il meglio della rete #16 altrimenti detto “il taccuino del giovedì”

  • Scopro, via SettePerUno, le foto fiabesche di Wonderlandadventures (tra le preferite: questa, questa e questa);
  • canticchio Parachute con il video di Ingrid Michaelson;
  • organizzo gli appunti per la serata dei Librintesta sull’Uomo senza qualità: sabato 30 aprile alle 18, libreria Croce, corso Vittorio Emanuele II n. 156, Roma (ingresso libero, locandina qui);
  • blog restyling: ipotizzo una nuova rubrica con i consigli di lettura e mi accorgo che è tempo di resuscitare oi dialogoi;
  • mood: Mia Farrow style (un quadrifoglio anche per me, grazie).

il meglio della rete #15 ecceterà e comsì comsà

  • Oggi è la giornata mondiale del libro: c’è tutto quel discorso di San Giorgio, del libro e della rosa, e allora perché non regalare libri e semi di fiori? L’abbinamento è delizioso: date un’occhiata al catalogo di Eugea (a me hanno regalato questa meraviglia di Emily Dickinson);
  • se pensate che la cucina macrobiotica sia noiosa guardate questo blog, lo seguo silenziosamente da anni;
  • Guccio si è sposato. No, niente, gli si fanno tanti auguri ma si soffre anche un po’;
  • autori e attori: il 2o aprile abbiamo inaugurato una jam session teatrale al Muzak di Testaccio; se vi interessa partecipare con i vostri testi brevi, l’appuntamento è per il 25 maggio, tema “Vulcani”. Se volete scoprirne di più, date un’occhiata qui;
  • a proposito della piccola scuola di scrittura per Rai Junior, sono finita anche sul tubo (ommamma);
  • con qualche giorno di ritardo ho finito una specie di prima stesura. Nulla è certo. Neanche il titolo. Ecchissene? Certo. Ma questa era la mia faccia, stamattina, alle 12.06, quando appena uscita dalla doccia correvo a siglare con l’ultima frase.

la piccola scuola di scrittura di Rai Junior #1

Due settimane fa sono stata invitata da Rai Junior a partecipare a un videocorso di scrittura per bambini, che coinvolge diversi autori e i loro libri.

Ecco le prime tre puntate (ciascuna dura pochi minuti):

  • Qui racconto com’è nata l’idea di Caro diario ti scrivo;
  • qui leggo l’incipit del diario immaginato di Anna Maria Ortese (di Patrizia Rinaldi);
  • qui l’incipit del diario immaginato di Jane Austen (mio).

Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti.

LEUCOTEA Circe, perché non l’hai ucciso?

CIRCE Ah, sono davvero una stupida. Qualche volta dimentico che noialtre sappiamo. E allora mi diverto come fossi ragazza. Come se tutte queste cose avvenissero ai grandi, agli Olimpici, e avvenissero così, inesorabili ma fatte di assurdo, di improvviso. Quello che mai prevedo è appunto di aver preveduto, di sapere ogni volta quel che farò e quel che dirò – e quello che faccio e che dico diventa così sempre nuovo, sorprendente, come un gioco, come quel gioco degli scacchi che Odisseo m’insegnò, tutto regole e norme ma così bello e imprevisto, coi suoi pezzi d’avorio. Lui mi diceva sempre che quel gioco è la vita. Mi diceva che è un modo di vincere il tempo.

LEUCOTEA Troppi ricordi di lui. Non l’hai fatto maiale né lupo, e l’hai fatto ricordo.

CIRCE  L’uomo mortale, Leucò, non ha che questo d’immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti.

LEUCOTEA Circe, anche tu dici parole.

CIRCE  So il mio destino, Leucò. Non temere.

Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò