[quasi diciannove luglio, più venti, punto uno]

Il fatto è che ad aver avuto un diario all’epoca dei fatti e soprattutto un [altro] blog dieci anni dopo, certe cose di ricordi e considerazioni e anatemi e correzioni e amarezze vive di offesa, tutte queste certe cose le hai già scritte.
Il fatto è che di cose, davvero ovunque, se ne sono scritte a fiocchi e che la retorica fiocca, soprattutto vestita da antiretorica. Nessuno si senta escluso, neppure tu.
Il fatto è che di cose da dire ce n’erano e cose da fare soprattutto, e qualcosa si è detto e qualcosa si è fatto, ma soprattutto molte cose non si sono né dette né fatte.
E ogni anno che passa rimane questo rimpianto che eravamo più giovani e dopo che ci avevano ferito, e infierito, abbiamo creduto giusto osar esserlo con più rabbia o smarrimento, che poi è la stessa cosa. Era pieno di soprattutto un po’ ovunque, allora. E ti resta magari solo da chiederti cos’è rimasto, se il bicchiere o il sorriso, e ti viene da chiamarla amarezza punto uno, è il tuo nome la tua storia ma tu dici non importa, e la fine del discorso la conosci già e qualsiasi cosa fosse, acqua corrente o vino, era molto tempo fa.

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