Autoritratto attraverso mio padre

Michelangelo Pistoletto
Autoritratto attraverso mio padre (1933-1973)
Un’ora dedicata ai 31 giorni del mese di marzo 1977
1977

1/31 Lasciare un’eredità ai padri
2/31 Mi specchiai in mio padre finché la mia mano non fu grande come la sua
3/31  Mio padre non previde, perché guardava nel mio stesso passato
4/31 Previdi di avere un padre e così fu
5/31 Ho ritrovato in questo disegno di me stesso i tratti di mio padre
6/31 Non ho disegnato per telefono ma per tempo
7/31  Questo disegno mi ripropone l’immagine di mio padre
8/31 Alcuni mesi prima non avevo immagine, ero solo oggetto, come sono ora
9/31 La distanza è solo quella del medium
10/31 Mio padre fu il mio specchio, illuminato dalla sua luce
11/31 I suoi occhi furono i miei sulla carta
12/31 Egli ha fatto sì che io sappia attraverso lui ciò che lui non sapeva
13/31 Io ho fatto sì di sapere attraverso di lui ciò che lui ed io non sapevamo
14/31 Abbiamo fatto sì di essere io e lui ciò che si doveva sapere
15/31 Ciò che sarà, potrà cambiare quanto ciò che è stato sta cambiando
16/31 Tutto ciò che mi mostra me stesso è il mio specchio
17/31 Io non sono mio padre soltanto perché entrambi siamo specchi. Uno specchio non riflette se stesso ma ciò che gli sta di fronte
18/31 Esiste solo uno specchio, quello che ti può mostrare la tua immagine
19/31 Uno specchio non è qui adesso, in quello specchio io mi voglio vedere
20/31 Se lo specchio capovolge la situazione così pure la pittura la capovolge, ma due volte
21/31 Sembra strano guardare indietro, eppure lo specchio va guardato dal suo stesso verso
22/31 Quando si esce dall’oggetto, allora bisogna percorrere tutte le strade dell’immagine in ogni sua complicazione per ritrovare nuovamente l’oggetto
23/31 Quando si esce dal gene, cioè dall’oggetto, si diventa immagine per gli altri e per se stessi
24/31   Mia madre vide me e mio padre, due specchi che ribaltavano lo stesso sesso all’infinito. Essa fu al centro di questo spazio
25/31 La parola astrazione astrae l’astrazione e così via
26/31 Quanti sono gli occhi che si allontanano dal centro per creare lo spazio?
27/31 Due occhi facevano parte di una stessa cellula, il mio occhio sinistro e quello destro ora sono distanti tra loro. Ecco l’immagine.
28/31 Tornare alla carne col pensiero
29/31 Egli previde il mio pensiero usando mezzi di pensiero. Così il rapporto è uomo + pensiero, non padre e figlio
30/31 Si voleva volare? Ecco gli strumenti!
31/31 La mia eredità sarà uno spazio vuoto

(Prima pubblicazione: Edizioni Lucio Amelio, Napoli, marzo 1977)

il meglio della rete #12 e anche un po’ di tutt’intorno

  • Su Paperblog un’inchiesta di Laura Costantini e Marilù Oliva sul tema: le donne e la scrittura. Sono state intervistate scrittrici ed editor sull’ipotesi della discriminazione sessista in editoria e ci trovate dentro anche la mia risposta;
  • il fotografo Ben Heine sovrappone disegni e foto con risultati interessanti: mi ha molto divertito sfogliare la sua galleria Pencil vs Camera;
  • libri da mangiare. Chi mi conosce sa che fra i miei culti ci sono i libri di cucina. Fashionotes segnala questa meravigliosa collana di classici gastronomici editi da Penguin e io ho già l’acquolina in bocca;
  • il venticinque marzo, presso Le Mura a San Lorenzo, via di Porta Labicana 24, ci sarà una festa per il secondo compleanno di SettePerUno. Valentina Aversano leggerà un racconto mio e uno di Fabiano De Micheli, Alessandro Baronciani disegnerà una parete del locale, Fabrizio Gabrielli presenterà l’ultimo numero della rivista Prospektiva e Giulia Blasi leggerà brani dal suo nuovo romanzo. Poi si balla. Venite?