Come vedere senza immagini

Scrive: “Quanto manca?” Lui mi guardava dallo specchietto e diceva “Dormi un po’ e quando ti svegli siamo arrivati” e spiega: Fotografia di quanto manca.
Oppure: Lucio Dalla a tutto volume come se lui potesse avere cura di me, e fra parentesi quadre: Fotografia di interni e mattini che conoscono la malinconia.
Oppure ancora: I fiori viola sul tavolo, un milione di parole e la menta, e, come scritto a penna sul bordo bianco di una polaroid: Fotografia di un pomeriggio a Parigi, poco importa dove fossimo davvero.
Non importa dov’erano né dove siete voi che leggete, perché le immagini ci sono per davvero nei 140 caratteri di questa ragazza che si firma @senzaimmagini (la trovate qui) e, a parte l’avatar con l’orlo di una gonna a righe e le converse, non ha mai postato una foto vera, solo il contenuto e la didascalia.
Nell’editoria illustrata esistono sempre più racconti di immagini senza parole. Questo che si può seguire su twitter è invece un racconto di parole-immagini senza immagini, con qualche meme sotterraneo a fare da filo rosso (il padre che manca, le vicende del portaspazzolino a forma di giraffa). Confesso: se sono di cattivo umore passo dieci minuti sul suo profilo, fare – e vedere – foto senza foto è una delle cose impossibili a cui si può credere prima di colazione, poi la giornata va meglio.
SenzaImmagini

L’appartamento, di Mario Capello

Come e quando si diventa grandi? Mai quando siamo certi che stia accadendo, mentre compiamo un passo importante come comprare una casa o fare un figlio. Anzi, più andiamo avanti, più quei primi passi nell’età adulta li ricorderemo come la prosecuzione dell’infanzia con altri mezzi, sorrideremo per aver cercato di controllare una cosa casuale come la crescita fissandola su un certificato di acquisto o di unione: com’era ingenuo quel tentativo di raddrizzare le cose con una dichiarazione d’intenti. Anche di questo (per me l’aspetto più interessante) parla L’appartamento di Mario Capello pubblicato da Tunué, che ha la forza apparentemente sommessa dei racconti brevi per lunghezza e grandi per respiro letterario. Come tutti i libri che mi piacciono, ha una trama piccola: in provincia sabauda, un agente immobiliare giovane mostra un appartamento a un cliente vecchio, è affascinato dai modi di quell’uomo, scopre infine il segreto che custodisce. Più di ciò che si rivelerà nelle ultime pagine, sono importanti i dettagli che preparano alla scoperta, bellissime le descrizioni di polvere e pulviscoli che si posano sugli oggetti, luci che illuminano prospettive a sorpresa, gesti piccoli dietro cui si intuiscono universi mai troppo scodellati (viva la letteratura della lacuna, raccontata da Nicola Gardini nel saggio che non mi stanco di citare). L’agente che si è improvvisato tale per cambiare vita è in realtà un uomo uso alle storie, alla letteratura, che immagina incipit dietro le frasi da conversazione ma con quel precedente mestiere editoriale non vuole avere più a che fare. Se l’è lasciato alle spalle insieme a un matrimonio, a un figlio e a un vecchio appartamento studentesco che aveva cercato di trasformare in nido adulto, con tutta la tenerezza degli errori che ci somigliano.

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Gli anni al contrario, appuntamenti di luglio

Giovedì 16 luglio, Monopoli (BA), ristorante Samarè, contrada Stomazzelli 142, 20.00, presentazione di Gli anni al contrario nell’ambito della rassegna L’appetito vien sfogliando;

Venerdì 17 luglio, Mola di Bari (BA), Castello Angioino, 19.30, nell’ambito del festival “Del racconto, il film” diretto da Giancarlo Visitilli, una serata dal titolo La (meglio) gioventù: anteprima di Sarà un paese, regia di Nicola Campiotti, e presentazione di Gli anni al contrario con Nicola Campiotti e Silvio Maselli, assessore alla cultura di Bari;

Domenica 19 luglio, Pollenza (MC), Chiostro di sant’Antonio, 18.30, Nadia Terranova con Gli anni al contrario e Caterina Serra con Padreterno, nell’ambito della rassegna Non a voce sola;

Domenica 26 luglio, Asti, Cortile del Palazzo del Michelerio, corso Vittorio Alfieri, 381, h. 17.00, nell’ambito del festival FuoriLuogo, incontro su Gli anni al contrario con Luciano Del Sette;

Mercoledì 29 luglio, Stromboli (ME), Libreria sull’isola, 19.00, incontro su Gli anni al contrario con i librai Mariaclaudia Ferrari Bellisario e Giorgio Trasarti e il giornalista Alberto Acciari.

Nuvole al contrario e anni per terra

– Giovedì 9 luglio, 18.30, Casetta Rossa (Garbatella), parco Cavallo Pazzo, via Magnaghi:
Presentazione del libro Gli anni al contrario, a cura del gruppo di lettura “Cavallo Pazzo legge'” Intervengono: Nadia Terranova e Gioacchino De Chirico.
Il programma completo della Festa dell’altra estate alla Casetta Rossa è qui.

Martedì 14 luglio, 21.30, 100 libri in Giardino, via Filippo Re (metro Porta Furba – Quadraro):
Mara Cerri vs Nadia Terranova: presentazione di La pantera sotto il letto (Orecchio Acerbo) e Le nuvole per terra (Einaudi Ragazzi). Modera Gioacchino De Chirico.
Il programma completo del festival Il Quadraro legge, presidio culturale estivo della libreria Giufà e dell’officina culturale Via Libera è qui.

Gavoi – Isola delle storie

Gavoi Isola delle storie 2015

Tra qualche giorno comincia a Gavoi, in Sardegna, il festival L’isola delle storie, con un programma bellissimo. Parlo dei libri di Miguel Bonnefoy, di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, di Beatrice Masini e miei.
E poi, me ne sto in giro a sentire gli altri.

  • 4 luglio, LODINE – Belvedere – Piazza San Giorgio ore 09.00
    IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA
    Precede l’incontro preludio musicale Pierpaolo Vacca (Organetto)
    Nadia Terranova incontra Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli
    * è previsto un servizio di navetta gratuito, partenza dalla Rotonda ore 7.45/8.00/8.15)
  • 4 luglio, Ore 16.30 DIDÒVA – SCUOLA ELEMENTARE
    CHI HA BISOGNO DI UNA STORIA?
    Incontro con Beatrice Masini e Nadia Terranova
  • 4 luglio, ore 22.30, SANT’ANTIÒCRU
    STORIE DI ALTRI LUOGHI
    Precede l’incontro preludio musicale Omaggio a Sergio Atzeni, legge Mario Faticoni
    Nadia Terranova incontra Miguel Bonnefoy. Traduce Patrick Le Masson

Ecco poi gli incontri a cui gli adulti non possono venire, però, accompagnati da un bambino, possono restare davanti alla porta, dopo aver naturalmente assolto gli oneri per iscriverli (trovate tutto qui):

  • 4 luglio, Scuola Elementare, ore 10.30-12, aula 1
    LE MILLE E UNA NOTTE
    Laboratorio di ascolto e disegno con Nadia Terranova
    (7-10 anni, max 20 iscritti)
  • 5 luglio, Scuola Elementare, ore 9.30-11.30, Gazebo
    LE NUVOLE PER TERRA
    Laboratorio narrativo con Nadia Terranova
    (10-13 anni, max 20 iscritti)Gavoi Isola delle storie 2015

Le nuvole per terra

le nuvole per terra nadia terranova

Ho scritto Le nuvole per terra tra la fine dell’estate e l’autunno scorso, in un periodo in cui non avrei mai avuto il tempo di scriverlo perciò l’ho scritto lo stesso, di nascosto, che mi pare sempre il modo migliore per far venir fuori una storia. È uscito ieri, e ieri sono andata a raccontarlo a Fahrenheit, è strano dire le prime cose perché solo molto tempo dopo scopri di cosa parla veramente un libro, all’inizio, di fronte alle domande, sei da solo con quel buco nero che ti fa sospettare che se avessi saputo di cosa parlava probabilmente non l’avresti scritto.
O, per dirla con Bruno Schulz:
“Alla domanda se saprei fornire un’interpretazione filosofica delle Botteghe color cannella preferirei non rispondere. Ritengo che razionalizzare la visione del mondo contenuta in un’opera d’arte equivalga a smascherare gli attori di un dramma: fa finire il divertimento e impoverisce la tematica dell’opera. E non perché l’arte sia un rebus con una chiave nascosta, e la filosofia sia invece il medesimo rebus risolto. La differenza è molto più profonda. Nell’opera d’arte il cordone ombelicale che la collega alla totalità della nostra problematica non è ancora stato tagliato, in essa circola ancora il sangue del mistero, vene e arterie si addentrano nella notte circostante e ne ritornano cariche di un fluido tenebroso. Nell’interpretazione filosofica, invece, abbiamo solo un preparato anatomico scollegato dall’insieme della problematica. Ciononostante confesso che sarei curioso di leggere, trasporto in forma discorsiva, il credo filosofico de Le botteghe color cannella. Probabilmente si tratterebbe del tentativo di descrivere la realtà dell’opera, piuttosto che di motivarla” (intervista a Bruno Schulz di Ignacy Witkiewicz).
Tornando a volar basso sulle nuvole, in radio abbiamo fatto una lunga discussione e mi sembra che il fluido tenebroso sia rimasto al sicuro.
Allora ho scoperto che: Le nuvole per terra parla di adolescenti che non sanno a chi chiedere come si fa a sapere se si è innamorati oppure no, di adulti immaturi, di coppie eterosessuali e omosessuali che si sfilacciano, di nuvole che cadono, di qualcuno che da grande vuole fare il rabbino e di qualcun’altra che invece da bambina ha sofferto un lutto tremendo, di cosa succede ai tredicenni mentre i genitori sono impegnati a chattare con lo smartphone, ma anche di cosa succede agli adulti mentre gli adolescenti sono impegnati a guardare video pop sullo smartphone.
I protagonisti e la storia sono nati a Trieste un anno fa, mentre ero insieme a due amiche: una declamava sognante le Elegie duinesi  e l’altra mi chiedeva quando avrei scritto il prossimo libro per ragazzi, perché sua figlia lo aspettava con impazienza. Quindi è un po’ tutta colpa di Rainer Maria Rilke, sia nella vita che nel romanzo, e chi lo legge scoprirà perché.

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