Messina per principianti

È da più di un anno che non torni nel posto in cui sei nata. Sedici mesi che di colpo sembrano un secolo oppure l’altro ieri, a questo pensi sulla nave traghetto che naturalmente si chiama Caronte.

Come sempre trovi almeno dieci gradi in più che nel resto del mondo. Ti spogli di maglioni e giubbotti e già che ci sei anche delle facce che non ti servono, degli affanni di cui vivi e che improvvisamente sembrano babbarie per i poveracci della terraferma.
Hai quarantott’ore. Vuoi andare a trovare i vivi e i morti. Non necessariamente in quest’ordine. Non c’è ordine in Sicilia. Solo un rito d’avvio: inzuppare la brioche nella granita.

La tua carrozza a forma di zucca è la macchina di R, donna eccezionale e per giunta tua parente. È lei ad accompagnarti. Non si può avere un’idea di ciò che riuscirai a digerire. A qualsiasi ora del giorno, in ogni casa a cui busserai, qualcuno aprirà il frigo e attenterà al tuo indice glicemico

poi ti ficcherà in borsa conserve di ogni sorta facendo aumentare esponenzialmente il peso specifico della valigia del ritorno.

Non potrai sottrarti a tavole imbandite apposta per te, che si tratti di un nocciolino (caffè e gelato alla gianduia)

o di una focacciata con birra del sole e patruni e sutta

(e intanto da un capo all’altro della costa, dallo Ionio al Tirreno, dal trisavolo garibaldino a G, con in mano garofani rossi e brassiche viola, e tu e R non ve lo dite ma i crisantemi vi fanno orrore e non li comprate mai);

e appena puoi ti fermi in angoli d’incanto, come dal signor Orlando, non calzolaio ma artista della scarpa con la sua vetrina di tacchi e cedri


o a guardare il sole che batte sui visi e gli intarsi del palazzo Coppedè

sempre facendo slalom tra certe vetrine del centro.

Molte panze dopo, molti sorrisi dopo, molte lacrime e abbracci dopo, molte mani strette dopo, molta vita dopo, potrebbero sembrare quarantott’ore ma sono un universo intero, tra incontri casuali e incontri desiderati, meraviglie stupori nostalgie redivive paragoni sorprese e radici, all’improvviso si è fatta l’ora e di nuovo te ne vai.
E su quella specie di scassone che chiamano alta velocità ma non è altro che un carretto sul quale qualcuno ha dipinto a mano una freccia rossa, finisci il tuo libro di Umberto Eco e giusto un attimo prima di Roma torni indietro a rileggere la tua sottolineatura preferita:

“…siciliani, mulatti essi stessi non per errore di una madre baldracca ma per storia di generazioni, nati da incroci di levantini malfidi, arabi sudaticci e ostrogoti degenerati, che hanno preso il peggio da ciascuno dei loro antenati, dei saraceni l’indolenza, degli svevi la ferocia, dei greci l’inconcludenza e il gusto di perdersi in chiacchiere sino a spaccare un capello in quattro”.

(Il cimitero di Praga, Bompiani, p. 17)

11 thoughts on “Messina per principianti

  1. la prossima volta posso venire con te? mi pare di esserci già stata, a messina, a forza di sentire i tuoi racconti:)

  2. io faccio una mini-vacanza siciliana, non so se Messina sarà del giro, però in quasi dieci giorni forse sì, vediamo. E’ che la Sicilia attira attira attira (soprattutto noi poveretti del semi-nord, freddo e grigio)
    un bacione!

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