‘o criaturo

Più o meno da oggi è in libreria ‘o criaturo.

Una cosa che non vi ho ancora detto è che ci sono i videocommenti alla fine di (quasi) tutti i racconti: si accede tramite codice QR, sempre se avete uno smartphone o qualcosa che gli somiglia.
(Io ho un telefonino dell’ottantadue: evito di rivedermi/risentirmi e millanto un po’ di dignità però prima o poi non resisterò a sbirciare quelli degli altri).

(anticipo di) forchettata di cavoli miei

Nelle pagine qui a fianco, in cui racconto a chi passa di qua chi sono e cosa faccio, ci sono due nuove nate: libri per ragazzi e romanzi.

Prima di fare solo la scrittora, quando bazzicavo altri mestieri che avevano a che fare coi libri, ho lavorato per un po’ anche nell’editoria per ragazzi. Da allora non ho più smesso: quando entro in una libreria non manca mai una visita al settore da cui esco felice e carica di libri come, appunto, una bambina – e puntualmente alla cassa: “Pacchetto? Sono un regalo?” “No, sono per me”. Perché pochi, troppo pochi, fra gli scrittori che si vantano d’essere contemporanei si accorgono delle chicche nascoste in quegli scaffali? Di quanto sia importante e proficuo averne contatto e conoscenza, anche solo per trasportare quell’universo nella propria scrittura “per adulti”?
E insomma l’anno scorso mi viene l’idea di un libro per ragazzine che raccontasse in una forma un po’ insolita la vita, da dodicenni, di alcune scrittrici che ho amato, ne parlo con Patrizia Rinaldi che aveva appena vinto l’Elsa Morante Ragazzi e ho la fortuna di avere come amica, l’idea la entusiasma, propone a sua volta le sue scrittrici e ci mettiamo a scrivere. Ne viene fuori un libro che sarà presentato a marzo in occasione della fiera di Bologna e sarà indirizzato, come direbbe Patrizia, sia ai bambini che ai bambini cresciuti. Grazie all’editore Sonda per averci scommesso e creduto senza riserve.

Romanzi. A giugno uscirà per Fernandel un romanzo a quattro voci in cui credo molto, scritto insieme ad altre tre autrici. Ciascuna di noi ha dato voce a un personaggio diverso che si attorciglia con gli altri in un’unica storia. La copertina è bellizzzzzima e questi mesi che mi separano dall’averlo fra le mani mi sembrano infiniti. Ci stiamo ancora lavorando e non vedo l’ora di potervi dire di più.

E insomma. Con qualche sorriso, interessanti equilibri precari, occhi bene attenti e un’ipotesi di primavera seria e fanfarona insieme, senza soluzione di continuità. Un po’ così, insomma.

(l’immagine viene da qui)