Faccia a faccia con Benedizione, di Kent Haruf

Giovedì 19 gennaio 2017, ore 19.15

Libreria Altroquando
Via del Governo Vecchio, 82/83 – Roma
L’ingresso è libero
www.ilibrintesta.it

Quando un anno fa uscii dalla libreria sprofondato nell’incipit di Benedizione, camminai fino a un piccolo parco, mi sistemai comodo su una panchina e continuai la lettura. Dopo un’ora ero ancora seduto là: senza accorgermene ero arrivato a un terzo del libro. Non avevo mai sentito nominare Kent Haruf, il nome che campeggiava sulla copertina. Strano, mi dissi. Uno che non ha nulla di moderno, che scrive nel solco del realismo tragico di Hemingway, che racconta storie senza tempo somiglianti ad antiche parabole bibliche, in pratica ciò di cui ero sempre andato a caccia tra i sentieri di quel genere di letteratura americana che va da Steinbeck a McCarthy. D’altro canto, negli ultimi tempi, guardando alla narrativa proveniente dagli Stati Uniti, mi ero abituato a delle incredibili quanto tardive scoperte (emblematico il caso di Stoner di John Williams). Autori completamente dimenticati, o ingiustamente trascurati, erano diventati dei clamorosi successi editoriali. Insomma, capii abbastanza presto che l’editore NN, nel pubblicare Haruf, aveva fatto un colpaccio. Ancor più quando mi resi conto che Benedizione era parte della cosiddetta Trilogia della pianura, che comprendeva altri due romanzi, Canto della pianura e Crepuscolo, e che tutti e tre sarebbero stati tradotti e pubblicati in Italia. Fu così che feci la conoscenza col vecchio Dad Lewis, il protagonista di Benedizione, che si prepara a trascorrere l’ultima estate della sua vita cercando di chiudere i conti col passato, con la campagna piatta e immota di Holt, la cittadina del Colorado in cui sono ambientati tutti i romanzi di Haruf, con le camicie di flanella sudate sotto al sole e con i neri steli di granturco gelati dall’inverno, con i locali desolati in cui si servono bistecca e pesce fritto, con l’incurabile silenzio di una terra ammaliante, ipnotica, così potentemente letteraria, in cui i destini degli uomini sembrano sussurrati nel vento.

Andrea Pomella

Gli anni al contrario, Bibart, Bari

Auditorium Diocesano La Vallisa
70122 Bari

presenta
LIBRINBIENNALE: Demetrio Paolin, Giorgio Vasta, Nadia Terranova
A cura di Alessandra Minervini
15 dicembre 2016/ 15 gennaio 2017

La presentazione degli Anni al contrario, di Nadia Terranova:
AUDITORIUM DIOCESANO LA VALLISA
SABATO 14 GENNAIO
ORE 19.00

Con la scrittrice interviene Giancarlo Visitilli, giornalista e scrittore.

Natale acido

Martedì 20 dicembre, ore 22.00

NATALE ACIDO 2016nataleacido

Racconti e canzoni velenose come antidoto alle solite feste

Per chi del Natale non sopporta le luminarie esagerate, le bontà esibite, le parabole mielate, le pubblicità martellanti, il traffico impazzito, l’albero accessoriato; per chi su questi nostri Natali urbani, commerciali e nevrotici sa anche scherzare.

Musicisti, scrittori professionisti e scriventi occasionali si danno il cambio al microfono, nel corso di una serata acida, leggera e divertente!

Alla serata partecipano Daniele Miglio e Dina Giuseppetti, Paola Soriga, Alessandra Farro, Flavio Soriga, Nadia Terranova, Claudio Morici Melissa P, Carlo De Ruggieri, Giordano Meacci, Fernando Masullo. Chitarra polifrastica e tamburello onomatopeico: Ivan Talarico

“Col naso all’insù” – debutto ad Arezzo

COL NASO ALL’INSÙ (2016)

da un’idea di Giorgio Rossi
una produzione Associazione Sosta Palmizi
una creazione di Giorgio Rossi, Elisa Canessa, Federico Dimitri e Francesco Manenti
Percorso drammaturgico Nadia Terranova
interpreti Elisa Canessa, Federico Dimitri e Francesco Manenti
costumi Roberta Vacchetta
illustrazioni e scenografie Francesco Manenti
spettacolo adatto a un pubblico dai 4 anni 

Siamo a Kronos, un luogo senza tempo dove lavorano tre bizzarri figuri in camice medico. Precisione, efficienza, natalità: qui si decide il destino di ogni nascituro, qui lo si spedisce ai futuri genitori secondo rigide, imperscrutabili regole che nessuno, fin dai tempi di Adamo ed Eva, ha mai messo in discussione. Finché un giorno un futuro bambino si ribella: proprio non gli va che qualcuno decida per lui. Vuole scegliere da solo. Ma non si possono scegliere i propri genitori. O forse sì… Nel corso dello spettacolo vengono mostrati, raccontati e danzati diversi tipi di mamme e papà: buffi, giocosi, teneri ma anche arrabbiati, nervosi, assenti. Infinito è il catalogo dei candidati, e infinite le sfumature che ciascuno di loro nasconde, perché dietro le apparenze c’è sempre qualcosa di inaspettato. Su chi cadrà la scelta?
Col naso all’insù è un libero gioco in cui le emozioni e i comportamenti diventano spunto per la creazione di un momento spettacolare tra parola, danze, clownerie e musica. È un inno al potere dell’immaginazione e della libertà. Un’occasione per divertire, stupire, e delicatamente far riflettere.

col-naso-allinsu