Gavoi – Isola delle storie

Gavoi Isola delle storie 2015

Tra qualche giorno comincia a Gavoi, in Sardegna, il festival L’isola delle storie, con un programma bellissimo. Parlo dei libri di Miguel Bonnefoy, di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, di Beatrice Masini e miei.
E poi, me ne sto in giro a sentire gli altri.

  • 4 luglio, LODINE – Belvedere – Piazza San Giorgio ore 09.00
    IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA
    Precede l’incontro preludio musicale Pierpaolo Vacca (Organetto)
    Nadia Terranova incontra Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli
    * è previsto un servizio di navetta gratuito, partenza dalla Rotonda ore 7.45/8.00/8.15)
  • 4 luglio, Ore 16.30 DIDÒVA – SCUOLA ELEMENTARE
    CHI HA BISOGNO DI UNA STORIA?
    Incontro con Beatrice Masini e Nadia Terranova
  • 4 luglio, ore 22.30, SANT’ANTIÒCRU
    STORIE DI ALTRI LUOGHI
    Precede l’incontro preludio musicale Omaggio a Sergio Atzeni, legge Mario Faticoni
    Nadia Terranova incontra Miguel Bonnefoy. Traduce Patrick Le Masson

Ecco poi gli incontri a cui gli adulti non possono venire, però, accompagnati da un bambino, possono restare davanti alla porta, dopo aver naturalmente assolto gli oneri per iscriverli (trovate tutto qui):

  • 4 luglio, Scuola Elementare, ore 10.30-12, aula 1
    LE MILLE E UNA NOTTE
    Laboratorio di ascolto e disegno con Nadia Terranova
    (7-10 anni, max 20 iscritti)
  • 5 luglio, Scuola Elementare, ore 9.30-11.30, Gazebo
    LE NUVOLE PER TERRA
    Laboratorio narrativo con Nadia Terranova
    (10-13 anni, max 20 iscritti)Gavoi Isola delle storie 2015

Le nuvole per terra

le nuvole per terra nadia terranova

Ho scritto Le nuvole per terra tra la fine dell’estate e l’autunno scorso, in un periodo in cui non avrei mai avuto il tempo di scriverlo perciò l’ho scritto lo stesso, di nascosto, che mi pare sempre il modo migliore per far venir fuori una storia. È uscito ieri, e ieri sono andata a raccontarlo a Fahrenheit, è strano dire le prime cose perché solo molto tempo dopo scopri di cosa parla veramente un libro, all’inizio, di fronte alle domande, sei da solo con quel buco nero che ti fa sospettare che se avessi saputo di cosa parlava probabilmente non l’avresti scritto.
O, per dirla con Bruno Schulz:
“Alla domanda se saprei fornire un’interpretazione filosofica delle Botteghe color cannella preferirei non rispondere. Ritengo che razionalizzare la visione del mondo contenuta in un’opera d’arte equivalga a smascherare gli attori di un dramma: fa finire il divertimento e impoverisce la tematica dell’opera. E non perché l’arte sia un rebus con una chiave nascosta, e la filosofia sia invece il medesimo rebus risolto. La differenza è molto più profonda. Nell’opera d’arte il cordone ombelicale che la collega alla totalità della nostra problematica non è ancora stato tagliato, in essa circola ancora il sangue del mistero, vene e arterie si addentrano nella notte circostante e ne ritornano cariche di un fluido tenebroso. Nell’interpretazione filosofica, invece, abbiamo solo un preparato anatomico scollegato dall’insieme della problematica. Ciononostante confesso che sarei curioso di leggere, trasporto in forma discorsiva, il credo filosofico de Le botteghe color cannella. Probabilmente si tratterebbe del tentativo di descrivere la realtà dell’opera, piuttosto che di motivarla” (intervista a Bruno Schulz di Ignacy Witkiewicz).
Tornando a volar basso sulle nuvole, in radio abbiamo fatto una lunga discussione e mi sembra che il fluido tenebroso sia rimasto al sicuro.
Allora ho scoperto che: Le nuvole per terra parla di adolescenti che non sanno a chi chiedere come si fa a sapere se si è innamorati oppure no, di adulti immaturi, di coppie eterosessuali e omosessuali che si sfilacciano, di nuvole che cadono, di qualcuno che da grande vuole fare il rabbino e di qualcun’altra che invece da bambina ha sofferto un lutto tremendo, di cosa succede ai tredicenni mentre i genitori sono impegnati a chattare con lo smartphone, ma anche di cosa succede agli adulti mentre gli adolescenti sono impegnati a guardare video pop sullo smartphone.
I protagonisti e la storia sono nati a Trieste un anno fa, mentre ero insieme a due amiche: una declamava sognante le Elegie duinesi  e l’altra mi chiedeva quando avrei scritto il prossimo libro per ragazzi, perché sua figlia lo aspettava con impazienza. Quindi è un po’ tutta colpa di Rainer Maria Rilke, sia nella vita che nel romanzo, e chi lo legge scoprirà perché.

le nuvole per terra nadia terranova

Le Sibille

sibille

Le Sibille è un grazioso volume pubblicato da una piccola ma intraprendente casa editrice siciliana, Arianna, di Arianna Attinasi. Contiene dieci interpretazioni del mito della Sibilla, in forma di racconto, di dieci scrittrici tra cui la sottoscritta. La curatrice Fulvia Toscano spiega il progetto nell’introduzione, riportata anche sul sito internet dell’editore.
L’antologia è in giro già da un po’ e si può acquistare direttamente dall’editore, nelle librerie on line, oppure richiedere in alcune librerie (qui un elenco); la curatrice e le autrici hanno presentato e stanno presentando il nostro lavoro un po’ dappertutto in Sicilia e magari prima o poi parteciperò anche io,  visto che finora gli impegni non me lo hanno permesso.
Questo libro è bello tutto, dalla copertina creata da un’illustrazione di Marcella Brancaforte passando per i versi di Angela Scandaliato in esergo e ci sarebbe poi da dire su ogni racconto (in ordine alfabetico siamo disposte così: Licia Cardillo Di Prima, Marinella Fiume, Daniela Gambino, Asma Gherib, Simona Lo Iacono, Clelia Lombardo, Anna Mallamo, Beatrice Monroy, Nadia Terranova, Lina Maria Ugolini).
Soprattutto, tengo a questo progetto perché abbiamo deciso di devolvere i diritti d’autore al fondo bibliotecario Paola Albanese, a Nicotera (VV) per creare una biblioteca delle donne. Paola l’ho conosciuta personalmente e spero che quel luogo, il luogo dei suoi libri, diventi un punto di riferimento per molti.
Dimenticavo: il mio racconto si chiama Tuttimpicci e comincia idealmente la notte del terremoto di Messina del 1908; la protagonista è una strana tipa che si fa chiamare Sibilla perché è convinta di avere un dono ma in realtà non ci prende mai su nulla.
Buona lettura a chi vorrà.

sibille

 

Sibille, a cura di F. Toscano, AAVV, pp. 208, 11 €

Giugno al contrario

Venerdì 5 giugno 2015, ore 17.30, al Palazzo del Rettorato Sala dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti, piazza Pugliatti 1, Messina, si terrà l’incontro Laureate dell’università di Messina dove, eccetto me, ci sarà molta bella gente (per dire insieme che un laureato conta più di un cantante).

Lunedì 8 giugno, a Roma, alle 21.00, si svolgerà invece l’incontro con il circolo di lettura Barbara Cosentino su Gli anni al contrario inizialmente previsto per il 25 maggio.
Il 23 maggio infatti è morta Teresa, una delle persone più importanti della mia vita. Lei avrebbe voluto che continuassi gli incontri sul mio libro, e quando ho potuto l’ho fatto, ma quella sera davvero non mi era possibile. Per prenotarsi se non si è soci basta scrivere un’email a info[at]circolodilettura.it.

Venerdì 12 giugno, a Londra, alle 19.00 alla Italian Bookshop, Enrico Franceschini e io parleremo di 1977 e di Gli anni al contrario. Focaccia di Donna Fugassa per tutti (e ancora grazie a Ornella e a Enrico, ragazzi del ’77; ricordo l’articolo di Franceschini all’uscita del libro, qui invece il suo Avevo vent’anni, pubblicato da Feltrinelli).

Venerdì 19 giugno con Gli anni al contrario sarò invece alla libreria Volare di Pinerolo (To), corso Torino 44, alle 18.00 con Gina e Marco Vola, meravigliosa e storica coppia di una delle librerie più belle d’Italia. Letture di Gisella Bein. Qui la recensione della libreria.

Giovedì 25 giugno, alle 21.00, a Roma, si riformerà un duo con un precedente: con Marco Peano riconfronteremo Gli anni al contrario e L’invenzione della madre. Ce l’eravamo già cavata a Calibro, festival di Città di Castello (su Lavoro Culturale è uscito questo racconto della serata), e stavolta saremo con Giordano Meacci e Rossano Astremo. La rassegna è Libri a mollo, il luogo: il Chioschetto di Ponte Milvio in piazzale Ponte Milvio 23, nello spazio antistante a Libri & Bar Pallotta (grazie al libraio Carmelo Calì, @cammielo).

Venerdì 26 giugno alle 21.00 a Osimo (An) a Palazzo Campana, piazza Dante Alighieri 4, presentazione di Gli anni al contrario con Giulia Ciarapica (grazie a Giulia Lavagnoli dell’Istituto Campana e Tiziana Epifani della libreria Il mercante di storie).

Marone Terranova
Ho voluto dedicare qualche riga a ognuno di questi appuntamenti perché ognuno è stato organizzato e pensato con cura, come del resto molti altri fatti finora. E poi ascoltando cosa hanno da dire le persone, agli incontri, mi sorprendo ancora. No, magari non tutte le volte, ma spesso, e quindi continuo volentieri anche se adesso si comincia a rallentare un po’. Bisogna pur starsene a casa a scrivere, come fanno i veri scrittori (questa l’ho copiata a Jonathan Coe che subito dopo aggiungeva: “Il mio prossimo reading è fra due giorni”, in questa antologia sulle umiliazioni degli scrittori, che – a proposito – mi ha regalato un libraio dopo una presentazione). Intanto ho comprato un portatile nuovo, un posto di lavoro su rotaie non si nega a nessuno.

Tre incontri romani

Sabato 23 maggio alla Credenza della suocera, al Pigneto, il bravissimo Mauro Pescio legge brani che ha scelto lui, io parlo poco e niente e tutti noi si beve qualcosa:
Reading 23 maggio

Lunedì 25 maggio, ore 21, incontro con Il circolo della lettura Barbara Cosentino. L’incontro è a numero chiuso con prelazione dei soci; per informazioni scrivere a info@circolodellalettura.it. Questa è la pagina che il circolo ha dedicato al mio lavoro, non solo a Gli anni al contrario. Tengo all’appuntamento per diversi motivi, tra cui una coincidenza affettiva sul nome della persona a cui il circolo è dedicato.

Martedì 26 maggio, ore 18.30, da Hop&Book, che vende libri, birra e vinili in via dell’Amba Aradam 29/a, parlo del romanzo insieme a Gioacchino de Chirico e Tommaso Giagni. Cioè, ne parlo in pubblico: sono due persone con cui ne ho discusso tantissimo in privato, con Tommaso nei mesi prima che uscisse e con Gioacchino in quelli subito dopo, e sono curiosa come si combineranno i loro punti di vista. A proposito del luogo dove parleremo, Gioacchino ha scritto questo pezzo qua.

Emma di Jane Austen e I libri in testa

Giovedì 21 maggio, consolidando la tradizione per cui nelle ultime stagioni non può mancare una serata dedicata a Jane Austen, con I libri in testa parleremo di Emma al solito orario (19.15) al solito posto (la libreria Altroquando di Roma, in via del Governo Vecchio 82/83).
Quando ho letto questo romanzo la prima volta ero piccola e reduce da scuffie per le più note eroine romantiche e non l’ho apprezzato come quando l’ho ripreso in mano per tradurne la versione a fumetti Marvel (questa, di cui sono molto orgogliosa) – da allora, Emma è la mia odiosetta preferita dell’universo austeniano.
Tenere in piedi tutta una trama con un personaggio detestabile: mica facile, e invece alla fine non solo le vuoi bene, ma ti mancano tutti quegli errori, la loro precisione nel mancare i bersagli.

Qui c’è la locandina della serata, di cui riporto il testo di presentazione del nostro austenologo Giuseppe Ierolli.

Un’eroina piuttosto antipatica, una storia chiusa all’interno di un piccolo paese, una zitella logorroica, un dongiovanni un po’ misterioso, un amico un po’ noioso, un ecclesiastico borioso, un’amica un po’ svampita, per non parlare di un padre ipocondriaco ed egoista. Aggiungete un finale che sembra una parafrasi del classico “e vissero felici e contenti”, ovvero: “i desideri, le speranze, le certezze, le previsioni del piccolo gruppo di veri amici che partecipò alla cerimonia, ebbero pieno compimento nella perfetta felicità di quella unione.”
Ora mettete tutto insieme: ne uscirà quello che è considerato da molta critica, e da molti lettori, il capolavoro di Jane Austen, e, di conseguenza, uno dei capolavori della letteratura mondiale.

Giuseppe Ierolli

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