dieci cose che ho pensato sulla scrittura ma che non posso pensare di aver pensato però le ho pensate*

(immagine by Inkspinster)

 

1) Non puoi barare. Se su carta non hai sviscerato budella, il lettore lo sente e si annoia. Ci sono giorni che sei allo stremo delle forze e proprio non ce la fai ad affrontare quell’incrocio fra session psicoanalitica e mattatoio che è tutte le volte. Come darti torto. Ma allora non scrivere. Esci, annaffia le piante, vai a comprarti un vestito. Ma non perdere tempo a scrivere. Altrimenti, se sei onesto, il giorno dopo cestinerai quell’innocuo prodotto. Innocuo è l’insulto peggiore che si possa fare a uno scritto.

2)  Scrivere a quattro mani può essere divertente e proficuo. Verifica che ci sia una sana dissonanza stilistica. Annusa comunanza di obiettivi. Lascia l’amicizia fuori dal lavoro: quello che ci metterete dentro sarà ancora più bello (e l’amicizia, fuori, resterà intatta).

3) Non esiste l’orario migliore. Esiste la cosa che devi scrivere in quel momento.

4) Non esiste il luogo adatto. Esiste l’urgenza.

5) Non si scrive meglio né con la penna né con il computer. Esiste il momento in cui per caso lì si trovano un mouse e una tastiera, una penna e un quaderno, un rossetto e uno specchio, la tastiera di un telefonino o un semplice taccuino bianco dentro al tuo cervello.

6) Se sei a corto di idee sfoglia Dante, Shakespeare o Omero. Quasi sempre ti suggeriranno una risposta.

7) Se è il giorno del “quasi” e non quello del “sempre”, vedi punto 1).

8 ) Le scadenze solleticano e servono. Se non sei capace di dartele, trovati un datore di lavoro schiavista.

9) Cerca di farti pagare per scrivere. Non importa se ci riuscirai: ponitelo come obiettivo. Se ti sembra venale, ricorda che Truman Capote diceva che non avrebbe potuto scrivere una sola riga non retribuita.

10) Dimentica uno per uno ciascuno di questi stupidi e soggettivissimi punti e fai a modo tuo. Tranne il punto 1).

* thanks to Moroz per la suggestione del titolo

5 thoughts on “dieci cose che ho pensato sulla scrittura ma che non posso pensare di aver pensato però le ho pensate*

  1. ahahah…è vero non si capisce da come ho scritto …non trova “la chiusa”, si dice così? E’ un suo racconto, uno dei tanti:)

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