kindle e sono entrata nel meraviglioso mondo degli ebook. Poche ore dopo averlo stretto tra le mani ero già entusiasta: si legge benissimo, pesa un millesimo di grammo, oh guarda ho anche trovato la custodia da borsetta, ma ti prego hai visto quanti introvabili o gratuiti da scaricare, per non parlare della facilità di leggere in lingua con i dizionari incorporati.
Insomma, poche ore e già guardavo con distacco la mia libreria. O meglio quel che ne restava. Per mesi ho avuto libri ovunque, sul divano, per terra, ammonticchiati, perfino sotto l’albero di Natale, da più di un anno, da quando cioè gli scaffali avevano ceduto, i miei libri avevano perso l’ordine alfabetico, l’ordine letti/da leggere, l’ordine narrativa/filosofia/arte/eccetera, insomma qualsiasi ordine possibile. Graphic novel e racconti, italiani e stranieri, tutto nel calderone, un po’ ovunque. Il Kindle era venuto a salvarmi.

Poi è arrivato il 26 dicembre, quel giorno un po’ sfigato e perfetto per pianificare la Rivoluzione.
Ho cominciato piano, pensando di mettere in ordine solo un po’. E poi non ho più potuto smettere.

Oh ma guarda avevo preso anche questo?
E questo quando l’ho letto?
E questo perché non me lo ricordo?
Mmmmhhh, questo. Questo sa di estate e di paradiso.
E questo? Questo me l’ha regalato…
Peccato non avere più la mia copia di… L’ho regalata, e neanche se la meritava.
Se non trovo immediatamente i miei racconti di… metto le mani addosso a qualcuno!
(a chi poi?)
Non mi ero accorta di avere tanti fumetti.
Mi sa che è arrivato il momento giusto per questo romanzone.
Ah ah, questo me l’ha regalato l’autore, e quest’altro l’ho comprato perché alla sua presentazione non c’era nessuno. Però magari è carino.
E questo, questo? L’avevo preso in viaggio ma è una mezza sòla.
Oddio, quest’autore l’amavo quando facevo quell’altro lavoro, sembra una vita fa.
Oddio e quest…
… non ci posso credere.
Lo apro piano.
La prima pagina.
Tra la copertina rigida e la prima pagina.
Un biglietto ferroviario, dieci gennaio duemilatre, Roma sola andata.
Oh, il biglietto nel libro che leggevo in treno il giorno in cui ho cambiato vita.
(Bambini nel tempo di Ian McEwan).
Mi sono fermata e, in mezzo a tutti quei libri sparpagliati per terra, ho pianto.

Rimetterli in ordine è stato più facile del previsto. Poche ore dopo rivivevano sugli scaffali, semiscomposti e semiperfetti, come in ogni libreria viva che si rispetti.
Libreria che non sarà mai completa né del tutto ordinata, perché non è dipinta sui muri di casa, perché non sta mai ferma, perché si aggiorna, acquista pezzi, li rompe e qualche volta li perde.

Ho trovato anche il posto per il Kindle, che continuo ad adorare e a scoprire. Quando non lo uso, lui e il suo caricabatterie stanno su uno scaffale in mezzo ai libri. Come il nuovo nel vecchio. Come quello che auguro per l’anno nuovo a chiunque passi di qua: di vivere come un Kindle in una libreria. Dunque, felice 2012 a chi è curioso, a chi pensa che la propria storia vale qualcosa, a chi pensa che le persone e i libri non hanno la data di scadenza, a chi sa integrare, scoprire e mai dimenticare.

5 thoughts on “come un Kindle in una libreria (buon 2012)

  1. il mio ereader è entrato in casa lo scorso anno….sarà perchè sono un uomo dell’altro secolo, ma preferisco i vecchi libri; tuttavia credo che l’ebook rappresenti il futuro per gli autori, visto che editori seri in giro se ne vedono pochi, leggi la proposta che fa Amazon.it.

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