Tre incontri romani

Sabato 23 maggio alla Credenza della suocera, al Pigneto, il bravissimo Mauro Pescio legge brani che ha scelto lui, io parlo poco e niente e tutti noi si beve qualcosa:
Reading 23 maggio

Lunedì 25 maggio, ore 21, incontro con Il circolo della lettura Barbara Cosentino. L’incontro è a numero chiuso con prelazione dei soci; per informazioni scrivere a info@circolodellalettura.it. Questa è la pagina che il circolo ha dedicato al mio lavoro, non solo a Gli anni al contrario. Tengo all’appuntamento per diversi motivi, tra cui una coincidenza affettiva sul nome della persona a cui il circolo è dedicato.

Martedì 26 maggio, ore 18.30, da Hop&Book, che vende libri, birra e vinili in via dell’Amba Aradam 29/a, parlo del romanzo insieme a Gioacchino de Chirico e Tommaso Giagni. Cioè, ne parlo in pubblico: sono due persone con cui ne ho discusso tantissimo in privato, con Tommaso nei mesi prima che uscisse e con Gioacchino in quelli subito dopo, e sono curiosa come si combineranno i loro punti di vista. A proposito del luogo dove parleremo, Gioacchino ha scritto questo pezzo qua.

Emma di Jane Austen e I libri in testa

Giovedì 21 maggio, consolidando la tradizione per cui nelle ultime stagioni non può mancare una serata dedicata a Jane Austen, con I libri in testa parleremo di Emma al solito orario (19.15) al solito posto (la libreria Altroquando di Roma, in via del Governo Vecchio 82/83).
Quando ho letto questo romanzo la prima volta ero piccola e reduce da scuffie per le più note eroine romantiche e non l’ho apprezzato come quando l’ho ripreso in mano per tradurne la versione a fumetti Marvel (questa, di cui sono molto orgogliosa) – da allora, Emma è la mia odiosetta preferita dell’universo austeniano.
Tenere in piedi tutta una trama con un personaggio detestabile: mica facile, e invece alla fine non solo le vuoi bene, ma ti mancano tutti quegli errori, la loro precisione nel mancare i bersagli.

Qui c’è la locandina della serata, di cui riporto il testo di presentazione del nostro austenologo Giuseppe Ierolli.

Un’eroina piuttosto antipatica, una storia chiusa all’interno di un piccolo paese, una zitella logorroica, un dongiovanni un po’ misterioso, un amico un po’ noioso, un ecclesiastico borioso, un’amica un po’ svampita, per non parlare di un padre ipocondriaco ed egoista. Aggiungete un finale che sembra una parafrasi del classico “e vissero felici e contenti”, ovvero: “i desideri, le speranze, le certezze, le previsioni del piccolo gruppo di veri amici che partecipò alla cerimonia, ebbero pieno compimento nella perfetta felicità di quella unione.”
Ora mettete tutto insieme: ne uscirà quello che è considerato da molta critica, e da molti lettori, il capolavoro di Jane Austen, e, di conseguenza, uno dei capolavori della letteratura mondiale.

Giuseppe Ierolli

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Lacci di Domenico Starnone

Mercoledì 20 maggio alle ore 18, alla biblioteca Penazzato, via Dino Penazzato 112 (zona Collatino) parlo di uno dei romanzi più belli degli ultimi anni, Lacci di Domenico Starnone (Einaudi), insieme all’autore. Paola Surace, attrice, leggerà alcuni brani. Qui i dettagli dell’evento.
Avevo scritto di Lacci su pagina99, ripropongo qui il pezzo.

Lacci, tradimenti e altre piccole crudeltà matrimoniali
pagina99
23 novembre 2014
di Nadia Terranova

«Ero giovane, mi sentivo attratta, non sapevo quanto è casuale l’attrazione», dice Vanda per spiegare al marito perché l’ha sposato, per raccontare a sé stessa perché a lui e solo a lui voleva dare un figlio e una figlia, perché soltanto quell’Aldo valeva la pena amare e sopportare per sempre. Per sempre, certo, a vent’anni non esiste che quello: prima si sfida l’eternità e poi si finisce a far finta di non aver perso la partita; funziona così per tutte le generazioni, ma certe si intestardiscono più di altre. Vanda e Aldo, protagonisti di Lacci di Domenico Starnone (Einaudi), si sono sposati poco più che ventenni nel 1962, nel 1965 è nato Sandro, nel 1969 Anna. È Vanda, con la lettera iniziale, a ripercorrere la cronologia in una rappresaglia ricattatoria: «Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Una lettera scritta al risveglio dopo la ferita: sono ancora qua, in questa vita che abbiamo scelto insieme, quando eri convinto di noi come lo ero io, e ora sappi che cambiare idea ha un costo per tutti.

La ferita si chiama Lidia – quando l’errore comincia ad avere un nome smette di essere una delle tante sventatezze possibili, e ridicolmente Aldo confessa di essersi innamorato. Vanda è sempre giovane anche se vent’anni non li ha più, Lidia è una ragazzina e vent’anni deve ancora farli. Per un trentenne insicuro, marito mediocre, padre inadeguato, in balia di alterni successi professionali, quella diciannovenne indipendente è tutto, e in confronto alla famiglia non chiede nulla. Aldo e Vanda si erano sposati perché sembrava la cosa giusta, perché avevano l’età in cui si sposavano tutti, per un’idea confusa della stabilità e una ancora più confusa dell’infatuazione. Volevano costruire, non sapevano che frane e rovine toccano a chi usa la normalità come criterio per scegliersi e che, nel momento in cui si decide di fabbricare un matrimonio, quello comincia a sfasciarsi.

«Per anni non sono stata felice, ma nemmeno infelice. Ho capito tardi che mi incuriosivano gli altri né più né meno di quanto mi avevi incuriosito tu», dice una Vanda quasi ottantenne che non si prende più il disturbo di scrivere lettere e si gode il lusso senile di una crudeltà senza ricatto, dividendola in parti uguali fra sé e il marito. Le sue battute suonano ora allegramente cattive, vengono da un dolore anestetizzato, sono buttate lì come una ciotola al gatto (il gatto si chiama Labes ed è il protagonista involontario di alcune fra le pagine più sorprendenti di questo romanzo bellissimo). Aldo non sa e non risponde: si perde dietro vecchie foto e lettere, si danna perché in casa sono entrati i ladri (chi, tranne marito e moglie, ha diritto di profanare le scene di un matrimonio? Lo scopriamo solo alla fine), si addormenta nello studio, si rifugia in risposte piccole. È colpa della mia generazione, anzi no, del modello familiare che ho ricevuto, di un padre che ha distrutto e rovinato ogni cosa, vanitoso, con furiose manie da incompreso (somiglia tanto a quello di Via Gemito, con cui Starnone vinse lo Strega nel 2001).

Dell’altra donna, per scelta dell’autore, non sentiamo mai la voce. Lidia, che ha subìto e ricambiato la cotta di un uomo più grande e sposato, che deve essersi sentita lusingata da quella crisi dei trenta gioendone prima e annoiandosi presto, non vuole giocare all’amante invecchiata. Se Aldo voleva sistemarla in una bella casa dove tornare la sera, c’era sua moglie per ricoprire quel ruolo. Se era tanto innamorato della gioventù, poteva occuparsi di quei due figli confusi che avevano bisogno di imparare tutto, perfino ad allacciarsi le scarpe. I suoi lacci Aldo li aveva già: non si sceglie il momento in cui cominci ad annodarli, a un certo punto ti volti e loro sono lì, aggrovigliati, minacciosi, elastici. A settant’anni, Aldo non ne ha spezzato neanche uno, casomai ne ha intrecciati di nuovi: dopo la fine della storia con Lidia non ha smesso di vederla, cercarne l’approvazione e la compagnia. Lidia sopporta, sorride, abbozza – almeno così la immaginiamo. Della sua versione non sentiamo la mancanza: prima parla la moglie, poi il marito, infine arriva un terzo, imprescindibile, punto di vista. L’amante, come il gatto, tace: è stata tutta colpa sua, ma non sono affari suoi.

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Salone del libro di Torino 2015

CI VUOLE CORAGGIO A ESSER GIOVANI – BOOKSTOCK VILLAGE
INCONTRO CON RAUL MONTANARI, PAOLA SORIGA, NADIA TERRANOVA

a cura di
GIULIO EINAUDI EDITORE
Venerdì 15 maggio, ore 17.30
Arena Bookstock

Giovani traditi dalla Storia, giovani messi ai margini dalla Storia, giovani segnati da una storia. Tre scrittori a confronto sugli anni più vulnerabili della nostra vita: Raul Montanari, con Il Regno degli amici, Paola Soriga con La stagione che verrà, Nadia Terranova con Gli anni al contrario. Modera Rosella Postorino.

#ZEROGRADIDISEPARAZIONE (@STOLEGGENDO AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO) – BOOK TO THE FUTURE

a cura di
Salone Libro
Sabato 16 maggio, ore 21.00
Book to the Future
Partecipanti:
Sara Bauducco
Annarita Briganti
Gaja Cenciarelli
Anna Da Re
Mario De Santis
Valentina Diana
Cristina Di Canio
Adriana Falsone
Vins Gallico
Manginobrioches
Francesco Musolino
Francesco Muzzopappa
Stefano Piedimonte
Rosa Polacco
Claudia Priano
Luca Ricci
Francesca Scotti
Nadia Terranova

In collaborazione con Tasca d’Almerita

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Gli anni al contrario in Puglia

— Lunedì 4 maggio, Conversano (BA), ore 19.30, Libreria Le Storie Nuove, via Giuseppe Di Vagno 11. Incontro con l’autrice.

— Martedì 5 maggio, Corato (BA), ore 20.30, Libreria Ambarabacicicocò, via Monte di Pietà 55. Dica Trentatré – Trentatré pagine per innamorarsi di un libro letto ad alta voce. Incontro con l’autrice.

— Mercoledì 6 maggio, Trani, ore 19.30, Libreria La luna di sabbia, via Mario Pagano 193/195. Rassegna letteraria “Scrittori nel tempo”, a cura di Vito Santoro e Alessandro Aruta. Dialoga con l’autrice Vito Santoro.

— Giovedì 7 maggio, Foggia, ore 19.00, Libreria Ubik, piazza Giordano 76. Dialogano con l’autrice Michele Trecca e Salvatore D’Alessio.

— Venerdì 8 maggio, Troia (FG), ore 18.30, Bibliocafè “Skantinato 58″, via Ritucci. Incontro con l’autrice.

— Sabato 9 maggio, Taranto, ore 18.30, Libreria Gilgamesh, via Oberdan 45. Dialoga con l’autrice Fulvio Colucci.

— Domenica 10 maggio, Locorotondo (BA), ore 19.00, Docks 101, via Nardelli 101. Dialoga con l’autrice Antonella Gaeta.