A te che mi leggi e ci metti il tuo mondo dentro perché allora vuol dire che sono riuscita a farti amare un pezzettino del mio.

A te che mi hai detto ora basta, piantala di girarci attorno, molla tutto e mettiti a scrivere, sei una scrittrice. A te soprattutto. E poi.
A te che mi hai detto ma dai? Veramente hai mollato tutto e ti sei messa a scrivere? E mi hai guardata per capire se ero una scrittrice.
A te che mi hai detto è un azzardo, te ne pentirai, al giorno d’oggi, è una pazzia. E vivi benissimo senza sapere cos’è una scrittrice.
A te che mi hai letta e hai detto bello. A te che mi hai letta e hai detto bello, scrivi ancora? A te che mi hai letta, hai detto bello, scrivi ancora, perché non scrivi qualcosa per me?
A te che mi hai detto sai, pensavo, potremmo scrivere qualcosa insieme, e poi l’abbiamo fatto. A te che ti ho detto sai, pensavo, potremmo scrivere qualcosa insieme, e poi l’abbiamo fatto pure quello.
A te che mi hai detto interessante quello che hai scritto però secondo me si potrebbe sistemare così e così, e io non ho trovato che fosse la scelta giusta. A te che mi hai detto interessante quello che hai scritto però secondo me si potrebbe sistemare così e così, e stavolta era la scelta giusta.
A te che mi hai chiesto ma da dove ti vengono le idee? E io non sapevo cosa rispondere. A te che mi hai detto sogno i tuoi libri impilati all’ingresso delle grandi librerie e io non sapevo cosa rispondere ma volevo abbracciarti dallo schermo di un telefonino. A te che mi hai detto questo racconto è quello giusto, a te che mi hai detto questo racconto è sottotono, a te che mi hai detto questo racconto è perfetto, a te che mi hai detto questo racconto secondo me è un romanzo. A te che ti ho detto sai che c’è, siamo sempre nelle antologie, ora ne facciamo una noi, ti piace la mia idea? E mi hai detto sì.
A te che mi hai risposto senza sapere chi ero e mi hai detto che ti era piaciuto quello che avevo scritto. A te che mi hai risposto senza sapere chi ero e mi hai detto che forse ti può interessare quello che ho scritto. A te, soprattutto, che il 2011 sia un anno della forma che vuoi tu.

Io intanto saluto il 2010 ricordando uno dei suoi momenti migliori.

One thought on “A te che mi leggi e ci metti il tuo mondo dentro perché allora vuol dire che sono riuscita a farti amare un pezzettino del mio.

  1. a te che sai tutto delle mode letterarie e non letterarie, ma poi ne fai una tua e buonasera, a te che hai memoria e conoscenza di granito e non le esibisci, a te che l’infanzia difficile mammamiabella, a te che cammini a testa alta e peccato per chi la tiene bassa, a te che scrivi così bene, ma così bene, a te che se ti penso sorrido, auguro di continuare a somigliarti. al resto del mondo auguro di non perdersi una scrittrice così.

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